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× Lingue Albanese
× Data 2016
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× Editore Giulio Einaudi editore <Torino>
× Data 2015
× Nomi Barnes, Julian <1946->

Trovati 2 documenti.

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Duffy
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Materiale linguistico moderno

Barnes, Julian <1946->

Duffy / Dan Kavanagh [i.e. Julian Barnes] ; traduzione di Norman Gobetti

Torino : Einaudi, 2015

Abstract: Tornando stanco dal lavoro, Brian McKechnie non si aspettava certo di trovare la moglie legata a una sedia del salotto e la casa invasa da una terribile puzza di bruciato. E non è tutto. Dopo qualche tempo, il telefono del suo ufficio squilla: è un certo Mr Salvatore che, signorile e mellifluo, non tarda a chiedergli dei soldi. Dato che il commissario Sullivan non gli è di nessun aiuto, McKechnie decide di rivolgersi a Duffy, un ex poliziotto riciclatosi come detective privato. Duffy ha molti scheletri nell'armadio, e le sue inclinazioni bisessuali gli hanno procurato non pochi guai quando era un agente in servizio. Le indagini lo portano a Soho, zona di cui in passato conosceva ogni segreto. Cinema a luci rosse, sexy-shop, peep show, locali di strip-tease e dubbi centri per massaggi: gli basta fare un giro per rendersi conto che il mercato è ancora florido. Sono cambiate un po' di cose, ovvio, ma alcuni monumenti restano: la prostituta Renée, ad esempio, che, amareggiata dal malcostume dilagante nella professione, non disdegna di arrotondare aggiornando un vecchio amico. All'astro nascente di Soho, Mr Salvatore, però, non piace che la gente vada a ficcare il naso nei suoi affari. Abiti raffinati e modi eleganti non devono ingannare: un macabro senso dell'umorismo, associato a una passione per gli schedari, può essere l'arma più pericolosa. Nelle sue accurate ricerche sul campo, Duffy dovrà guardarsi le spalle, e non solo.

Metroland
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Materiale linguistico moderno

Barnes, Julian <1946->

Metroland / Julian Barnes ; traduzione di Daniela Fargione

Torino : Einaudi, 2015

Abstract: Al professore che lo interroga, Christopher Lloyd ama rispondere "J'habite Metroland", adoperando il nome di una fermata della storica Metropolitan Line di Londra, "meglio di Eastwick, più esotico di Middlesex", per indicare la sonnacchiosa periferia urbana in cui vive. "Uno abitava in quella zona perché da li era facile andarsene", osserva Chris, che ad andarsene, insieme all'inseparabile amico Toni Barbarowski, come lui sedicenne, come lui francofilo e arrabbiato, come lui appassionato di arte e ragazze, si prepara con metodo. Nel frattempo i due aspiranti flâneurs, fedeli ai dettami dei loro numi tutelari Baudelaire, Gautier e Nerval, cercano modi casalinghi per "épater la bourgeoisie": condurre arditi esperimenti sensoriali alla National Gallery, occhieggiare le donne attraverso un binocolo, elaborare pretenziose teorie esistenziali, farsi gioco di chiunque capiti a tiro, "gli scemi, i capiclasse, gli insegnanti, i genitori, mio fratello e mia sorella, la Terza divisione nord, Molière, Dio, la borghesia e l'uomo della strada", e attendere che cominci la Vita Vera. Chris se la va a cercare, qualche anno più tardi, a Parigi, con un inutile progetto accademico postlaurea ma, risucchiato nel vortice di Lawrence Durrell e i caffè sui boulevards, il cinema di Bresson e le lenzuola del suo primo amore Annick, quando la Vita Vera gli corre incontro non la riconosce...