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L'Italia fascista nella organizzazione sanitaria della guerra civile spagnola
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Fanella, Giorgio

L'Italia fascista nella organizzazione sanitaria della guerra civile spagnola

29/10/2015

Abstract: Il presente lavoro prende le mosse dalla volontà di studiare la partecipazione italiana alla guerra civile spagnola da un punto di vista particolare: l'organizzazione sanitaria. Si può affermare con certezza che l'apporto umano e materiale alla causa spagnola da parte italiana fu molto rilevante. Questo poiché il contesto internazionale estremamente delicato e gli avvenimenti che interessarono la guerra civile spagnola furono determinanti anche per capire cosa successe dopo. L'organizzazione sanitaria italiana divisa tra la Croce Rossa e la Sanità Militare contava su un numero rilevante di strutture. Solo per dare un'idea furono inviati 13 ospedali da campo completi e 169 ambulanze di cui 4 radiologiche e 3 odontoiatriche. Il totale di materiale sanitario inviato fu di 484.169 tonnellate. Le spese complessive per il trasporto furono superiori ai 40.000.000 di lire. Per quanto concerne il personale sanitario inviato in Spagna: al febbraio del 1937 si contano 963 unità, al luglio dello stesso anno si contano 1160 unità, infine nel marzo del 1939, in corrispondenza della cessazione del conflitto, erano ancora presenti in Spagna un totale di 299 unità. Tutte le stime includono ufficiali, sottoufficiali e truppa della Milizia, dell'Esercito e della Croce Rossa. Questo lavoro si avvale dei ricordi diaristici inediti di sette persone, quattro di medici e tre di infermiere. Ad essi ho posto alcune domande. In primo luogo: quali sono state le condizioni e quali sono state le dinamiche che hanno portato medici e infermieri a partecipare alla guerra civile spagnola?

1967 Comunisti e Socialisti di fronte alla Guerra dei Sei Giorni
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Baldacci, Valentino

1967 Comunisti e Socialisti di fronte alla Guerra dei Sei Giorni

Aska edizioni, 29/10/2015

Abstract: L'ipotesi su cui si fonda questo lavoro è che l'immagine dello Stato d'Israele presente da decenni nella sinistra italiana (non solo in quella più estrema) – cioè quella di uno Stato aggressivo, espansionista, militarista, violento, razzista, con tratti assimilabili a quelli del nazismo, che pratica la discriminazione e l'apartheid nei confronti degli arabi – sia stata costruita in occasione della guerra dei Sei giorni del giugno 1967, ad opera del Pci, come risultato di uno scontro politico e mediatico con il Partito socialista. Per trovare la conferma di questa ipotesi è stata analizzata la stampa comunista e socialista, in particolare i rispettivi organi ufficiali – "l'Unità" e "Avanti!" – ma anche i periodici e le riviste che facevano capo ai due partiti e anche quelle che, in senso lato, facevano parte dell'area culturale della sinistra, nonché il principale quotidiano fiancheggiatore del Pci, "Paese Sera". E' stato anche tenuto conto delle lettere inviate ai tre quotidiani ed stato messo in rilievo il ruolo specifico dei dirigenti politici e dei giornalisti dei due partiti. La ricerca ha prodotto una delle più accurate e approfondite analisi del comportamento politico dei partiti della sinistra italiana su un tema che continua ancora oggi a essere al centro della politica italiana e internazionale.

Gabriele d'Annunzio e gli Eroi di San Pelagio
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carlo

Gabriele d'Annunzio e gli Eroi di San Pelagio

16/11/2015

Abstract: Il libro documenta dettagliatamente, anche attraverso le relazioni conservate dall'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Aeronautica, le azioni dei valorosi piloti che orbitavano intorno a Gabriele d'Annunzio, appartenuti all'87ª Squadriglia, di stanza prima a Ghedi e poi a San Pelagio, vicino a Padova, in concomitanza con il gruppo dei bombardieri "Caproni". Un campo, nel cui castello che lo delimita vi è ora il "Museo dell'Aria e dello Spazio", diretto da Ricciarda Avesani, rimasto nell'immaginario collettivo poiché da esso è partita, dopo varie titubanze degli organi superiori e misteriosi sabotaggi, la formazione di "S.V.A.", capeggiata dal poeta, che il 9 agosto 1918 è riuscita ad andare su Vienna a gettarvi dei volantini tricolore, ed a tornarne, superando le impervie catene montuose ed aprendo la via ad altri ardimentosi voli di ricognizione oltre confine, nel Triveneto, in Tirolo, in Carinzia, in Slovenia ed altrove.

The Life of General Garibaldi
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Garibaldi, Giuseppe

The Life of General Garibaldi

25/11/2015

Abstract: THE following pages are principally written by the pen of the hero of our age, that pure-hearted man—that devoted patriot, and noble, generous, and disinterested philanthropist—that spirited, undaunted, and indomitable warrior, whose splendid deeds have dazzled the world, and whose career, according to his own recent declaration, will be brought to its close by a final triumph, for which he is now preparing, to be gained early in the present year.

Storia del Commercio nell'Italia meridionale e in Sicilia dai Normanni alla caduta degli Angioini
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Grasso, Pietro

Storia del Commercio nell'Italia meridionale e in Sicilia dai Normanni alla caduta degli Angioini

16/07/2015

Abstract: Titolo: Storia del Commercio nell'Italia meridionale e in Sicilia dai Normanni alla caduta degli Angioini Questo saggio è il frutto di un'ampia ed appassionata ricerca storica effettuata su testi antichi e moderni. Il testo è molto interessante perché fa la storia, oltre che commerciale, anche economica, politica, sociale e morale del Mezzogiorno, in epoche diverse della storia del nostro Paese. A chi voglia scorrere la storia delle relazioni commerciali dei popoli trafficatori nel mondo nelle diverse epoche e nei più diversi luoghi si presenta una visione di ampi orizzonti che serve di incitamento e di conforto allo spirito, perché dalle leggi delle relazioni umane esso è posto in condizione di abbracciare per così dire la storia intera della stessa civiltà. A tale proposito piace all'autore definire il commercio come la stessa civiltà in movimento. L'uomo ha compiuto e compie miracoli indescrivibili nel campo del lavoro, ma gli restano pur sempre delle barriere che egli non può valicare: sono la diversa distribuzione delle ricchezze naturali, le diversità dei climi, delle terre coltivabili, delle tradizioni delle genti e dei paesi; tali barriere possono soltanto superarsi grazie allo scambio dei prodotti. L'esigenza di tali scambi poi è anche quella che ha imposto la creazione di strade, di ponti, di porti, di mezzi rapidi ed economici di trasporti di merci e prodotti: solo paesi che difettano di tali opere e mezzi sono rimasti indietro nella loro ascesa economica rispetto agli altri che ne sono invece convenientemente forniti.

Storia di famiglie romane
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Lori, Valter

Storia di famiglie romane

11/03/2015

Abstract: Una disamina dei casati di Roma del medioevo più influenti e potenti, tanto da influire in modo determinante nella elezione dei papi e delle gerarchie ecclesiastiche dell'epoca.

U brigant di duji calabriji
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Paletta, Leonardo

U brigant di duji calabriji

20/04/2014

Abstract: Nell'epoca antecedente l'occupazione piemontese, nonostante una povertà diffusa nel Regno delle Due Sicilie, dovuta soprattutto allo spadroneggiare dei cosiddetti nobili signori, si poteva godere di un diritto sacrosanto per l'uomo di tutti i tempi; Il diritto alla sopravvivenza. Si lavorava tanto, ma alla fine si riusciva, spesso con l'aiuto di orgogliosi ribelli all'ordine costituito, i cosiddetti "briganti", a vivere con dignità e ad essere cittadini orgogliosi di un Paese che non conosceva emigrazione di sorta per sfamarsi. Al contrario erano i cittadini di altri Stati che venivano a la-vorare nelle nostre terre per procurarsi quel tanto che potesse servire a sfamare se stessi e la propria famiglia. Non a caso alla fine del romanzo, a pag. 166, in apposito riquadro, inserisco un dialogo tra Ferdinando IV di Borbone e Pietro Leopoldo, granduca di Toscana, dove il primo, con un parafrasare che ci ricorda Eduardo De Filippo, evidenzia la miseria in cui versano i popoli toscani costretti ad emigrare "negli Stati" napoletani per sopravvivere ..., ma è lo stesso Alessandro Manzoni che a suo modo ci racconta della fame, delle pestilenze e delle sofferenze delle genti del nord ben più gravi e più acute di quelle sicule - napoletane. Era con orgoglio che si sosteneva quella povertà, sicuramente meno povera che in moltissimi altri Paesi europei dell'epoca e, soprattutto, che in tutto il resto della penisola italiana. Ciò che il ricco signore derubava, veniva soppiantato da quell'arrotondare proficuo attraverso le terre demaniali che il Re metteva a disposizione, veniva, cioè, vanificato da persone non piagnoni che sempre attive trovavano il modo di cavarsela in ogni situazioni senza dover ricorrere mai all'emigrazione! Nell'epoca immediatamente susseguente l'occupazione pie-montese, dove tutto ciò che era piemontese fu importato da noi, mentre tutto ciò che era nostro fu derubato e/o dilapidato dai tiranni massacratori in pochissimi anni, seguì il periodo della fame, delle miserie e dei morti ammazzati dal nuovo regime che per giustificarne i misfatti, si inventò la "scuola Lombroso" con a capo uno scellerato individuo, ebreo di Verona, con l'odioso fine di dimostrare e riferire al mondo che i miei avi erano sottosviluppati mentali e "atavicamente" portati a fare violenze e quindi "giustamente" repressi con ogni sorta di violenza. Si perse, dunque, quel sacrosanto "diritto alla sopravvivenza" che mai ci aveva lascato prima d'allora. Le teorie di Lombroso, oggi smentite da tutto il mondo scientifico, sono state fatte proprie da Adolf Hitler che le utilizzò alla pari dei piemontesi per giustificare l'esistenza di una razza eletta che tutto poteva contro gli altri che erano voluti inferiori o dannosi! Lo stesso Hitler ebbe a copiare i luoghi di concentramento già ampiamente e spietatamente sperimentati dai piemontesi sulla pelle dei duo siciliani, dimostrando che NULLA si inventò Hitler, essendogli bastato, semplice-mente, copiare

Adesso e mai più poi
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Giulietti, Angela

Adesso e mai più poi

19/11/2014

Abstract: Storia di alcune delle vittime di stragi in Italia, per non dimenticare

La questione veneta. da campoformio all'annessione al regno d'italia
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Boscolo Soramio, Federico

La questione veneta. da campoformio all'annessione al regno d'italia

07/11/2013

Abstract: Analisi storiografica del settantennio che ha visto Venezia e il Veneto cambiare ciclicamente i propri egemoni, barbaramente mercanteggiati di volta in volta tra Francesi e Austriaci: una dissertazione critica e attenta su un argomento incredibilmente troppo spesso tralasciato e bistrattato dagli storiografia italiana. Nato come tesi di laurea, questo percorso intellegibile si ramifica nelle vicende della regione, dall'esperimento democratico all'indomani della capitolazione della millenaria Serenissima, nel 1797, all'unificazione legislativa del 1871 col neonato Regno d'Italia, passando per l'esperienza napoleonica e le tre dominazioni austriache. Nel mezzo, il giovane autore veneto riprende argomenti appassionati, e vicende mai del tutto dimenticate, come il tentativo repubblicano di Manin e l'eroica resistenza risorgimentale all'oppressore asburgico nel Regno Lombardo-Veneto. Potere, amministrazione e società: tre pilastri fondamentali per la vita di un territorio sempre in balia delle correnti della Storia.

Una storia silenziosa - Gli italiani che scelsero Tito
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Lusenti, Luigi

Una storia silenziosa - Gli italiani che scelsero Tito

16/12/2011

Abstract: Il libro racconta la storia di alcune migliaia di italiani che, alla fine della seconda guerra mondiale, scelsero di rimanere in Jugoslavia per costruirvi il socialismo. Fu una scelta difficile, che portò molti anche a rompere con la famiglia, con gli amici, con la professione. Nel 1948, quando vi fu lo scontro Tito Stalin, si schierarono con il governo di Mosca. Furono repressi, alcuni riuscirono a scappare, altri conobbero il lager di Goli Otok, l'Isola Calva nell'alto Adriatico. Dopo tanti anni quella ferita brucia ancora nei loro cuori e ha segnato le loro esistenze. Parlare di loro significa non tacere su un momento del dramma che coinvolse l'umanità intera prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale.

Se mi salvo la vita è un caso. Diario di guerra (1916-1918)
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Adamoli, Federico

Se mi salvo la vita è un caso. Diario di guerra (1916-1918)

30/11/2012

Abstract: Il diario di guerra presentato in questo lavoro fu redatto sul fronte da un soldato lombardo che partecipò alla prima guerra mondiale. Nonostante l'italiano approssimativo il diario descrive con uno stile conciso il corso degli eventi vissuti in trincea, dai periodi di stasi ai giorni definiti più "spaventosi". Il diario, seppur scritto in un italiano rudimentale, è di notevole drammaticità, ed è da considerarsi di un certo interesse storico, anche perché sono pochi i contributi di questo tipo redatti da semplici soldati, a causa della scarsissima alfabetizzazione dell'epoca.

Hic sunt leones
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Zanola, Paolo

Hic sunt leones

19/02/2015

Abstract: Prima guerra mondiale. Un giovane bergamasco viene mandato a combattere nella valle del fiume Chiese tra le province di Brescia e Trento. Al fronte troverà amicizie indistruttibili e l'amore della sua vita. Tra notizie lette sui giornali e racconti di altri soldati il nostro eroe farà una panoramica completa della guerra, dall'Adamello a Caporetto, dalla Marna alla Somme, da Verdun allo Jutland. Il titolo dice tutto. I soldati della prima guerra mondiale vennero definiti "leoni comandati a scimmie" dato che lottarono fino alla morte e furono mandati al macello da ufficiali incapaci e troppo fieri di sé stessi. "Hic sunt leones" (qui ci sono i leoni) era il termine con cui gli antichi romani definivano l'Africa nelle loro mappe...e poi una trincea non sembra ad una vera e propria "fossa dei leoni"?

Guido III Rangoni: gusto e committenza nella Parma farnesiana del Seicento
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Padovani, Giorgia

Guido III Rangoni: gusto e committenza nella Parma farnesiana del Seicento

12/04/2012

Abstract: Questo testo analizza il gusto, la personalità e la committenza di Guido III Rangoni, personaggio seicentesco dai molti interessi, basandosi sullo studio dell'inventario del palazzo di Parma allegato al suo testamento. Nel primo capitolo si definisce il contesto all'interno del quale si collocano le scelte di Guido relative al palazzo e al suo contenuto, mentre il capitolo successivo tratta della storia dei Rangoni descritta per punti salienti. Il nucleo di questa sezione presenta la vita di Guido, esposta sulla base delle informazioni reperite, oltre che nella bibliografia locale, presso l'Archivio di Stato di Modena, dove è conservata la corrispondenza tra il Marchese ed i membri della corte. Successivamente il testo fornisce i termini storici di riferimento del palazzo di Parma, per poi passare ad un'analisi della facciata e del corredo scultoreo dell'androne e dello scalone. La sezione finale si occupa di analizzare il contenuto dell'inventario e si suddivide in sottocapitoli dedicati a vari aspetti, come la disposizione degli ambienti, la loro decorazione, i quadri, la libreria e il medagliere.

Il golpe Borghese
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Manfredi, Solange (a cura di)

Il golpe Borghese

14/11/2014

Abstract: Nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970, il Principe Junio Valerio Borghese - con l'appoggio di servizi segreti, massoneria, mafia, 'ndrangheta - alla guida di un numero imprecisato di uomini armati è pronto ad attuare il colpo di Stato. I congiurati hanno preso posizione nei punti prestabiliti della capitale quando, poco dopo mezzanotte, arriva il contrordine. Il colpo di Stato è rinviato, l'ordine è di rientrare. I golpisti confusi cercano spiegazioni, ma Borghese non parla. Ma cosa è successo davvero quella notte? Chi e perché ha dato il contrordine? In questa consulenza del prof. Aldo Giannuli l'analisi di alcuni documenti, tra cui una lettera-testamento a firma di Junio Valerio Borghese, in cui si parla di quanto successo quella notte: "Carissimi, sono letteralmente assillato affinché ponga fine al silenzio auto impostomi sin dall'inizio del, tutt'altro che dorato, esilio... Sono ormai stanco, sofferente e deluso, oltremodo deluso, roso dall'amarezza anche perché intuisco che la fine è vicina, naturale o no, comunque non "in fondo al mare"... Se da sempre, anche con Voi, si pensava a come liberare veramente l'Italia, da sempre era chimerico. Ma l'occasione ebbe a presentarsi allorché la ventennale amicizia con Angleton si trasformò in vera fraternità e mi venne offerta, in concomitanza alla sua nomina a Capo dei Servizi Americani per l'area mediterranea. Fu sua cura favorire alcuni incontri con responsabili del Dipartimento di Stato Americano e delle Forze Nato. Tutti concordavano nella improrogabilità del blocco della penetrazione comunista e di una certa frangia di quella socialista, oltre ad una moralizzazione di certi costumi di vita politica, soprattutto dei saragattiani e di certi esponenti cattolici. Tutto il loro appoggio veniva offerto... La fissazione è per la notte dal 7 all'8 dicembre, le previsioni del tempo indicano al brutto, tutti sono d'accordo. J.V. Borghese.

Manuale di diritto Nobiliare
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Cecchetti, Raffaello

Manuale di diritto Nobiliare

Pisa University Press Srl, 17/03/2014

Abstract: La vicenda del diritto nobiliare in Italia, a prima vista, sembra essersi conclusa con l'approvazione della Costituzione repubblicana che, alla sua XIV disposizione transitoria, afferma che "I titoli nobiliari non sono riconosciuti". In realtà così non è, dato che la medesima norma costituzionale continua precisando che "I predicati di quelli esistenti prima dell'ottobre 1922 valgono come parte del nome": da ciò tutta una serie di problemi relativi all'accertamento dei predicati medesimi, alla necessità di chiarire cosa la norma volesse intendere allorché si riferiva a quelli "esistenti" e altro. Questioni queste, in realtà molto concrete che fanno sì che lo studio del diritto nobiliare oggi non sia " fine a sé stesso, ma posto al servizio dell'analisi e della soluzione di diversi problemi giuridici, di natura pubblicistica e privatistica, che ancora impegnano le corti di giustizia, pur se in modo umbratile e ignorato dalle cronache". Completa, infine, il quadro l'ulteriore alone di incertezza derivante dalla frase finale della norma: "la legge regola la soppressione della Consulta araldica", facendo cosi apparire ancora vivo, ancorché paralizzato, un organo tipico dell' apparato amministrativo nobiliare del (già) Regno d'Italia. L'interesse allo studio del diritto nobiliare appare, inoltre, in tutta la sua evidenza sia a fronte delle innumerevoli farsesche rappresentazioni che di una materia complessa e articolata come questa talora vengono date da una cronaca superficiale e pettegola, sia alla luce della considerazione che in esso è racchiusa una infinita quantità di tradizioni, culture storiche, e vicende generazionali delle quali il nostro Paese è particolarmente ricco. Da ciò la necessità di un manuale che, in forma sintetica, chiarisca l'attuale disciplina di questa particolare branca di diritto nelle sue articolazioni pratiche.

I lunghi giorni della pena
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Gabrielli, Gabriel Francesco

I lunghi giorni della pena

Pisa University Press Srl, 03/11/2014

Abstract: 8 settembre 1943: Italia e Alleati annunciano l'armistizio. Il governo nazista reagisce prontamente ordinando alle proprie forze armate il disarmo e la cattura dei soldati italiani. Alla richiesta di continuare a combattere la grande maggioranza dei militari catturati oppone un rifiuto, subendo per questo la deportazione in Germania e l'internamento in campi di lavoro. A questi uomini è assegnata la qualifica arbitraria di Internati Militari Italiani, ed essi sono utilizzati, fino alla fine del conflitto, come manodopera coatta nell'industria e nell'agricoltura. Considerati dai tedeschi dei traditori, è riservato loro un trattamento illegale, duro - saranno decine di migliaia i morti nei campi - e moralmente degradante. Il diario inedito presentato in questo volume è stato scritto da Luigi Giuntini (Ponsacco, 1921), aviere della Regia Aeronautica diventato Internato Militare Italiano numero 307101, durante venti mesi di prigionia. Si tratta di una straordinaria testimonianza diretta delle condizioni di vita e di lavoro di quei terribili giorni, affrontati con fermezza da oltre 600.000 soldati che preferirono una dura e umiliante prigionia a qualsiasi forma di collaborazione con nazisti e fascisti, entrando così a far parte a pieno titolo della Resistenza e della Guerra di Liberazione. Il diario racchiude un grande patrimonio di narrazione e di memoria che è giusto sia conosciuto da tutti e trasferito alle nuove generazioni; è infatti anche grazie alla salda tempra morale e alla scelta intransigente di uomini come Luigi Giuntini, lasciati soli con la propria coscienza, che è potuta nascere un'Italia libera e democratica.

Inventari e cataloghi
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Sicca, Cinzia M. (a cura di)

Inventari e cataloghi

Pisa University Press Srl, 15/09/2014

Abstract: Il volume analizza da diverse angolazioni gli inventari ed i cataloghi prodotti negli stati italiani di antico regime, e che da sempre costituiscono lo strumento primario per lo studio del collezionismo. Questi documenti, tuttavia, sono molto più di meri elenchi utili a tracciare il passaggio di opere da un proprietario all'altro. Lo stile in cui sono redatti, il vocabolario utilizzato, le diverse occasioni della loro produzione sono altrettante testimonianze dell'occhio dell'epoca e di stili di vita in trasformazione. I ventun saggi che compongono il volume sono il prodotto di ricerche originali portate avanti da affermati studiosi e brillanti giovani ricercatori riuniti in un grande progetto di ricerca nazionale finanziato dal MIUR (PRIN 2009PNRLS8_002). Allegato Cd rom contenenti le trascrizioni dei documenti originali.

Lo scrigno di famiglia
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Cuccia, Agnese Maria

Lo scrigno di famiglia

Pisa University Press Srl, 11/12/2014

Abstract: Per tutto l'ancient régime la dote delle spose costituiva un capitale inalienabile il cui usufrutto spettava ai mariti, ferma restando la proprietà femminile. Un bene tutelato dalla legge, intoccabile, che andava custodito dalla coppia per tutto l'arco della vita. Ma non accadeva così nella Torino del Settecento dove il capitale dotale rappresentava non un tesoro da seppellire ma uno "scrigno" che i coniugi scoperchiavano in caso di bisogno: per acquistare titoli, per comprare il tetto sotto cui vivere, il campo da coltivare, la bottega e gli utensili del mestiere. La dote era un capitale insostituibile per una giovane coppia, ma era anche una risorsa cui si attingeva a piene mani nel corso del tempo, durante i difficili momenti di crisi vissuti dalle famiglie.

Breve storia di Firenze
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Cardini, Franco

Breve storia di Firenze

Pacini Editore, 04/01/2012

Abstract: Nella Breve Storia di Firenze è racchiusa una città nata nel cuore di una regione unica: stiamo parlando della Toscana e di Firenze. Capitale dell'arte e della cultura, Firenze fu anche capitale d'Italia, patria di grandi condottieri, di papi, di famiglie potenti che si fronteggiarono per il controllo di territori immensi. Per conoscere meglio Firenze e scoprirne tutti segreti questo volume realizzato da Franco Cardini, fiorentino "doc" e affermato storico, è davvero uno strumento indispensabile.

Breve storia di Pisa
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Banti, Ottavio

Breve storia di Pisa

Pacini Editore, 10/12/2011

Abstract: L'autore si è proposto di elencare le vicende di Pisa dalle antichissime origini fino al Regno d'Italia. Intende delineare, per grandi tratti, le vicende di Pisa, dalle antichissime origini fino alla perdita dell'indipendenza e della libertà e al suo inserimento nello Stato regionale Mediceo, per arrivare, attraverso il Rinascimento, fino alle soglie del secolo scorso.