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Trappola per volpi
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Silei, Fabrizio <1967->

Trappola per volpi

Firenze [etc.] : Giunti, 2019

Abstract: Occhi chiari, baffetti neri, borsalino e soprabito, come un poliziotto del cinema. "Ma questo, santo cielo, sembra un ragazzino appena uscito dall'università!" pensa il tranviere Ettore Becchi scrutando il vicecommissario Vitaliano Draghi, appena giunto sull'argine dell'Arno a verificare la situazione. È l'alba del 3 luglio 1936 e, in una Firenze ancora avvolta nella nebbia, vicino a un vespasiano, l'uomo ha scoperto qualcosa di inquietante: una donna distesa nell'erba, l'elegante vestito macchiato di sangue. Vitaliano sente un'ondata di ansia nel petto: i suoi superiori sono assenti, è il suo primo vero caso, e ancora non sa quanto importante e delicato. La vittima, infatti, è la giovane moglie del senator Bistacchi, vicinissimo al Duce. Vitaliano, che un giorno sì e un giorno no si pente di aver mollato la letteratura per la criminologia, capisce di aver bisogno di rinforzi. Ma non basta un aiuto qualsiasi, serve una mente davvero prodigiosa: quella di Pietro Bensi, il contadino della fattoria nel Chianti in cui è cresciuto. È stato proprio lui, che ha letto tutti i libri della biblioteca del conte e si diletta a costruire complicati marchingegni, a far nascere in Vitaliano la passione per gli enigmi e per le trappole. Perché se vuoi catturare una volpe, devi pensare come una volpe, gli ripete sempre Pietro. Ma ci vuole coraggio per portare un contadino, neanche tanto segretamente antifascista, per le strade e i palazzi di una Firenze dove anche i muri hanno orecchie...

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LUCA TOFFALINI
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La trama è quella classica di un giallo: Il cadavere della moglie di un senatore del Regno viene ritrovato in un vespasiamo in riva all’Arno e un giovane vice commissario deve indagare sull’accaduto e trovare presto delle risposte ad un omicidio apparentemente inspiegabile. E’ senza ombra di dubbio il suo primo vero caso, e Vitaliano capisce la gravità della situazione e vista la portata del delitto decide di chiamare al suo fianco Pietro Bensi, il suo “vecchio”, che altri non è che il contadino che lo ha cresciuto nel podere dove Vitaliano è nato. Pietro non ha studiato, come la maggior parte delle persone dell’epoca, ma dimostra un acume e un’intelligenza fuori dal comune ed insieme cercheranno di risolvere il caso.
Vitaliano Draghi, e Pietro, portano avanti le indagini ma nel racconto si inseriscono continuamente molte altre figure splendide e molto ben caratterizzate. Un’altra ricchezza di questo romanzo sono le ambientazioni che ci riportano indietro nel tempo e riescono a far rievocare una civiltà contadina che ora non esiste più ma che molti di noi possono ricordare ancora dalla loro giovinezza.
La figura di Pietro, contadino che si maschera da detective, è sicuramente nuova nel panorama del giallo e rende la storia molto più ricca di colpi di teatro e permette al protagonista di spostarsi in continuazione da Firenze verso la tenuta di campagna di nobile proprietà dove ha lasciato tutti i suoi affetti di famiglia e non solo.
Un amante del giallo non rimarrà certamente deluso, e amerà molti tutti i personaggi e le situazioni che Fabrizio ha inserito nel libro.

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