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Raffaello, il giovane favoloso
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Materiale linguistico moderno

D'Orazio, Costantino <1974->

Raffaello, il giovane favoloso / Costantino D'Orazio

Skira, 2020

Abstract: Dopo cinquecento anni Raffaello continua a stupire per il suo eccezionale talento, per aver saputo ritrarre le donne più sensuali del suo tempo e aver costruito immagini meravigliose e vive, nelle quali ogni personaggio ha un proprio ruolo, una propria presenza scenica, una propria storia da raccontare. I ritratti dell'urbinate svelano in modo così profondo e sottile le personalità, le incertezze e le emozioni dei suoi modelli: perché Raffaello li conosce bene e sa scavare nella loro anima. In questo libro, lo storico dell'arte Costantino D'Orazio fa parlare i personaggi che Raffaello ha ritratto nei suoi dipinti: attraverso la voce dei suoi amici e compagni di strada, ci racconta il lato più privato della personalità e della vita del pittore, quello che può risultare a tratti inconfessabile, a partire dalle storie e dalle parole delle persone a lui più vicine, quelli che l'artista ha amato, stimato e ritratto come nessun altro.

Kandinskij, Goncarova, Chagall
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Kandinskij, Goncarova, Chagall : sacro e bellezza nell'arte russa / a cura di Silvia Burini, Giuseppe Barbieri, Alessia Cavallaro

Gallerie d'Italia : Skira, 2019

Abstract: "Kandinskij, Goncarova, Chagall. Sacro e bellezza nell'arte russa" presenta un nucleo di diciannove preziose icone russe appartenenti alle collezioni d'arte di Intesa Sanpaolo accostato a quarantacinque capolavori di artisti russi di fine Ottocento e inizio Novecento provenienti dalla Galleria Tret'jakov di Mosca e da altri importanti musei della Russia, di Nizza e di Salonicco. Pubblicato in occasione della mostra di Vicenza e curato da Silvia Burini, Giuseppe Barbieri e Alessia Cavallaro, il volume affronta un tema di rilevante spessore, quello dei rapporti tra la tradizione delle icone e i movimenti artistici che, tra Otto e Novecento, hanno radicalmente mutato il contesto russo influenzando definitivamente anche quello internazionale. Attraverso le opere di Chagall, Kandinskij, Goncarova, Malevic, Tatlin, Filonov, Kljun e di altri artisti russi di fine Ottocento primi Novecento viene dimostrato come l'arte moderna russa sia tornata ad attingere linfa vitale dalla spiritualità degli antichi modelli iconografici, la cui simbologia universale sa essere linguaggio anche della nuova sensibilità estetica delle Avanguardie.

Dagli impressionisti a Picasso
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Dagli impressionisti a Picasso : capolavori della Johannesburg Art Gallery / a cura di Simona Bartolena

Skira, 2019

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Abstract: Indagare la storia della formazione delle collezioni di un museo è sempre interessante, quando poi si tratta della galleria d'arte di una città estranea ai circuiti del turismo culturale, come Johannesburg, lo è certo ancora di più. Questo volume offre una preziosa occasione per conoscere la storia e le collezioni di un museo sorprendente: la Johannesburg Art Gallery, nata dal sogno di una donna fuori del comune, Lady Florence Phillips. Agli inizi del Novecento, aiutata da Sir Hugh Lane, Lady Phillips raccoglie il primo nucleo di opere, trova i finanziamenti per la costruzione della sede del museo e si prodiga perché la galleria abbia anche una finalità sociale e didattica e rappresenti un'opportunità di crescita culturale per tutta la popolazione, oltre che un fattore di prestigio per l'alta società sudafricana. Oggi la Johannesburg Art Gallery possiede un patrimonio tutto da scoprire, che spazia dai capolavori dell'Ottocento britannico e francese a opere di importanti artisti africani, assai poco noti al pubblico europeo. Pubblicato in occasione della mostra a Conegliano, il volume presenta oltre sessanta opere, tra oli, acquerelli e grafiche, di alcuni dei principali protagonisti della scena artistica internazionale del XIX e del XX secolo - da Degas a Picasso, da Corot a Warhol, da Bacon a van Gogh, da Gauguin a Lichtenstein e molti altri - in un vero e proprio viaggio nella storia dell'arte dall'Europa agli Stati Uniti fino al Sudafrica, attraverso momenti storici, luoghi e linguaggi diversi. Il volume, che rappresenta un'occasione per ammirare i capolavori di uno dei più importanti musei d'arte del continente africano, comprende il saggio di Simona Bartolena (Un museo nato da un sogno) e il catalogo delle opere suddivise in cinque sezioni: La Johannesburg Art Gallery; L'Ottocento inglese; Prima e dopo l'impressionismo; Il Novecento; Il Sudafrica.

Zehra Doğan
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Zehra Doğan : avremo anche giorni migliori : opere dalle carceri turche / a cura di Elettra Stamboulis

Skira, 2019

Abstract: È nell'uso del plurale, in quel verbo avremo, che ci coinvolge tutti, che consiste la chiave interpretativa della pratica artistica della giovane artista e giornalista curda del sudest della Turchia. La potenza immaginifica della sua mano è il risultato della riflessione e della relazione di una specifica collettività, quella delle donne detenute con Zehra nelle prigioni di Mardin, Diyarbakir, Tarso. Due anni e nove mesi di prigione per un disegno su Twitter e una lettera di una bambina di dieci anni pubblicata: questo periodo è diventato l'occasione per mostrare che la resistenza che passa attraverso l'arte non si può ingabbiare. Sostenuta da artisti come Banksy e Ai Weiwei durante la detenzione, ha affrontato con cocciutaggine e inesauribile ottimismo insieme alle altre la prigionia. L'ha guidata la fede nella potenza liberatoria e nella possibilità di cambiamento positivo dell'arte. "Non devi voltare le spalle alle fonti che ti nutrono. Sono nata in Curdistan. Sono cresciuta e mi sono formata con i disegni del Curdistan, e queste ricchezze hanno dato senso alla realtà. Sì, le ingiustizie e i massacri in cui viviamo sono una terribile disgrazia, ma abbiamo anche meravigliose opportunità [...]. Può essere considerato quasi un lusso. Questo deve essere ben compreso e ben interpretato. Voltare le spalle a questa realtà sarebbe un grande errore". Fedele alla sua terra, è costretta oggi a un auto esilio che non ferma però il suo pennello.

Falsari illustri
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Bellet, Harry <1960->

Falsari illustri / Harry Bellet

Skira, 2019

Abstract: "Quando Thomas Hoving, ex direttore del Metropolitan Museum di New York, dichiarò nel 1997 che il 40% delle opere nel suo museo erano false, pensammo a un'esagerazione tipicamente americana. Di fatto, ci si domanda invece se la cifra non sia inferiore alla verità [...]. Se i falsi possono turbare o mettere in ridicolo gli studiosi, accumulare croste attribuendole a un nome importante può nuocere a lungo non solo alla reputazione dell'artista e al suo diritto morale, ma anche alle ricerche su di lui e sull'epoca in cui ha vissuto. Eppure, ogni nuovo caso suscita l'entusiasmo del pubblico. Artista fallito, ma falsario 'geniale' che riesce a ingannare studiosi e intenditori, il contraffattore passa per un eroe, una sorta di Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo che possedeva la Gioconda autentica e la Tiara di Saitaferne (che usava come copritelefono), mentre il Louvre ne custodiva solo le copie..." Un viaggio che talvolta sconcerta, spesso diverte e sempre appassiona, nel mondo dei falsi d'arte. Si attraversano casi affascinanti, dalle truffe che nell'antichità il greco Pasitele escogitava ai danni di collezionisti romani, a Michelangelo, che in gioventù non disdegnò pratiche altrettanto discutibili, fino ai casi più recenti, eclatanti e a volte tragici di personaggi come Han van Meegeren, "Vermeer redivivo" che beffò Hermann Göring, o l'inglese Eric Hebborn, geniale autore di disegni capaci di ingannare i maggiori esperti dei maestri rinascimentali. Da queste vicende, sostiene l'autore, emergono due verità: il falsario "geniale" non esiste (a eccezione di quelli che non si sono fatti prendere) e... sì, i falsi si trovano ovunque, e sono assai difficili da scoprire

Capolavori rubati
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Nannipieri, Luca <1979->

Capolavori rubati / Luca Nannipieri

Milano : Skira, 2019

Storie Skira

Abstract: "Crocifissi, pale d'altare, ostensori, candelabri, turiboli, arredi funerari, urne cinerarie, statuette votive, bassorilievi, statue bronzee, mosaici, gioielli preziosi, stendardi, papiri, tele d'artista, così come i monumenta, sono stati ripetutamente oggetto di contese, guerre legali, diplomatiche, spoliazioni, saccheggi, violente dispersioni. Attorno a questi particolarissimi manufatti, che sono le opere d'arte, e a questi particolarissimi luoghi pubblici, che sono i monumenti, non sono gravitati soltanto cure, attenzioni, premure, dedizioni, meticolosi riguardi verso la loro preservazione, ma anche e spesso avidità, ingordigie, accanimenti, speculazioni." C'è sempre stata lotta attorno all'arte. Omicidi, furti, razzie, corruzioni, contrabbandi, soprusi, roghi, devastazioni, confische hanno contraddistinto la vita di molti capolavori. Da Caravaggio a Picasso, da de Chirico a Munch, da Renoir a Klimt, fino alle statue della classicità, sono molti gli episodi, alcuni celeberrimi, altri poco conosciuti, alcuni risolti, molti altri ancora sotto indagine, che ci portano nel cuore dell'illegalità, della criminalità, del mercato nero, della cupidigia, della volontà di potenza, che si nasconde dietro ogni ladrocinio. Partendo dalla rubrica che l'autore tiene al "Caffè" di Rai Uno, vengono illustrati i casi più clamorosi di furti di opere d'arte, affrontando anche i traumi storici di saccheggi e spoliazioni coloniali e imperialiste. Attraverso la narrazione e la ricostruzione giudiziaria dei furti, il commento sullo stile artistico delle opere rubate, l'inquadramento storico, la disamina museografica sulla sicurezza e sulla protezione dei capolavori, il libro affronta il grande tema dell'arte nel suo rapporto con la complessità del male.

Hokusai Hiroshige
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Hokusai Hiroshige : oltre l'onda / a cura di Rossella Menegazzo

Skira, 2018

Abstract: Catalogo della Mostra tenuta a Bologna nel 2018-2019

Sono Fernanda Wittgens
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Ginex, Giovanna <storica dell'arte>

Sono Fernanda Wittgens : una vita per Brera / Giovanna Ginex

Milano : Skira, 2018

Biblioteca d'arte Skira ; 34

Abstract: A sessant'anni dalla morte, il volume presenta la figura di Fernanda Wittgens (1903-1957), storica dell'arte, direttrice della Pinacoteca di Brera e soprintendente, antifascista che scontò con il carcere la sua opposizione al regime. La sua intensa vicenda biografica è ricostruita per la prima volta in modo completo attraverso un attento spoglio dei documenti e delle testimonianze che ha consentito di approfondire la trentennale attività a Brera (1928-1957). Nel 1950, dopo le devastazioni belliche, Wittgens restituì al Paese la pinacoteca, intrecciando stretti rapporti con la società civile e intellettuale e caratterizzando la sua azione con un'apertura internazionale. Il volume comprende il saggio introduttivo di James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera e Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, e i contributi di Giovanna Ginex, Erica Bernardi ed Emanuela Daffra.

Giorgio Morandi, Tacita Dean
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Giorgio Morandi, Tacita Dean : semplice come tutta la mia vita / a cura di Massimo Mininni e Augusto Morari ; con la collaborazione di Massimo Maiorino e Daniela Sogliani

Skira, 2017

Abstract: Pubblicato in occasione della mostra mantovana, il volume propone un originale e inedito confronto tra l’essenzialità dell’opera di Morandi e le atmosfere solitarie e malinconiche dei film della Dean. Cinquanta opere di Giorgio Morandi offrono il panorama dei suoi lavori più significativi realizzati tra il 1915 e il 1952. Bottiglie, lumi, caffettiere, tazze, porcellane e vetri, apparentemente avvolti da una severa serialità, entrano a far parte di un orizzonte più vasto e misterioso di quello domestico: è la metamorfosi di questi oggetti, forme e cose che attraverso l’espressione artistica raggiungono uno stile che, nel corso degli anni, ha raggiunto l’universalità di un linguaggio unico. Tacita Dean ci restituisce con chiarezza nei suoi film queste atmosfere morandiane. Con serena malinconia la Dean afferra il senso melodioso di quegli ambienti, la loro dolcezza melodrammatica: la luce investe lo spettatore con calma e le ombre delle bottiglie dei vasi appaiono in una pallida penombra. I suoi film ci mostrano una sorta di solitudine, lo stato necessario per quei lunghi colloqui che si possono immaginare tra Morandi e le cose, forse inquieti e ansiosi, ma sempre taciuti e risolti nella liberata e concreta realtà dei suoi oggetti d’affezione. I film della Dean ritraggono un mondo limitato, polveroso, dimesso e domestico dove cose umili affiorano in penombre e rendono magiche le stanze, il carattere del luogo e l’arte di Morandi.

Anna Boghiguian
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Anna Boghiguian

Milano : Skira ; Sharjah : Sharjah Art Foundation, 2017

Abstract: Anna Boghiguian (Il Cairo, 1946) crea libri d'artista, disegni, dipinti e installazioni. Utilizzando forme e materiali diversi che comprendono la fotografia, la scrittura a mano, l'encausto, il collage e oggetti trovati, l'artista egiziano-canadese di origine armena interpreta l'esperienza del viaggio e la percezione dei luoghi tra passato e presente, finzione e documentazione. Osserva le condizioni sociali, umane e politiche della realtà contemporanea che incontra nel mondo. Esplora il mondo digitale e globalizzato alla ricerca di connessioni storiche. Prodotto in occasione della mostra retrospettiva al Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea e alla Sharjah Art Foundation, questo catalogo presenta poesie e testi inediti di Boghiguian, un nuovo progetto d'artista sviluppato attraverso gouache ispirate al soggiorno torinese di Friedrich Nietzsche (1888-1889), nuovi contributi critici di Carolyn Christov-Bakargiev, Marianna Vecellio, Hoor Al Qasimi e Chiara Vecchiarelli e una conversazione di Milovan Farronato con l'artista. Accanto a materiali d'archivio mai pubblicati prima, si presenta per la prima volta una cronologia scientifica completa delle mostre realizzate dall'artista. La selezione antologica raccoglie testi e interviste di Y. A., Natalie Bell, Cebé, Suzanne Cotter, Marie-Michèle Cron, Jacquelyn Davis, A. E., Nuria Enguita Mayo, Eric D. Girouard, Hassan Khan, Niki Marangou, Neery Melkonian, Gamal Nkrumah, Hans Ulrich Obrist, Christos Parides, Jean-Marc Prevost, Nigel Ryan, François Roux, Hossam Sakr, Eva Scharrer, Robert Shapazian, Alan Smart, Ingrid Wassmann, Axel Wieder e Kaelen Wilson-Goldie. Prefazione di Alberto Tazzetti e Hoor Al Qasimi.

Segantini
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Segantini

Skira ; Centauria, 2017

Il mistero Arnolfini
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Postel, Jean-Philippe <1951->

Il mistero Arnolfini : indagine su un dipinto di Van Eyck / Jean-Philippe Postel ; prefazione di Daniel Pennac

Milano : Skira, 2017

Abstract: Il "Ritratto dei coniugi Arnolfini" dipinto da Jan van Eyck nel 1434 è il celeberrimo oggetto di questa indagine, un'opera che chiunque abbia visto non può più dimenticare. Amata e ammirata nei secoli, protagonista di innumerevoli studi, cela tuttavia un mistero, un significato nascosto, che continua a sfuggire anche allo sguardo più attento. Chi sono l'uomo e la donna al centro del dipinto? Soprattutto, che cosa stanno facendo? Il mercante lucchese Niccolò Arnolfini, che si è creduto vi fosse raffigurato assieme alla prima moglie, negli altri suoi ritratti coevi non mostra alcuna somiglianza fìsica con questo dipinto. Il primo documento che ne parla cita il quadro come "Hernoul-le-Fin avec sa femme": all'epoca Saint Hernoul è il patrono dei cornuti. Perché il cagnolino, simbolo di fedeltà coniugale, non è riflesso dallo specchio che, come un occhio di verità, ci fìssa dal muro alle spalle dei protagonisti? Perché un'unica candela è rimasta accesa sul lampadario, in pieno giorno, mentre le altre sono spente? È forse un indizio di morte? Quali altri segreti nasconde questo dipinto straordinario e affascinante? L'occhio clinico dell'autore, che è medico e scrittore, analizza tutti i dettagli per condurci alla scoperta dei misteri di uno dei massimi capolavori di tutti i tempi.

Antonio Ligabue
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Antonio Ligabue : visioni e tormenti dall'esilio / a cura di Sandro Parmiggiani

Skira, 2016

Abstract: Espulso dalla Svizzera – era nato a Zurigo nel 1899, da madre italiana emigrata e da padre ignoto – Antonio Ligabue approda nel 1919 a Gualtieri, luogo di origine dell’uomo che l’ha legittimato, dandogli il proprio cognome, Laccabue (che poi Antonio muterà in Ligabue). L’infanzia e l’adolescenza sono segnate dall’abbandono (a soli nove mesi di età viene affidato dalla madre a un’altra famiglia), dall’emarginazione (pessimi sono i risultati scolastici, anche se già rivela passione e talento per il disegno di animali) e dall’insofferenza verso il mondo che lo circonda – tuttavia, lui sempre ricorderà il Paese natale come la patria perduta, rappresentata in molti dipinti. A Gualtieri Antonio è “straniero in terra straniera”: non conosce nessuno, parla solo il tedesco, non sa dove potere mangiare e dormire; la stessa madre adottiva, che subito ne chiede il rimpatrio, scrive che “vive come un animale”: si rifugia nella golena del Po, dove lavora come “scariolante”. L’argilla nei pressi del fiume è il materiale con cui modella le sculture; verso la fine degli anni venti inizia a dipingere, incoraggiato e apprezzato da rari estimatori, tra i quali Marino Mazzacurati, ma spesso circondato da ostilità e derisione. Per anni, è costretto a barattare suoi dipinti per un piatto di minestra o per un rifugio in una stalla o in un fienile; lui tuttavia si considera un artista di valore, pur costretto a subire, tra il 1937 e il 1945, tre ricoveri all’Ospedale Psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia. Cresce intanto l’interesse per la sua opera visionaria: nel 1955 si tiene la prima mostra personale a Gonzaga; nel 1961 un’esposizione a Roma, alla Galleria La Barcaccia, ne segna la consacrazione nazionale (“il caso Ligabue”), suscitando l’ammirazione e l’interesse di appassionati, critici e storici dell’arte, che certo non si affievoliscono dopo la morte, nel 1965. A cinquantacinque anni dalla prima mostra romana, l’esposizione antologica nel Complesso del Vittoriano presenta oltre cento opere accuratamente selezionate (alcune mai esposte in precedenza) tra dipinti, sculture, disegni e incisioni, e conferma, al di là delle fuorvianti definizioni di naïf o di artista segnato dalla follia, il fascino di questo “espressionista tragico” di valore europeo, nella cui opera spira il vento del moderno.

Love
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Love : l'arte contemporanea incontra l'amore / a cura di Danilo Eccher

Milano : Skira, 2016

Abstract: Attraverso le opere dei più importanti artisti dell'arte contemporanea - tra gli altri Robert Indiana, Tom Wesselmann, Andy Warhol, Tracey Moffatt, Francesco Clemente, Marc Quinn, Gilbert & George, Francesco Vezzoli, Vanessa Beecroft - e i saggi di Danilo Eccher, Federico Vercellone, Pierangelo Sequeri, Mattia Fumanti e Woody Allen, il volume affronta uno dei sentimenti universalmente riconosciuti e da sempre motivo d'indagini e rappresentazioni, l'Amore, raccontandone le diverse sfaccettature e le infinite declinazioni. Un amore felice, atteso, incompreso, odiato, ambiguo, trasgressivo, infantile, che si snoda lungo un percorso espositivo non convenzionale, caratterizzato da input visivi e percettivi.

Hopper
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Materiale linguistico moderno

Skira <casa editrice>

Hopper / presentazione di Elena Pontiggia

Milano : Skira, 2016

Abstract: Edward Hopper è il pittore americano per eccellenza, cantore di atmosfere, osservatore di luoghi, inventore di stereotipi perfettamente riconducibili al Nuovo Mondo. Dall'inizio del secolo agli anni sessanta del Novecento la sua carriera inscena, nei dipinti così come nelle incisioni, nei disegni e negli acquerelli, uno straordinario repertorio di motivi e generi della pittura figurativa, comprendendoli di fatto tutti, forse con la sola eccezione della natura morta: ritratto, paesaggio, nudo, scena d'interno. Un percorso in grado di creare una vera e propria cifra stilistica che ha influenzato molteplici campi dell'espressione visiva, dalla pittura al cinema, dalla fotografia all'illustrazione, e poi ancora la pubblicità, la tv, le copertine di dischi e riviste, i fumetti, il merchandising.

Ligabue Gualtieri
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Materiale linguistico moderno

Ligabue Gualtieri : il ritorno / a cura di Sandro Parmiggiani

Skira, 2015

Abstract: Oltre 100 opere, alcune mai presentate prima, tra cui 80 dipinti, 15 disegni, 10 incisioni e altrettante sculture in bronzo e terracotta ripercorrono la tormentata opera di Antonio Ligabue e ne sottolineano il grande valore nell’ambito dell’arte italiana ed europea, al di là della fuorviante definizione di “naif” che l'ha troppo a lungo accompagnato e ne ha mortificato la comprensione. In particolare, i dipinti molti ritenuti massimi capolavori dell’artista, sono suddivisi nei tre periodi nei quali si è soliti ripartire l’opera dell’artista (1928-1939; 1939-1952; 1952-1962) e coprono tutti i motivi della sua pittura: animali domestici e feroci, paesaggi svizzeri e padani, interni, ritratti, autoritratti. Di Ligabue è ormai nota la triste odissea esistenziale che segnò profondamente il suo lavoro. Espulso dalla Svizzera per la sua vita turbolenta, Antonio Ligabue arriva nell’agosto 1919 a Gualtieri; l’impatto con il nuovo ambiente si rivela da subito triste e doloroso. I primi dipinti di Ligabue (nei quali traspare il suo grande interesse per i musei di scienze naturali e per gli animali in genere) risalgono alla fine degli anni Venti; sono gli anni in cui Ligabue incontra a Gualtieri Marino Mazzacurati. La difficile e tormentata vita di Ligabue, segnata da ostilità e incomprensioni, e da ricoveri all’Istituto Psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia e al Ricovero di mendicità di Gualtieri, è tutta dedicata, fino alla morte, alla pittura e alla scultura, nonostante le diffuse derisioni e i mancati riconoscimenti.

Rinascimento cremasco
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Materiale linguistico moderno

Rinascimento cremasco : arti, maestri e botteghe tra 15. e 16. secolo / a cura di Paola Venturelli

Skira, 2015

Abstract: Durante il Rinascimento Crema e il cremasco vivono un momento di particolare splendore artistico e culturale, ben distinguibile nel contesto del Rinascimento lombardo. Architetti, scultori, pittori, maestri del legno e collaudate botteghe artigiane lavorano per aggiornate committenze, non solo cremasche. Tra questi i De Marchi, attivi tra Crema, Pavia e Bologna nell’intaglio ligneo e nel disegno architettonico, i de Fondulis, orafi, plasticatori, architetti, impegnati anche a Padova, Vicenza, Lodi, Milano, e Vincenzo Civerchio, artista dalla multiforme attività. Erigono complessi architettonici aggiornati sulle novità bramantesche, lavorano esemplarmente la terracotta plasmandola in monumentali polittici dipinti o in gruppi scultorei dall’intensa espressività, producono tavolette dipinte per soffitti destinate ai molti palazzi signorili della città, realizzano affreschi, dipinti e miniature. Il tutto sullo sfondo di avvenimenti politici che portano Crema e il suo territorio a divenire, dalla metà del XV secolo, dominio della Serenissima Repubblica di Venezia.

Equilibrium
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Materiale linguistico moderno

Equilibrium / a cura di Stefania Ricci e Sergio Risaliti

Milano : Skira, 2014

Marcello Jori: La città meravigliosa degli artisti straordinari
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Materiale linguistico moderno

Marcello Jori: La città meravigliosa degli artisti straordinari / [a cura di] Danilo Eccher

Skira, 2013

Il calzolaio prodigioso
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Materiale linguistico moderno

Il calzolaio prodigioso : fiabe e leggende di scarpe e calzolai / a cura di Stefania Ricci

Milano : Skira, 2013

Abstract: Ieri come oggi miti e leggende di ogni paese hanno spesso avuto come soggetto scarpe e calzolai, forse perché la scarpa è sempre stata un simbolo di grazia e ricchezza, o forse per quell'aura incantata che avvolgeva la figura del ciabattino. Dalle favole classiche della tradizione (Cenerentola, Scarpette rosse, Il mago di Oz) a quelle create espressamente in occasione di questa mostra (di Alessandro Bergonzoni, Hamid Ziarati e Michele Mari, illustrate da Mimmo Paladino, Fracesca Ghermandi e Michela Petoletti); dall'antico mito di Hermes/Mercurio, messaggero degli dei dalle scarpe alate, fino al fumetto di Frank Espinosa, che racconta la vicenda di Salvatore Ferragamo, e a due sceneggiature inedite di maestri del calibro di Francesco Fei e Mauro Borrelli, Il calzolaio prodigioso propone un originale excursus nel mondo delle fiabe, in cui i temi portanti sono le scarpe e l'arte magica del calzolaio. Anche la straordinaria vicenda personale di Salvatore Ferragamo, che scorre parallela alle storie di fate, mistici ciabattini e scarpette stregate, presenta tutti gli ingredienti di un'avventura favolosa. Ogni capitolo di questa narrazione trasportando il lettore in un sogno nel mondo della fantasia: dall'infanzia al viaggio in piroscafo alla volta degli Stati Uniti, fino all'approdo a Hollywood, dove le sue scarpe conquistarono il mondo del cinema, calzando i piedi delle donne più belle del mondo, principesse e fate della modernità.