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Trovati 231 documenti.

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Un dolore così dolce
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Materiale linguistico moderno

Nicholls, David <1966->

Un dolore così dolce / David Nicholls ; traduzione dall'inglese di Massimo Ortelio

Vicenza : Neri, 2019

Bloom ; 163

Abstract: È l'estate del 1997 a Londra, l'estate del New Labour, della morte di Lady Diana e della fine della scuola per Charlie Lewis. Cinque anni terminati in un batter d'occhio e suggellati dall'immancabile ballo nella palestra della scuola, coi professori alla consolle che azzardano persino Relax dei Frankie Goes to Hollywood o Girls and Boys dei Blur, i ragazzi che si dimenano selvaggiamente e le ragazze che ancheggiano con malizia. Cinque anni in cui Charlie Lewis si è distinto per non essersi mai distinto in nulla. Né bullo né mansueto, né secchione né ribelle, né amato né odiato, insomma uno di quei ragazzi che, a guardarli nella foto di fine scuola, si stenta a ricordarli, poiché non sono associati ad alcun aneddoto, scandalo o grande impresa. Ora, però, per Charlie è giunta l'ora di definire la propria personalità, il che alla sua età è come cambiare il modo di vestire e il taglio dei capelli. Un'impresa di non poco conto, visto che, dopo aver cominciato a lavorare in nero alla cassa di una stazione di servizio per circa dodici ore la settimana, Charlie non sa che farsene di quella lunga estate. Per giunta, a casa le cose non vanno per niente bene. Sua madre se ne è andata e suo padre, un uomo mite, cade spesso preda della malinconia. Un giorno, il giovane Lewis afferra Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut, scelto giusto perché c'è la parola mattatoio nel titolo, e se ne va a leggere su un prato vicino casa. Qualche pagina letta e poi si addormenta all'aria aperta, per svegliarsi qualche tempo dopo intontito dal sole e dalla meravigliosa visione di una ragazza dalla carnagione pallida e i capelli neri. È Frances Fisher, detta Fran. Viene dalla Chatsborne, una scuola per ricchi che se la tirano da artisti e indossano vestiti a fiori vintage e magliette che si stampano da soli. Fran fa parte della cooperativa del Bardo, un gruppo teatrale di ragazzi come lei che vogliono mettere in scena «una storia di bande rivali e di violenza, di pregiudizio e amore»: Romeo e Giulietta di Shakespeare. Charlie non è felice né indaffarato, e dunque si innamora perdutamente di Fran. Per stare con lei, tuttavia, deve affrontare una sfida improba: entrare a far parte della compagnia diretta da un tipo paffuto e con gli occhioni da King Charles Spaniel.

Bugie d'estate
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Materiale linguistico moderno

Schlink, Bernhard <1944->

Bugie d'estate : racconti / Bernhard Schlink ; traduzione dal tedesco di Susanne Kolb

Vicenza : Pozza, 2019

Bloom ; 162

Abstract: Che cosa resta quando una speranza, un’illusione vanno in frantumi? Perché non possiamo evitare di affidarci ad altre speranze e illusioni ancora? Perché ci è impossibile affrontare la vita senza dire e dirci menzogne? Nelle sette storie raccontate in queste pagine, non vi è nessuna parola di troppo, nessuna frase priva di senso. Con la sua impeccabile scrittura, Bernhard Schlink conduce il lettore al cospetto di protagonisti che, intrappolati nel loro ego, cercano di rammendare la propria vita con un tessuto di bugie e silenzi capace di velare passioni, soffocare sentimenti, celare piccoli e grandi conflitti. C’è Richard che, in Fine stagione, durante una vacanza al Capo, si innamora di Susan, una «personcina dagli occhi troppo piccoli, il mento troppo pronunciato, la pelle troppo sottile» e, tuttavia, una «personcina» capace di vedere in lui «ciò che lui stesso non vede». Richard ha la sensazione di doversi decidere, abbandonare la sua vecchia vita per la nuova. Una sensazione, però, che, nell’istante stesso in cui affiora, affievolisce immediatamente, diventa subito «stanca». C’è il protagonista maschile che, nella Notte a Baden-Baden, vive una storia d’amore fatta di tradimenti consumati e non, e di piccole bugie che gli permettono di evitare i grandi conflitti. Il giorno, tuttavia, in cui emerge la verità su una sua notte a Baden-Baden, scopre che «senza la fede ingenua nell’altro l’amore non è possibile». C’è il giovane uomo che, in Johann Sebastian Bach sull’isola di Rügen, invita il padre al festival bachiano sull’isola di Rügen per trascorrere insieme due o tre giorni fatti di concerti e passeggiate sulla spiaggia, e venire in questo modo a capo di un rapporto che negli anni si è mostrato del tutto privo di ogni tenerezza e intimità. Durante il viaggio in auto verso Rügen, il padre, però, se ne sta seduto diritto, le gambe accavallate, le braccia appoggiate ai braccioli, le mani a penzoloni. Poi si addormenta, russando e biascicando. Sette storie, sette bugie. Sette racconti in cui Schlink mostra la sua straordinaria capacità di penetrare nell’animo umano e di restituirne con precisione fragilità e disincanto.

La regina delle greggi
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Materiale linguistico moderno

Savage, Thomas <1915-2003>

La regina delle greggi / Thomas Savage ; traduzione dall'inglese di Stefano Beretta

Vicenza : Neri Pozza, 2019

Bloom ; 158

Abstract: Al mondo ci sono persone che non riescono a immaginarsi il proprio fallimento. Appartiene a questa categoria anche la giovane Emma Russell, che alla fine del XIX secolo dice addio a suo padre in una stazione ferroviaria dell'Illinois, per andare a insegnare nell'Idaho, la Gemma delle Montagne. Di lei dicono che sia severa e che abbia occhi anche sulla nuca. Davanti a lei i colpevoli balbettano la verità e gli innocenti ricordano con gelida chiarezza le trasgressioni commesse. La sua rettitudine dà i brividi, però Emma sa anche suonare al pianoforte melodie allegre che fanno da sottofondo alle danze nei vari ranch. Il giovanotto che la accompagna con il violino, Thomas Sweringen, è il figlio di un uomo che ha trovato l'oro e ha avuto l'accortezza di investire i guadagni in proprietà terriere e nell'allevamento di bovini, invece di sparire quando l'oro è finito. La prima volta che Emma racconta a Thomas del suo interesse per le pecore, il ragazzo ride di gusto, perché nella valle di Lemhi tutti sanno che non si possono allevare bovini e ovini insieme nello stesso podere. Dopo il matrimonio, tuttavia, Thomas regala a sua moglie, per scherzo, due pecore. Anni dopo, le due pecore sono divenute un gregge di diecimila capi e Emma Russell Sweringen è per tutti la Regina delle Greggi dell'Idaho. Una regina che ha una sfilza di figli, tra cui Elizabeth, la maggiore, una ragazza incantevole che sta per convolare a nozze con un giovanotto dotato di un cospicuo patrimonio, quel tipo d'uomo che farebbe la felicità di ogni madre. Perché, allora, mesi dopo Elizabeth si presenta in ospedale con una valigetta e una cornice d'argento che contiene la foto di un altro uomo, un uomo bello come Francis X. Bushman, per dare alla luce una bambina che darà in adozione subito dopo?

Il party
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Materiale linguistico moderno

Day, Elizabeth <1978->

Il party / Elizabeth Day ; traduzione dall'inglese di Serena Prina

Vicenza : Pozza, 2019

Bloom ; 160

Abstract: Burtonbury, un ex collegio maschile per i figli dei diplomatici, è una scuola privata con una discreta reputazione e la vana ambizione di poter essere un giorno all'altezza di Eton o di Harrow. Quando vi mette piede per la prima volta, dopo aver vinto una borsa di studio, Martin Gilmour è un ragazzo con i maglioni scoloriti, i calzoncini per la ginnastica mai abbastanza bianchi e le camicie con macchie gialle indelebili. L'odore della tristezza di sua madre, rimasta prematuramente vedova, aleggia tra i suoi vestiti. Un giorno, però, alla Burtonbury School, il suo destino di adolescente imbronciato, con una costante sensazione di disagio e l'accento sbagliato, muta radicalmente. Martin incontra Ben Fitzmaurice, un ragazzo ricco, bello, ammirato da tutti, e ne diventa amico. Partite di tennis, cacce all'uovo tra prati curatissimi e aiuole sontuosamente fiorite, la tenuta dei Fitzmaurice spalanca le sue porte al giovane Gilmour. Ben diventa il fratello mai avuto, l'anima gemella da venerare, la ragione di vita da proteggere e custodire. Al punto che Martin si trasforma nella sua piccola ombra. Una piccola ombra capace di salvare l'amico dalle incresciose conseguenze della sua condotta, così sconsiderata e tipica di chi è stato troppo favorito dalla sorte. Durante i successivi venticinque anni, Martin serba nel suo cuore «il segreto» di quell'amicizia, un segreto che, più di un patto di sangue, lo lega indissolubilmente al rampollo dei Fitzmaurice, come soltanto un debito impagabile, una gratitudine eterna possono fare. Quando Ben organizza un party per il suo quarantesimo compleanno in un edificio del diciassettesimo secolo acquistato insieme con la moglie Serena, Martin, divenuto un noto, disincantato critico d'arte, e sua moglie Lucy, una donna perfettamente consapevole di essere sempre seconda, nella scala degli affetti del marito, alla sacra amicizia con Ben, si mescolano volentieri alla variopinta folla di invitati: politici, celebrità, vecchi e nuovi ricchi col volto lucido e ritoccato ed energiche strette di mano. La sensazione di un inusuale, sgradevole impaccio nell'accoglienza che Ben gli riserva, si fa, tuttavia, subito strada nella mente di Martin. Gesti, parole, apprezzamenti di Fitzmaurice rivelano una strana inquietudine. Che la gratitudine che l'amico gli deve non sia eterna? Che «il segreto» custodito così a lungo sia stato del tutto inutile? Che, soprattutto, quell'amicizia, che per Martin è la sua unica ragione di vita, stia inaspettatamente per finire?

L'incantatrice dei numeri
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Materiale linguistico moderno

Chiaverini, Jennifer

L'incantatrice dei numeri / Jennifer Chiaverini ; rìtraduzione di Maddalena Togliani

Vicenza : Pozza, 2019

I narratori delle tavole

Abstract: Londra, 1815. È una fredda alba invernale, quando Lady Annabella Noel Milbanke, moglie di George Gordon, sesto barone di Byron, il poeta idolatrato da molti e detestato da altri quale «sinistro rappresentante della corrotta società londinese», si reca nella nursery dove dorme Ada, la figlia nata soltanto da sette mesi. In silenzio, afferra la piccola, la imbacucca contro il freddo e la stringe a sé, per raggiungere insieme la carrozza che le attende in giardino. A tarda sera, madre e figlia sono a Kirkby Mallory, nel Leicestershire, nella tenuta ereditata dai Noel Milbanke, lontano dall'elegante dimora di Piccadilly Terrace, dove la giovane nobildonna ha vissuto accanto a un uomo tanto geniale quanto sadico e crudele. Lady e Lord Noel Milbanke, i genitori di Annabella, si industriano subito per una tacita separazione legale della figlia dall'illustre poeta. La pubblicazione, però, da parte di Byron, di due poesie sulla separazione, Addio del poeta a sua moglie e Saggio satirico, rende la vicenda pubblica suscitando grande scandalo nella società londinese. Determinata a tenere lontana dalla figura e dal mondo del padre la piccola Ada, Annabella bandisce fiabe e fantasia dall'infanzia della figlia, e le offre un'educazione rigorosa fondata sulla matematica e la scienza. Qualsiasi stimolante scintilla di immaginazione - o peggio ancora, passione o poesia - viene prontamente estinta. Ada cresce, perciò, mostrando una sorprendente attitudine per la matematica e lo studio di tutto ciò che è meccanico. Un talento che, nel 1833, durante un ricevimento a casa di Richard Copley, la porta a fare la conoscenza di Charles Babbage, inventore della macchina differenziale. Ada rimane affascinata dall'universalità delle idee dell'uomo. Anche Babbage resta, tuttavia, colpito dall'intelligenza di Ada dalle sue abilità matematiche. La chiama «l'Incantatrice dei numeri» e la introduce in un mondo dove il genio viene celebrato e l'immaginazione incoraggiata, e non guardata con paura, come un incendio da spegnere prima che distrugga l'intero villaggio. Jennifer Chiaverini rende un sentito omaggio a una delle pioniere dell'informatica, una donna visionaria che ha lottato per la propria indipendenza e il riconoscimento delle proprie idee.

Le sette morti di Evelyn Hardcastle
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Materiale linguistico moderno

Turton, Stuart

Le sette morti di Evelyn Hardcastle / Stuart Turton ; traduzione di Federica Oddera

Vicenza : Pozza, 2019

I narratori delle tavole

Abstract: "Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell'alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento - la morte del giovane Thomas Hardcastle - ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d'artificio. Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell'attimo in cui esplodono nell'aria i preannunciati fuochi d'artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell'acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre. Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. L'invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell'acqua si ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola. La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l'assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House...

Un’eterna domenica
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Materiale linguistico moderno

Lukins, Robert

Un’eterna domenica / Robert Lukins ; traduzione dall’inglese di Margherita Emo

Vicenza : Pozza, 2019

I narratori delle tavole

Abstract: Inghilterra, 1962. Nelle prime ore del giorno di Santo Stefano, il diciassettenne Radford e suo zio si avventurano fuori Londra a bordo di un'auto. Varcato il confine di contea con lo Shropshire, dopo aver attraversato solitari campi e colline innevate, la vettura si arresta nel cortile di un vecchio maniero. «Goodwin Manor» è il nome dell'isolata magione, come recita lo sbiadito cartello verde che penzola sulla pietra della sua goffa facciata. Ma, giù al paese, tutti la conoscono come la «Casa». Lo zio scarica in tutta fretta il nipote e, dopo avergli dato una breve strizzata alla spalla, corre a rimettersi alla guida, per svanire poi in un baleno in fondo al viale. A Radford non resta che afferrare i manici della sua valigia e varcare l'ingresso della Casa, ignaro e spaventato da quello che lo attende oltre quelle mura. La Casa, un incrocio tra un collegio e una prigione, sembra essere stata ricavata dalle viscere dei salotti di innumerevoli zie, tutta tappeti su tappeti e generazioni di carta da parati. E un posto per ragazzi «incappati nei guai», un luogo dove il tempo pare disancorato dal vasto mondo, un'isola di naufraghi che la tempesta ha spinto su quella spiaggia. A Goodwin Manor, Radford stringe subito amicizia con West, «un folletto vivacissimo che sorride troppo e si passa le mani tra i capelli con gesti gravidi di un sapere segreto», e con l'enigmatico Teddy, il direttore dell'istituto, capace di offrire a quel giovane inquieto una fragile pace, mentre, fuori dalle mura dell'edificio, infuria la peggiore tempesta di neve mai registrata da tre secoli a quella parte. A vegliare sui ragazzi, oltre a Teddy, ci sono pochi altri adulti: Manny, che tiene lezioni di elettronica e la cuoca Lilly. Radford scoprirà presto che nella Casa sono i ragazzi a prendersi cura l'uno dell'altro, un compito che le loro famiglie e la legge stessa non sono state in grado di assolvere. Ma sarà abbastanza, questo senso di comunione, quando la tragedia, all'improvviso, irromperà nelle loro vite, stravolgendo ogni cosa?

Le avventure di Washington Black
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Materiale linguistico moderno

Edugyan, Esi

Le avventure di Washington Black / Esi Edugyan ; traduzione di Ada Arduini

Vicenza : Pozza, 2019

I narratori delle tavole

Abstract: George Washington Black, detto Wash, è uno schiavo di undici anni in una piantagione di canna da zucchero delle Barbados. Wash è terrorizzato dalla scelta del suo padrone di cederlo al fratello come servitore. Con sua sorpresa, tuttavia, l'eccentrico Christopher Wilde risulta essere un naturalista, un esploratore, un inventore e, soprattutto, un abolizionista. Presto Wash viene introdotto in un mondo di bizzarre invenzioni, in cui una macchina volante può trasportare un uomo attraverso il cielo, dove un ragazzo nato in catene può abbracciare una vita di dignità e libertà e dove due persone, separate da classi sociali distinte, possono vedersi solo come esseri umani. Ma quando un uomo viene ucciso e viene messa una taglia sulla testa di Wash, Christopher e Wash devono abbandonare tutto. Quello che segue è il loro volo lungo la costa orientale dell'America e, infine, verso un remoto avamposto nell'Artico. Presto la fuga spingerà Wash ancora più lontano, alla ricerca del suo vero sé. Dai campi di canna da zucchero dei Caraibi al lontano Nord, dai primi acquari di Londra agli inquietanti deserti del Marocco, La storia di Washington Black racconta una faccenda di tradimento, amore e redenzione, ponendo una domanda universale: qual è la vera libertà?

La follia di Dunbar
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Materiale linguistico moderno

St. Aubyn, Edward <1960->

La follia di Dunbar / Edward St Aubyn ; traduzione dall'inglese di Ada Arduini

Vicenza : Pozza, 2019

Bloom ; 157

Abstract: Henry Dunbar, magnate canadese dei media, ha commesso un errore imperdonabile per un uomo ricco e potente come lui: voler conservare i privilegi del potere senza avere il potere. Destinando il Trust alle sue due figlie legittime, Megan e Abigail, pensava semplicemente di privarsi del fardello di gestirlo quotidianamente e di fare, perciò, del mondo il suo parco giochi ideale, il suo hospice privato, mantenendo l'aereo, l'entourage, le proprietà e le sue ricchezze. Si ritrova invece, ora, tra le mura di un ospizio vero, una di quelle case di cura per ricchi dal mortuario conforto, imbottito di farmaci che dovrebbero lenirne il «crollo psicotico» diagnosticato dal suo medico personale, corrotto al tal punto dalle sue malefiche figlie da essere divenuto «il loro ginecologo fin troppo personale, il loro pappone». In compagnia di Peter Walker, un celebre e bizzarro comico alcolizzato che, a suo dire, soffre di depressione, la malattia dei comici o «la finzione della tragica malattia dei comici», Dunbar maledice quotidianamente le sue figlie legittime, «avvoltoi» che gli fanno a brandelli il cuore e le viscere, «cagne viscide e traditrici», e non fa altro che pensare a quella che Peter chiama la Grande Evasione. Una fuga per riavere tutto, riacquistare il potere, punire le figlie cattive a lasciare tutto il suo impero a Florence, la figlia illegittima, che ha ereditato il fascino e la bellezza della madre, oltre alla sua disarmante simpatia.

Fratelli d'anima
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Materiale linguistico moderno

Diop, David <1966->

Fratelli d'anima / David Diop ; traduzione dal francese di Giovanni Bogliolo

Vicenza : Pozza, 2019

Bloom ; 154

Abstract: Sul fronte occidentale, nelle trincee francesi, tra i soldati bianchi coi loro vistosi calzoni rossi spiccano i fucilieri senegalesi, «i cioccolatini dell'Africa nera», come li chiama il capitano Armand. Prima di ogni assalto, il capitano non manca di ricordare loro che sono l'orgoglio della Francia, «i più coraggiosi dei coraggiosi», un autentico incubo per i nemici che hanno paura dei «negri selvaggi, dei cannibali, degli zulù». I senegalesi ridono contenti. Poi, mettendosi in faccia gli occhi da matto, sbucano ,fuori dalla trincea con il fucile nella mano sinistra e il machete nella destra. Alfa Ndiaye e Mademba Diop sono amici, fratelli d'anima cresciuti insieme in Africa, lontano dai freddi accampamenti del fronte. Quando in trincea risuona il colpo di fischietto del capitano, escono anche loro dal buco urlando come selvaggi indemoniati per non apparire meno coraggiosi degli altri. Un giorno, però, Mademba Diop viene ferito mortalmente e, con le budella all'aria, chiede per tre volte ad Alfa di dargli il colpo di grazia. Per tre volte Alfa si rifiuta e, dopo una lunga e atroce agonia, Mademba muore. La morte dell'amico consegna Alfa all'impensabile, a tutto ciò che gli antenati e il mondo di ieri avrebbero proibito e che invece la grande carneficina della guerra moderna concede. A ogni fischio di chiamata del capitano Armand, Alfa si precipita fuori dalla trincea e corre verso i «nemici dagli occhi azzurri», uccidendo senza pietà e tagliando alle sue vittime una mano come trofeo di guerra. Una, due, tre, quattro... otto mani. Come un demone, uno stregone, un divoratore di anime, che soltanto una voce del mondo di ieri potrebbe salvare...Un romanzo che mostra come nel naufragio totale della civiltà rappresentato dalla Grande Guerra non soltanto l'Europa, ma anche una parte non trascurabile dell'Africa perse la sua anima e la millenaria tradizione che la custodiva.

Terra crudele
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Materiale linguistico moderno

Weisgarber, Ann

Terra crudele / Ann Weisgarber ; traduzione dall'inglese di Maddalena Togliani

Vicenza : Pozza, 2019

I narratori delle tavole

Abstract: Utah, 1888. Sul fondo di un canyon, circondata da rocce scoscese, sorge la città di Junction, un luogo impervio dove da qualche anno si sono insediate alcune famiglie mormone spinte dal desiderio di allontanarsi dalle rigide regole imposte dalla loro chiesa. Laggiù, nella gola che ha un solo punto di entrata e uno di uscita, la prima casa che si incontra è quella dei Taylor. Da quattordici giorni Deborah Taylor aspetta con impazienza il ritorno di suo marito Samuel, che fabbrica e ripara carri nel vasto territorio dello Utah, e tarda a rientrare a causa delle nevicate sempre più fitte e di una frana che sbarra il sentiero che conduce alla gola. Deborah trascorre le giornate nell'attesa, finché, in un gelido pomeriggio di gennaio, qualcuno bussa con insistenza alla sua porta. L'uomo che compare oltre l'uscio dice di essere un fratello, un mormone in fuga dalla legge e bisognoso di riparo. Per quasi quattro anni, Deborah e Samuel hanno accolto i fuggiaschi che si presentavano alla loro porta con il loro fardello di guai: poligami, li chiamavano i giornali. Criminali, li etichettava il governo federale, per cui il matrimonio plurimo praticato dai mormoni era considerato un abominio, una pratica turpe. Nei ricordi di Deborah gli sconosciuti erano tutti uguali. Memorizzavano la strada, i nomi di città e gli avamposti dove potevano contare su un pasto per loro e foraggio per i cavalli, prima di proseguire verso sud e addentrarsi nei canyon profondi dello Utah. Ma quell'uomo ha qualcosa di diverso: è nervoso, sussulta ogni volta che il fuoco della stufa scoppietta, continua a guardarsi alle spalle. Deborah sa che gli uomini del governo non danno mai la caccia ai delinquenti durante l'inverno: le taglie che pendono sulla loro testa non sono abbastanza alte per giustificare un difficoltoso viaggio tra il ghiaccio e la neve in quelle zone selvagge.Chi è dunque quel fuggiasco? Che cosa può aver commesso di così grave per essere inseguito, in quella terra crudele e insidiosa, dal maresciallo federale Thomas S. Fletcher in persona, e non da un semplice vice? E, soprattutto, che cosa può fare Deborah per salvare sé stessa e l'intera Junction dall'accusa di complicità? Unendo le vivide descrizioni dell'aspro paesaggio della valle dei canyon alla vicenda dei primi insediamenti mormoni, Ann Weisgarber dà vita a «una storia avvincente, in perfetto equilibrio tra religione ed etica, crimine e peccato, compassione e paura» (Mary Doria Russell).

Domani andrà meglio
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Materiale linguistico moderno

Smith, Betty <1896-1972> - Smith, Betty <1896-1972>

Domani andrà meglio / Betty Smith ; traduzione di Antonella Pietribiasi

Pozza, 2019

L'amore è cieco
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Materiale linguistico moderno

Boyd, William <1952->

L'amore è cieco : la passione di Brodie Moncur / William Boyd ; traduzione dall'inglese di Laura Prandino

Vicenza : Pozza, 2019

I narratori delle tavole

Abstract: Edimburgo, 1894. Brodie Moncur ha ventiquattro anni e da sei lavora per la Channon & Co., il quarto maggior produttore di pianoforti in Gran Bretagna. Valente accordatore, viene invitato un giorno da Ainsley Channon a trasferirsi nella sede di Parigi, dove i pianoforti Channon stentano a conquistare le simpatie francesi. Nell'imponente negozio parigino, due grandi vetrine che si affacciano in avenue de l'Alma, Brodie abbraccia con entusiasmo la sua nuova vita, lontana dalla Scozia, soprattutto, lontana dal suo tirannico padre. Si rimbocca le maniche e concepisce un'idea brillante: ingaggiare un grande pianista, un virtuoso dello strumento, che suoni un Channon nei suoi concerti e dia, così, lustro all'azienda. L'occasione per realizzarla gliela offre il Theatre de la Republique, in una serata in cui John Kilbarron, ex bambino prodigio e musicista di indiscusso talento chiamato Le Liszt irlandais, esegue la Sinfonia n. 3 di Cajkovskij e un poema sinfonico di Panin per la voce solista di Lydia Blum, soprano russa. Capelli scuri pettinati all'indietro, profonde rughe che gli solcano le guance, Kilbarron sembra un individuo freddo, con un atteggiamento arrogante studiato apposta per le scene. La sua esecuzione, tuttavia, è a dir poco impeccabile: un uragano; probabilmente ciò che gli spettatori dovevano aver provato ai concerti di Liszt. Alla fine della serata, Brodie si reca nei camerini degli artisti e, bussando a una porta, si ritrova al cospetto di una giovane donna. Capelli biondi mossi e arruffati, occhi azzurri e labbra rosee, una vestaglia sgargiante addosso a coprire un'evidente nudità, una sigaretta tra le labbra con qualche briciola di tabacco raccolta alla punta della lingua, Lydia Blum,la soprano russa, fissa i suoi occhi nei suoi, e una grossa bolla d'aria si fa largo, come un pugno, nel petto di Brodie Moncur, giovane accordatore scozzese. Storia di un amore folle e cieco, intimo ritratto della vita di un uomo e, al contempo, lucido sguardo sullo spirito del tempo, "L'amore è cieco" è il nuovo romanzo di William Boyd. Un romanzo di vertiginosa passione e brutale vendetta, in cui arte e vita si danno la mano dinanzi alle speranze e alle illusioni, alla potenza e alle crudeltà che l'amore puntualmente riserva.

Il campo
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Seethaler, Robert <1966-> - Neri Pozza <casa editrice>

Il campo / Robert Seethaler ; traduzione dal tedesco di Riccardo Cravero

Vicenza : Pozza, 2019

Bloom ; 155

Abstract: C'è stato un tempo in cui il campo era un semplice fazzoletto di terra disseminato di pietre e ranuncoli velenosi, tanto che l'agricoltore a cui apparteneva era stato felice di sbarazzarsene donandolo alla comunità. Ora, al riparo di un muro sgretolato e infestato di cespugli di sambuco, tra cui cantano i merli, il campo ospita le tombe degli abitanti di Paulstadt. L'erba è alta, l'aria pervasa dal ronzio degli insetti e nel vecchio cimitero non si reca più nessuno, eccetto un uomo che, quasi ogni giorno, siede su una panca sotto una betulla e lascia vagare i pensieri. Le mani intrecciate sullo stomaco e il mento affondato nel petto, l'uomo pensa ai morti, a quelli che ha conosciuto di persona o incontrato almeno una volta. La maggior parte erano semplicemente abitanti di Paulstadt: artigiani, commercianti o impiegati in uno dei negozi in Marktstrasse o nelle stradine intorno. Se qualcuno lo vedesse in quei momenti, magari uno dei giardinieri, potrebbe credere che l'uomo stia pregando. La verità è che lui è convinto di sentirli parlare, i morti. Non capisce cosa dicano, eppure ne percepisce le voci, nitide come il cinguettio degli uccelli. A volte riesce a cogliere anche delle singole parole o dei frammenti di frase, e si domanda che cosa racconterebbero quelle voci se avessero la possibilità di essere ascoltate ancora una volta. Parlerebbero della vita, ora che se la sono lasciata alle spalle? Discuterebbero della morte, di cosa voglia dire trapassare, o forse continuerebbero a lamentarsi come facevano da vivi, a parlare di sciocchezze, di inezie, dei loro malanni? Intimo e commovente affresco delle emozioni umane, "Il campo" è un romanzo corale attraversato da ventinove voci che mettono in scena, ora e per sempre, il grande teatro della vita e della morte, formando un diorama di sentimenti, vizi e passioni.

L'interprete
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Materiale linguistico moderno

Hess, Annette <1967->

L'interprete / Annette Hess ; traduzione dal tedesco di Chiara Ujka

Vicenza : Pozza, 2019

Bloom ; 156

Abstract: Francoforte, 1963. In una gelida domenica d'Avvento, Eva Bruhns, giovane interprete dal polacco, riceve una inattesa telefonata dalla sua agenzia. In un ufficio al centro della città, dove pare stiano approntando le carte per un processo, hanno urgente bisogno di qualcuno che traduca dal polacco, dopo che un problema col visto ha impedito all'interprete incaricato di essere presente. Eva abbandona in tutta fretta l'appartamento paterno e di lì a poco si ritrova in una stanza angusta dove tre uomini sono in attesa, avvolti da fumo di sigaretta. Uno di loro, un uomo anziano, di bassa statura, siede impettito su una sedia al centro, come se l'intera stanza, l'intera casa, forse persino l'intera città fossero state costruite intorno a lui. È il signor Josef Gabor, da Varsavia. Eva tira fuori bloc notes e matita e si aspetta di avere a che fare con le solite cause legali per risarcimento danni. Ma, con stupore, deve ricredersi: Josef Gabor parla di tragici avvenimenti accaduti nel 1941, di prigionieri asfissiati dal gas, di baracche e campi di reclusione. Fatti ignoti a una ragazza tedesca del 1963, fatti che Eva traduce con difficoltà visto che l'anziano polacco parla un dialetto di campagna e lei è abituata a trattare di contratti e faccende economiche. Quella sera Eva torna al Deutsches Haus, "Casa tedesca", il ristorante di proprietà della sua famiglia, turbata e piena di interrogativi. Che cosa è accaduto davvero nel 1941? Di che cosa parlava l'anziano polacco? chiede. I suoi genitori si mostrano subito restii ad affrontare l'argomento. Il suo fidanzato, Jürgen, la invita a rinunciare all'incarico, inadatto, secondo lui, a una ragazza sul punto di sposarsi. Quando, tuttavia, l'indomani Eva apprende dal giornale che due degli uomini incontrati nella stanza piena di fumo sono il procuratore capo e il procuratore generale del processo in" procinto di svolgersi contro alcuni ex membri delle SS, vinta dalla curiosità accetta l'incarico. Nei giorni successivi dovrà fare i conti col trauma proprio dei figli della generazione del Terzo Reich, la scoperta della Shoah e dell'orrendo crimine perpetrato dai nazisti. Un crimine di cui non soltanto sono ancora ignoti numerosi autori, ma che è stato colpevolmente taciuto e rimosso in ogni casa tedesca, nei lunghi anni del dopoguerra.

Un'educazione libertina
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Materiale linguistico moderno

Del Amo, Jean-Baptiste <1981->

Un'educazione libertina / Jean-Baptiste Del Amo ; traduzione dal francese di Margherita Botto

Vicenza : Neri Pozza, 2019

Bloom ; 159

Abstract: Parigi, 1760. Dopo essersi lasciato alle spalle Quimper, nell'estremo ovest della Bretagna, il diciannovenne Gaspard raggiunge la capitale: solo Parigi può offrire la possibilità di un nuovo orizzonte a un figlio della campagna con l'ambizione di emanciparsi dalla propria, misera condizione. Ma a che mestiere può aspirare un garzone di fattoria in grado solo di allevare maiali e rotolarsi come loro nel limo di un fiume? Ciò che Gaspard desidera è l'agiatezza della nobiltà, quell'opulenza che porta a riempire il vuoto dell'esistenza con salotti, scampagnate, cene fastose e noiosi scambi epistolari. Il mezzo per realizzare queste aspirazioni sembra presentarsi, in una pallida giornata d'autunno, nelle sembianze del conte Étienne de V. Eterno cortigiano, ammaliatore e libertino, Étienne de V. non ha eguali nell'infiammare le passioni. È sottile e sagace, ride di tutto e non ha nulla a che fare con le convenzioni. I suoi costumi sono abbastanza sconvenienti, le sue abitudini frivole, ma un ricevimento a cui lui partecipi è una serata ben riuscita, dove non si cesserà di commentare i suoi comportamenti, gli sguardi altrui, di indovinare i giochi e le seduzioni, gli spasimi soffocati. Si porta dietro tutta una collezione di scandali, sul suo conto circolano le più svariate voci e ci sono innumerevoli matrimoni distrutti per colpa sua, per il semplice gioco della seduzione. È spudorato e cattivo, vagabondo e osceno. Tuttavia, non si può negare che abbia modi impeccabili, una cortesia che piace agli uomini, un garbo che emoziona le donne. Étienne de V. prometterà a Gaspard il lusso, i salotti, il prestigio e il riconoscimento, esigendo in cambio un solo prezzo da pagare: l'innocenza.

La scuola
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Materiale linguistico moderno

Koch, Herman <1953->

La scuola / Herman Koch ; traduzione dall'olandese di Stefano Musilli

Vicenza : Pozza, 2019

Bloom ; 153

Abstract: C'è un quartiere ad Amsterdam dove nevrotiche veneri in pelliccia camminano specchiandosi continuamente nelle vetrine dei negozi e uomini in completo, troppo grassi o troppo magri, si dedicano pure loro allo shopping come se non avessero niente di meglio da fare. È un quartiere perbene fatto per gente perbene, dove ci sono centocinquanta pasticcerie e gastronomie, e dove tutto è un lievito madre a grana grossa e panini al frumento insaturo contro il cancro, le vene varicose e i versamenti di sangue. È soprattutto il quartiere dove si erge il Liceo Montanelli. Una scuola dove sono fatti tutti della stessa pasta: tipi con genitori artistici, pittori e scultori, innanzi tutto; ragazzini con padri e madri che appartengono al cosiddetto «mondo del teatro»; pedantelli che durante la ricreazione se ne stanno a blaterare di argomenti ricercati con le loro vocine finte e modulate. Il metodo della scuola l'ha inventato una certa Maria Montanelli, cent'anni prima, per offrire qualche opportunità in più nella vita ai bambini poveri di Napoli. Ad Amsterdam, però, il liceo costa sedici volte di più rispetto a una scuola normale, e di poveri non vi è nemmeno l'ombra tra le sue mura. Come in ogni scuola che si rispetti, anche il Liceo Montanelli ospita, tuttavia, una voce fuori dal coro: un ragazzo la cui madre è venuta a mancare dopo una lunga malattia, e il cui padre ha trovato conforto con una vedova appena tre isolati più in là. Un allievo particolarmente discolo, il cui sogno ricorrente è che uno Spitfire arrivi in picchiata e apra il fuoco su tutto quel quartiere palloso e viziato. Un compagno di classe, che vorrebbe tanto darle di santa ragione a Jan Wildschut, il nuovo arrivato, quello con qualche rotella fuori posto che sia d'estate che d'inverno indossa sciarpa e muffole e durante la ricreazione se ne sta nel cortile della scuola a masticare lentamente i suoi panini, con la saliva che gli cola da un angolo delle labbra...

La saga del dottor Faust. [1]: Il menestrello
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Materiale linguistico moderno

Pötzsch, Oliver <1970->

La saga del dottor Faust. [1]: Il menestrello / Oliver Pötzsch ; traduzione dal tedesco di Metella Paterlini e Roberta Scarabelli

Vicenza : Pozza, 2019

I narratori delle tavole

Abstract: 1486, Knittlingen. Il piccolo Johann Georg, detto Faust, «fortunato», sa di essere diverso dagli altri bambini del villaggio: è più intelligente, più sveglio, animato da una insaziabile curiosità. Nelle sue vene scorre sangue nobile, gli ha spiegato una volta sua madre, anche se Johann non ha saputo attribuire alcun significato a queste parole. Per suo padre, un robusto contadino con la faccia bruciata dal sole, Johann non è altro che un buono a nulla con la testa piena di grilli, e lo stesso vale per gli altri bambini del villaggio. L'unica a non trovare sgradevole la sua compagnia è Margherita, la figlia del castaldo, la bambina con i capelli biondo paglierino davanti a cui Johann si sente la bocca sigillata, quasi fosse preda di un incantesimo. Un giorno a Knittlingen arrivano i saltimbanchi: giullari muniti di pifferi, zampogne e tamburelli, funamboli mascherati. Nel villaggio si vocifera che chi danzi con loro finisca dritto all'inferno, che i menestrelli siano figli del diavolo. Ne è convinta Margherita, che attribuisce ai girovaghi la misteriosa sparizione di quattro bambini del villaggio: Fritz, sette anni, il suo fratellino di soli cinque anni e due bambine della vicina Bretten. Si sono avventurati nella foresta e nessuno ha saputo più nulla di loro. L'uomo che, del resto, signoreggia sul palco tra i saltimbanchi autorizza le ipotesi più nefaste. Alto e magro, con indosso un mantello a strisce nere e rosse, che gli sventola intorno come le ali di un pipistrello, ha un viso pallidissimo, il naso affilato come il becco di un uccello rapace e occhi neri che non mancano di scrutare a lungo Johann. Dopo essersi presentato come Tonio del Moravia, Magister delle sette arti e custode dei sette volte sette sigilli, dottore della nera Università di Cracovia, il misterioso sconosciuto profetizza per Johann un destino ben diverso da quello che il figlio di un contadino può aspettarsi. Un destino per cui occorrerà pagare un alto prezzo, in futuro. Ispirato alla nota figura di Johann Georg Faust, l'alchimista tedesco protagonista di alcuni dei più celebri capolavori della letteratura, l'uomo assetato di gloria che strinse un patto con il diavolo, pagando con la propria anima la sete di conoscenza, Il menestrello è il primo capitolo di una nuova saga dell'autore de "La figlia del boia".

La traccia dei mutamenti
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Materiale linguistico moderno

Kashua, Sayed <1975->

La traccia dei mutamenti / Sayed Kashua ; traduzione dall'ebraico di Elena Loewenthal

Vicenza : Pozza, 2019

Bloom ; 152

Abstract: «Sono all’ospedale». È sufficiente questo breve messaggio, inviato da un padre via Skype, per far salire suo figlio sul primo volo che dall’Illinois lo riporta in Israele, dopo quattordici anni di assenza. Nel breve viaggio in taxi che dall’aeroporto lo conduce a Tira, il luogo dove è nato e dove tutt’ora vivono i suoi genitori e i suoi fratelli, l’uomo ritrova l’antica paura che un tempo lo attanagliava: quella di sapersi arabo in territorio israeliano, esule nella sua stessa terra. Espatriato negli Stati Uniti con la moglie Palestine e i tre figli, il protagonista di queste pagine ha invano tentato di tagliare i ponti con il passato attraverso il silenzio. Ma è sufficiente che metta piede nella stanza dove suo padre giace, piccolo, pallido, con gli occhi sprofondati nelle orbite e il petto che si alza e si abbassa sotto il lenzuolo leggero dell’ospedale con il disegno delle stelle di David, perché il passato torni a galla con prepotenza e presenti il suo conto. L’uomo ha con sé il vecchio registratore «Executive» della Sony, un apparecchio massiccio, con un microfono esterno, tre pulsanti neri e uno rosso per la registrazione: è lo strumento con cui si guadagna da vivere come ghost writer, mettendo nero su bianco le storie altrui. Ma l’unica testimonianza di cui desidera lasciare traccia in quel momento è quella di suo padre. Sarà l’occasione per rielaborare i propri ricordi e riflettere sulla sua stessa vita. Perché anni prima è stato scacciato dalla sua famiglia? Perché negli Stati Uniti è costretto a dormire nel campus universitario, bandito da sua moglie dalla loro casa? E perché tutto sembra collegarsi al fatto che, quando era ragazzo, ha scritto uno strano racconto su una ragazza di nome Palestine? Attraverso pagine di inconsueta ironia, La traccia dei mutamenti è una storia sull’odierna Palestina raccontata dal punto di vista di un esiliato che torna a casa per dire addio a suo padre e, al contempo, una profonda e struggente riflessione sui legami familiari.

Averroè o il segretario del diavolo
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Materiale linguistico moderno

Sinoué, Gilbert <1947->

Averroè o il segretario del diavolo / Gilbert Sinoué ; traduzione di Giuliano Corà

Vicenza : Pozza, 2019

Le tavole d'oro

Abstract: Marrakesh, dicembre 1198. La Città rossa dorme ammantata dall'oscurità della notte mentre un uomo, chino su un manoscritto, affida alla pagina il racconto della propria vita, consapevole della deriva che sta trascinando il mondo verso l'intolleranza, deriva che rende le sue parole ancora più urgenti. Nato a Cordova nel 1126, tra i contrafforti della Sierra Morena e le ricche pianure di Campifia, l'uomo ha avuto molti nomi: i latini lo chiamano Averroè. Gli ebrei, Ben Roshd. Per gli arabi è Abu al-Walid Mohammad Ibn Ahmad Ibn Roshd. Figlio di Abu al-Qasim Ahmad, cadi di Cordova, Averroè cresce in un'epoca di grande scienza, ma anche di grandi tumulti. Un'epoca in cui ebrei e cristiani sono autorizzati a praticare liberamente il proprio culto, a commerciare e a esercitare il mestiere che preferiscono, con l'unica condizione di versare un'imposta alle autorità musulmane. Deciso a seguire le orme di Avicenna, Galeno e Ippocrate, a ventitré anni Averroè sceglie di affiancare agli studi di giurisprudenza, intrapresi per volontà del padre, quelli di medicina. Il suo apprendistato si compie a Granada, presso la dimora di Abubacer, medico, filosofo e sapiente astronomo. Grazie ad Abubacer, Averroè ha la possibilità non solo di arricchire il proprio sapere, ma anche di imbattersi nella donna che muterà il suo destino. Affascinante proprietaria di una delle più belle biblioteche di Cordova, quarantenne di grande erudizione e seducenti occhi da gazzella, Lobna accoglierà Averroè, gli aprirà le porte della propria casa e del proprio sapere e lo aiuterà a diventare uno dei più illustri e controversi filosofi del pensiero islamico, i cui scritti, spesso considerati blasfemi, gli varranno la nomea di «segretario del diavolo». Attraverso i grandi personaggi che, nel corso dei secoli, hanno guardato al lavoro di Averroè per nutrirsene o condannarlo, tra cui Tommaso d'Aquino, Federico II, Etienne Tempier, Dante e Petrarca, Gilbert Sinoué ci offre il ritratto di un filosofo che incarna indiscutibilmente un Islam illuminato, segnato dalla volontà di conciliare fede e ragione, filosofia e rivelazione, Aristotele e Maometto. Calunniato da alcuni, esaltato da altri, ma in verità raramente compreso, Averroè figura, in queste pagine, come l'ultimo grande pensatore dell'Islam dei Lumi.