Includi: tutti i seguenti filtri
× Nomi Loewenthal, Elena <1960->

Trovati 21 documenti.

Mostra parametri
La traccia dei mutamenti
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Kashua, Sayed <1975->

La traccia dei mutamenti / Sayed Kashua ; traduzione dall'ebraico di Elena Loewenthal

Vicenza : Pozza, 2019

Bloom ; 152

Abstract: «Sono all’ospedale». È sufficiente questo breve messaggio, inviato da un padre via Skype, per far salire suo figlio sul primo volo che dall’Illinois lo riporta in Israele, dopo quattordici anni di assenza. Nel breve viaggio in taxi che dall’aeroporto lo conduce a Tira, il luogo dove è nato e dove tutt’ora vivono i suoi genitori e i suoi fratelli, l’uomo ritrova l’antica paura che un tempo lo attanagliava: quella di sapersi arabo in territorio israeliano, esule nella sua stessa terra. Espatriato negli Stati Uniti con la moglie Palestine e i tre figli, il protagonista di queste pagine ha invano tentato di tagliare i ponti con il passato attraverso il silenzio. Ma è sufficiente che metta piede nella stanza dove suo padre giace, piccolo, pallido, con gli occhi sprofondati nelle orbite e il petto che si alza e si abbassa sotto il lenzuolo leggero dell’ospedale con il disegno delle stelle di David, perché il passato torni a galla con prepotenza e presenti il suo conto. L’uomo ha con sé il vecchio registratore «Executive» della Sony, un apparecchio massiccio, con un microfono esterno, tre pulsanti neri e uno rosso per la registrazione: è lo strumento con cui si guadagna da vivere come ghost writer, mettendo nero su bianco le storie altrui. Ma l’unica testimonianza di cui desidera lasciare traccia in quel momento è quella di suo padre. Sarà l’occasione per rielaborare i propri ricordi e riflettere sulla sua stessa vita. Perché anni prima è stato scacciato dalla sua famiglia? Perché negli Stati Uniti è costretto a dormire nel campus universitario, bandito da sua moglie dalla loro casa? E perché tutto sembra collegarsi al fatto che, quando era ragazzo, ha scritto uno strano racconto su una ragazza di nome Palestine? Attraverso pagine di inconsueta ironia, La traccia dei mutamenti è una storia sull’odierna Palestina raccontata dal punto di vista di un esiliato che torna a casa per dire addio a suo padre e, al contempo, una profonda e struggente riflessione sui legami familiari.

Finché morte non sopraggiunga
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Oz, Amos <1939-2018>

Finché morte non sopraggiunga / Amos Oz ; traduzione di Elena Loewenthal

Milano : Feltrinelli, 2018

I narratori

Abstract: Un uomo che di fronte al proprio inesorabile declino constata l'amara dissipazione delle occasioni perdute, una banda di sgangherati crociati che non arriveranno mai in Terra Santa: due storie molto lontane fra loro nel tempo e nello spazio, ma che raccontano in fondo la stessa malinconia di vivere, la stessa disperata ricerca di un senso per se stessi e per il mondo. Con il suo sguardo lucido e profondo, Amos Oz conduce il lettore in una Tel Aviv e un Israele che non esistono più, in un'Europa arcaica e crudele: al cuore di tutto c'è un'umanità in cui, malgrado la distanza, non si può fare a meno di riconoscersi.

Dolore
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Shalev, Zeruya <1959->

Dolore / Zeruya Shalev ; traduzione di Elena Loewenthal

Feltrinelli, 2018

Abstract: Iris - quarantacinque anni, sposata, con due figli - pensa di aver lasciato dietro di sé i due grandi traumi della sua vita: l'abbandono da parte del primo amore, Eitan, che l'ha portata giovanissima a desiderare la morte e, anni dopo, l'attentato di cui è stata vittima che l'ha portata tra la vita e la morte. Ma a distanza di dieci anni da quell'attentato, Iris non si aspetta il riaffiorare del dolore fisico, di quei ricordi terribili, ma soprattutto non si aspetta di rincontrare per caso Eitan. Se a questo si aggiungono il sospetto che il marito Michi abbia un'amante e la preoccupazione per la figlia, plagiata da un uomo molto più grande di lei, la vita di Iris sembra andare di nuovo in frantumi e la situazione diventa ingestibile.

Himmo re di Gerusalemme
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Kaniuk, Yoram <1930-2013>

Himmo re di Gerusalemme / Yoram Kaniuk ; traduzione di Elena Loewenthal

Firenze : Giuntina, 2017

Israeliana

Abstract: Mentre fuori infuria la battaglia, nella quiete del monastero adibito a ospedale i soldati feriti affrontano il proprio destino, a volte con sarcasmo altre con sconforto. Tra loro c'è Himmo, che era così bello da essere chiamato "re di Gerusalemme". Dal suo magnifico corpo è rimasta intatta solo la bocca, una bocca sensuale, carnosa, perfetta. Basterà per far innamorare Hamotal, giovane infermiera appena entrata in servizio. Himmo implora di essere ucciso e nessuno comprende come possa essere ancora in vita nonostante le ferite mortali. Solo Hamotal continua a curarlo; poi si dedicherà soltanto a lui, ma la dedizione e il sentimento che prova per il giovane soldato le consentiranno di accettare l'unico desiderio di Himmo? Tra le parole di scherno degli altri soldati, quelle indifferenti dei medici e quelle consolatorie di Clara, ultima suora rimasta nel monastero, Hamotal cerca la soluzione a quel dramma affrontando una crisi interiore che tocca le radici del mistero dell'esistenza. E intanto suonano le campane del monastero come cupi avvertimenti e i tamburi della guerra continuano a battere incuranti delle vite che pulsano tra le mura dell'antico monastero.

Giorni luminosi
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Appelfeld, Aharon <1932-2018>

Giorni luminosi / Aharon Appelfeld ; traduzione di Elena Loewenthal

Guanda, 2018

Abstract: "Giorni luminosi" di Aharon Appelfeld è un commovente affresco dei giorni successivi alla fine della guerra, in cui riecheggiano gli interrogativi che già sono stati di Primo Levi e Imre Kertész, restituendo lo stato di attesa, di timore, di sospensione tra il ricordo di un passato scomparso e della violenza dei campi e un presente incerto ma anche colmo di speranza. È finita la guerra e Theo, giovane ebreo sopravvissuto a un campo di concentramento tedesco, vuole rientrare nel suo paese, in Austria. La strada è lunga e lui è solo e senza mezzi, ma non si lascia vincere dallo sconforto. Lungo il cammino ogni passo, ogni sensazione gli riportano alla mente i giorni felici dell’infanzia, trascorsi per la maggior parte in compagnia della madre, una donna sensibile e delicata, che amava visitare con il figlio cappelle e monasteri cristiani. Il padre di Theo era invece un uomo concreto con cui il bambino non aveva confidenza, dedito al lavoro e sempre impegnato nella libreria di famiglia. L’incontro fortuito con Madeleine, una cara amica di gioventù del padre, di cui Theo si prende cura per un po’, fa però vacillare alcune delle sue certezze. Tra avventure e difficoltà, Theo prosegue poi il viaggio verso quella che nella sua mente è sempre rimasta «casa».

Adamo risorto
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Kaniuk, Yoram <1930-2013>

Adamo risorto / Yoram Kaniuk ; traduzione di Elena Loewenthal

Firenze : Giuntina, 2018

Israeliana

Abstract: "Adamo risorto" è considerato un libro rivoluzionario, un'opera che ha cambiato il modo in cui la Shoah poteva essere rappresentata nella letteratura israeliana. Il protagonista Adam Stein è sopravvissuto alla guerra grazie al suo talento di clown: il suo ruolo nel campo di concentramento era quello di ingannare le persone che andavano incontro alla morte e di fare la parte del cane per il comandante. Un testo duro, che ha come scenario un avveniristico Centro di riabilitazione e terapia situato nel cuore del deserto del Neghev e che alterna momenti tragici ad altri comici, un testo che può apparire sconcertante per il suo anticonformismo. Eppure, a dimostrazione del suo valore, "Adamo risorto" è stato tradotto in numerose lingue, ristampato più volte in tutto il mondo, e ridotto in versioni teatrali e cinematografiche. Kaniuk compie in questo romanzo un difficile esperimento, quello di raggiungere, anche attraverso il grottesco e l'assurdo, la radice della follia che incombe su chi ha vissuto l'esperienza della Shoah, raccontando la perdita, il crollo delle prospettive e della lucidità, il terrore e lo sradicamento, come anche gli ultimi barlumi di luce che tengono a galla i sopravvissuti.

Tocca l'acqua, tocca il vento
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Oz, Amos <1939-2018>

Tocca l'acqua, tocca il vento / Amos Oz ; traduzione di Elena Loewenthal

Milano : Feltrinelli, 2017

I narratori

Abstract: Nel 1939, mentre i tedeschi avanzano in Polonia, Elisha Pomerantz, piccolo orologiaio ebreo con la passione della matematica e della musica, scappa nella foresta, lasciandosi dietro la bella e intelligente moglie Stefa. Stefa non si rende conto del pericolo, ma quando la situazione precipita, si chiude in casa, poi viene travolta anche lei dalla tempesta della guerra. Elisha, dopo aver errato per i boschi europei, arriva prima in Grecia e poi in Israele, dove trova rifugio in un piccolo kibbutz, e silenziosamente si rimette a riparare gli orologi, a cercare la musica nella matematica e la matematica nella musica. Stefa, invece, deportata in Unione Sovietica, è costretta a diventare una spia staliniana. E sognano di rivedersi. "Tocca l'acqua, tocca il vento" è un romanzo insolito per Amos Oz. Venato di realismo magico, ricco di simboli e di speculazioni filosofiche, a tratti misterioso, con momenti di grande dolcezza, racconta la fuga degli ebrei dallo sterminio europeo.

Il partigiano Edmond
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Appelfeld, Aharon <1932-2018>

Il partigiano Edmond / Aharon Appelfeld ; traduzione di Elena Lowenthal

Guanda, 2017

Abstract: Nel corso della Seconda guerra mondiale, il giovanissimo Edmond riesce a fuggire da un campo di sterminio e a raggiungere alcuni partigiani ebrei che tentano di resistere all'esercito tedesco nascondendosi nella foresta ucraina. Sotto il comando del loro leader, Kamil, questo gruppo di uomini, donne e bambini lotta contro il freddo e l'estrema miseria, organizzando agguati ai danni dell'esercito tedesco e deragliamenti di treni. Perché il loro scopo non è solo quello di sopravvivere, ma è anche, e soprattutto, quello di salvare il proprio popolo e raggiungere "la vetta", il luogo tanto geografico quanto spirituale della loro realizzazione.

Toccare l'acqua, toccare il vento
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Oz, Amos <1939-2018>

Toccare l'acqua, toccare il vento / Amos Oz ; traduzione di Elena Loewenthal

Milano : Feltrinelli, 2017

I narratori

Abstract: Mentre i tedeschi avanzano in Polonia nel 1939, Elisha Pomeranz, piccolo orologiaio ebreo con la passione della matematica e della musica, scappa nella foresta, lasciandosi dietro la bella e intelligente moglie Stefa. Stefa non vede il pericolo arrivare. È persino iscritta al circolo Goethe della cittadina, anzi ne è una delle star! Ma quando la situazione peggiora, prima si chiude in casa, poi finisce in un campo di concentramento e infine si ritrova in Russia, costretta ad accettare di diventare un'agente sovietica. Elisha, dopo aver peregrinato per i boschi europei, essere stato catturato e poi rilasciato, arriva prima in Grecia e poi in Israele, dove va a vivere in un piccolo kibbutz, e silenziosamente si rimette a riparare gli orologi, a cercare la musica nella matematica e la matematica nella musica, quasi incredulo di aver forse trovato un'oasi da cui non deve fuggire. Stefa ed Elisha sognano di rivedersi ma nel frattempo si avvicina un'altra guerra e tutto sembra di nuovo crollare.

Miti ebraici
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Loewenthal, Elena <1960->

Miti ebraici / Elena Loewenthal

Torino : Einaudi, 2016

ET saggi

Abstract: Dalla cacciata di Adamo ed Eva dal giardino dell'Eden al paese dei tonti, dagli angeli caduti per la loro presunzione alle peregrinazioni delle dieci tribù perdute, dalla saggezza di Salomone e del giovane Abramo al gigantesco Golem di Praga. Il concetto di mito sembra non avere nulla a che fare con l'ebraismo e con l'idea di un unico Dio creatore. Eppure la tradizione d'Israele è ricca di racconti che ne hanno il sapore. Il mito ebraico forse sta proprio nell'insieme di questi infiniti racconti, attraverso i quali ha preso e prende ancora forma l'immaginario di un popolo. Elena Loewenthal ci accompagna alla scoperta di quell'oceano profondissimo che è la parola d'Israele, alla ricerca di quanto in essa c'è di mitologico. Storia dopo storia, leggenda dopo leggenda veniamo condotti nell'universo della tradizione ebraica, tra luoghi fantastici, personaggi affascinanti e sogni misteriosi.

Borderlife
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Rabinyan, Dorit <1972->

Borderlife : romanzo / di Dorit Rabinyan ; traduzione dall'ebraico di Elena Loewenthal

[S.l.] : Longanesi, 2016

La gaja scienza ; 1227

Abstract: È autunno, a New York, il secondo senza le Torri. Liat ha appena conosciuto Hilmi e gli cammina accanto nel pomeriggio che imbrunisce e intanto pensa: non hai già abbastanza guai? Fermati finché puoi. Ma fermarsi non può, perché, nonostante le ferite, la magia della Grande Mela è ancora intatta, e Hilmi ha gli occhi color cannella, riccioli neri e un sorriso infantile che spezza il cuore. Lei è di Tel Aviv, fa la traduttrice e si trova negli USA per una borsa di studio. Lui vive a Brooklyn e fa il pittore, e nei suoi quadri c'è sempre un bimbo che sogna il mare, quel mare di cui da ragazzo poteva cogliere appena un lembo, da lassù, al nono piano di un palazzo di Ramallah. Lei è israeliana, lui è palestinese. La loro sembra una storia come tante, come mille ne nascono ogni giorno in ogni angolo del mondo, ma è diversa da tutte. Perché la loro appartenenza a una terra tormentata e divisa non può che separarli, e ciò che è iniziato nel freddo di New York è destinato a finire, pochi mesi dopo, su una calda spiaggia di Jaffa, sotto quel sole che entrambi rimpiangevano in America. Ma la Storia e il loro amore li seguiranno ancora...

Il gioiello
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Lapid, Shulamit <1934->

Il gioiello / Shulamit Lapid ; traduzione di Elena Loewenthal

Milano : Astoria, 2015

Abstract: Come tutti i pomeriggi da quando la madre è stata ricoverata in una casa di cura (dopo essersi rotta tre costole cercando di catturare delle carpe che nuotavano nella sua vasca da bagno), Lisi va a trovarla. Durante una sua visita viene trovata assassinara la capo infermiera. Nessuno sembra avere dubbi: la donna aveva il vizio di farsi nominare erede da un sacco di vecchietti sotto le sue cure e le indagini s'indirizzano quindi nella stretta cerchia della clinica. Ma dopo pochi giorni anche una paziente della casa di riposo è trovata morta ammazzata. Contro il parere dei suoi cognati poliziotti, Lisi è convinta che la causa dei due omicidi sia unica e che affondi in un episodio risalente addirittura alla prima guerra mondiale.

Altrove, forse
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Oz, Amos <1939-2018>

Altrove, forse / Amos Oz ; traduzione di Elena Loewenthal

Milano : Piemme, 2015

Abstract: A Mezudat Ram, un kibbutz isolato nel Nord del paese, circondato da nemici e sormontato dall'ombra di cupe montagne, si svolge la vita di una comunità di coloni, dediti all'agricoltura e all'allevamento, allo sport, alla musica, al dibattito, ma soprattutto alla purificazione. A trent'anni dalla fondazione del kibbutz, infatti, sono essenzialmente gli ideali di miglioramento personale e collettivo che sostengono i kibbutzim e il miglioramento si attua anche grazie al pettegolezzo. Questo spiega la voce narrante di un colono che guida il lettore - non senza malizia e ironia - alla scoperta degli abitanti del kibbutz, concentrandosi soprattutto sulla famiglia di Ruben Harish. Questi è tra i più convinti sostenitori di una vita pacifica e collettiva, l'instancabile cantore delle virtù di un'esistenza semplice e illuminata, il poeta del kibbutz. La moglie Eva lo ha abbandonato per fuggire con un cugino in visita a Mezudat Ram come turista. Si è sposata, vive in Germania e aiuta il nuovo marito a gestire un night-club. Ruben lo ha accettato senza lamentarsi, sprofondando in una tristezza nobilitata dai doveri di maestro, guida turistica e poeta. È rimasto solo col figlio Gai e la figlia Noga e, per consolarsi, ha iniziato una blanda relazione con un'amica Bronka, un'insegnante sposata, madre di due figli...

Un'ipotesi di violenza
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Mishani, Dror A. <1975->

Un'ipotesi di violenza / Dror A. Mishani ; traduzione dall'ebraico di Elena Loewenthal

Milano : Guanda, 2015

Abstract: Una valigia contenente un ordigno esplosivo viene trovata nel giardino di un asilo nido in un tranquillo sobborgo di Tel Aviv. Una voce femminile al telefono dice che "questo è solo l'inizio"; apparentemente il bersaglio è la proprietaria della scuola. Ma la polizia non può permettersi di sbagliare, specie considerato che sono in gioco delle vite innocenti. L'ispettore Avraham Avraham è appena rientrato in Israele dopo una lunga vacanza a Bruxelles insieme alla compagna Marianke, che presto lascerà il lavoro per andare a vivere con lui: una vacanza necessaria anche per riprendersi dal trauma di un caso irrisolto. Mentre aspetta la sua donna per cominciare con lei una nuova vita, Avi vuole dimostrare a se stesso di poter condurre un'indagine senza farsi influenzare dalle sue sensazioni: l'antipatia per un indiziato dall'atteggiamento sprezzante; la diffidenza verso una maestra reticente, accusata di aver maltrattato i bambini; la pietà per un padre laconico e un po' avanti con gli anni che si occupa da solo dei suoi due figli... Raccontato da punti di vista diversi, "Un'ipotesi di violenza" è un giallo sfaccettato, segnato da drammatici cambiamenti di prospettiva e di direzione. Ancora una volta l'ispettore Avraham deve confrontarsi con le infinite sfumature dell'animo umano, ma anche con la propria voglia di riscatto, che rischia di essere il più temibile degli avversari.

Giuda
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Oz, Amos <1939-2018>

Giuda / Amos Oz ; traduzione di Elena Loewenthal

Milano : Feltrinelli, 2014

Abstract: Gerusalemme, l'inverno tra la fine del 1959 e l'inizio del 1960. Shemuel Asch decide di rinunciare agli studi universitari, e in particolare alla sua ricerca intitolata Gesù visto dagli ebrei, a causa dell'improvviso dissesto economico che colpisce la sua famiglia e del contemporaneo abbandono da parte della sua ragazza, Yardena. Shemuel è sul punto di lasciare Gerusalemme quando vede un annuncio nella caffetteria dell'università. Vengono offerti alloggio gratis e un modesto stipendio a uno studente di materie umanistiche che sia disposto a tenere compagnia, il pomeriggio, a un anziano disabile di grande cultura. Quando si reca all'indirizzo riportato nell'annuncio, Shemuel trova una grande casa abitata da un colto settantenne, Gershom Wald, e da una giovane donna misteriosa e attraente, Atalia Abrabanel. Si trasferisce nella mansarda e inizia a condurre una vita solitaria e ritirata, intervallata dai pomeriggi trascorsi nello studio di Gershom Wald. Chi è veramente Atalia? Cosa la lega a Gershom? Di chi è la casa dove vivono? Quali storie sono racchiuse tra quelle mura? Shemuel Asch troverà la risposta nel concetto di tradimento, non inteso in senso tradizionale, bensì ancorato all'idea che si ritrova nei Vangeli gnostici, dove emerge che il tradimento di Giuda, aver consegnato Gesù alle autorità e a Ponzio Pilato, non fu altro che l'esecuzione di un ordine di Gesù stesso per portare a termine il suo disegno.

L'esca
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Lapid, Shulamit <1934->

L'esca / Shulamit Lapid ; traduzione di Elena Loewenthal

Milano : Astoria, 2014

Abstract: Cinica, divertente, piena di suspense, la seconda avventura di Lisi Badichi, ambientata in Israele nel 1991 al culmine della Guerra del Golfo. Siamo nel pieno del conflitto iracheno, nell'asilo di Be'er Sheva s'insegna ai bambini come mettersi le maschere antigas, molti sono i profughi di Tel Aviv, che sperano, nel deserto, di essere maggiormente al riparo dai missili Scud. In questa diffìcile situazione vengono ritrovati, morti ammazzati, Tami Simon, figlia di un ex militare, ex diplomatico e ora mediatore di armi, e il suo amante, l'ispettore di polizia Avner Rosen, noto per non mollare mai un'indagine. Coinvolta nell'inchiesta per volere sia di Arieli, il suo capo, sia di Benzi, il cognato commissario di polizia, Lisi si trova avviluppata in una storia di traffici di quadri di Soutine e partiture di Scriabin, due artisti russi che sembrano non aver avuto contatti in vita ma le cui opere, in modo misterioso, sono riapparse sul mercato provenendo proprio da Israele.

Dalla nostra corrispondente
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Lapid, Shulamit <1934->

Dalla nostra corrispondente / Shulamit Lapid ; traduzione di Elena Loewenthal e Sarah Kaminski

Milano : Astoria, 2014

Abstract: Lisi Badichi è la giornalista tuttofare de "La Gazzetta del Sud" e cerca di non lasciarsi mai sfuggire un incarico, terrorizzata dal direttore di Tel Aviv, che minaccia un giorno sì e l'altro pure di mandare un sostituto. Personaggio da non perdere.

Due vendette
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Shalev, Meir

Due vendette / Meir Shalev ; traduzione di Elena Loewenthal

[Milano] : Bompiani, 2014

Abstract: Mi
 di spiace 
di 
aver 
aspettato 
tanto 
a 
leggerlo 
perché 
forse 
è 
il 
miglior 
romanzo 
di
 Shalev.
 Come
 dice
 bene
 Elena
 Loewenthal
 che
 l’ha
 tradotto
 “Di
 questo
 è
 fatta
 la
 storia,
 e 
di 
tanto 
altro, 
come 
dice 
Ruta, 
che 
ne 
è 
l'indimenticabile 
voce 
narrante 
e
 la 
custode 
fedele: 
'di 
amori 
e 
odii 
e 
nascite 
e 
morti 
e 
vendette, 
e 
famiglie
‐
papà 
e
 mamma,
 fratello
 e
 sorella,
 marito
 e
 moglie,
 nipoti
 e
 pronipoti'.


Nostalgia
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Nevo, Eshkol <1971->

Nostalgia / Eshkol Nevo ; traduzione dall'ebraico di Elena Loewenthal ; revisione di Raffaella Scardi

Vicenza : Neri Pozza, 2014

Abstract: Un tempo campo di transito per i nuovi immigrati dal Kurdistan, Maoz Tzion, detto il Castel per via di un fortino in cima a una collina, è ora un insieme indistinto di villette e baracche, di case e macerie, strade linde e vicoli fatiscenti. Dopo tante catapecchie condivise, i litigi per i conti e i turni per la doccia, Amir, studente di psicologia a Tel Aviv, e Noa, studentessa di fotografia a Gerusalemme, hanno preso casa al Castel. L’appartamento trovato non è, certo, quanto di meglio si possa desiderare. Un bilocale con un salotto grande quanto una cucina, una cucina grande quanto un vano doccia e un vano doccia con la spatola per tirare via l’acqua quando si allaga. Ma per Amir e Noa è un palazzo dove possono vivere come un re e una regina, girare per il salotto in mutande e fare l’amore dappertutto, a qualunque ora, senza temere che il coinquilino rientri in anticipo. Dietro il muro del loro appartamento abita il padrone di casa, Moshe Zakian. Moshe ha soltanto due anni piú di Amir, anche se è già marito di Sima e padre di due bambini. Non parla granché, preferisce fare, aggiustando qualunque cosa: serrature, elettricità, tubature otturate. E sua moglie Sima, che al contrario parla sempre e ha la battuta pronta, è il suo grande amore. Si vede a chilometri di distanza. Nell’appartamento di fronte vive il piccolo Yotam che si sente trascurato da quando Ghidi, il fratello grande, è morto soldato in Libano. Sua madre, infatti, non fa altro che singhiozzare e mormorare «Ghidi, oh Ghidi» circondata dalle amiche che cercano di calmarla.Nei paraggi si aggira Saddiq, il muratore arabo. Per prenderlo in giro, gli altri muratori lo chiamano Shaikh Saddiq, perché non sgarra di un millimetro quando si tratta di fare le misurazioni. Saddiq non ha una casa al Castel, ma vorrebbe averla, anzi riaverla. Nell’appartamento sopra il bilocale di Amir e Noa, quello costruito come una volta, pietra su pietra, prima che arrivassero i coloni ebrei, vivevano, infatti, i suoi. Sotto il mattone sopra la porta d’ingresso, dentro un sacchettino avvolto nella carta da giornale, sua madre ha nascosto qualcosa di importante per lei che, sia lodato Allah, Saddiq vorrebbe riportarle indietro.Quattro case e un desiderio struggente di trovare il proprio posto nel mondo, nel momento in cui il proprio mondo – Israele e le infinite anime che lo compongono – è sconvolto dall’assassinio del Primo Ministro Yitzhak Rabin: cosí potrebbe essere descritta quest’opera che ha rivelato il talento di Eshkol Nevo sulla scena letteraria internazionale. Vincitore di numerosi premi, tradotto in numerosi paesi, il romanzo appare ora in una rinnovata traduzione italiana, rivista sulla base delle preziose indicazioni dell’autore.

Fiori nelle tenebre
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Appelfeld, Aharon <1932-2018>

Fiori nelle tenebre / Aharon Appelfeld ; traduzione di Elena Loewenthal

Parma : Guanda, 2013

Abstract: La guerra è in corso quando Hugo compie undici anni e il ghetto della città ucraina in cui vive insieme alla madre è diventato un luogo ancora più insicuro. Dalla finestra dell'appartamento dove è rimasto solo con lei - il padre è stato spedito in un campo di lavoro - assiste alle deportazioni di uomini, donne, ragazzini come lui. Osserva quello che gli accade intorno, senza trovare un senso, e impara a non chiedere, ma ad ascoltare il silenzio tra le parole. E sarà proprio questa durissima educazione a permettergli di sopravvivere nell'unico rifugio che la madre, per disperazione, è riuscita a procurargli: lo sgabuzzino di un bordello, dove a occuparsi di lui è una prostituta, Mariana. Nascosto dietro la porta, in perenne attesa che si apra e arrivino un po' di cibo e di calore umano, Hugo sente quello che un ragazzino non dovrebbe sentire. Ma nelle tenebre giorno dopo giorno si fa largo la luce di Mariana, radiosa pur nelle sue intemperanze e nelle sue improvvise tristezze, focosa, seduttiva, profumata, irresistibilmente bella. Una magnifica, tragica creatura che gli insegna non soltanto i segreti del corpo e i turbamenti dell'amore, ma che cosa significa essere, fino in fondo e nel modo più importante, un uomo.