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Della gentilezza e del coraggio
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Materiale linguistico moderno

Carofiglio, Gianrico <1961->

Della gentilezza e del coraggio : breviario di politica e altre cose / Gianrico Carofiglio

Feltrinelli, 2020

Abstract: La qualità della vita democratica scaturisce innanzitutto dalla capacità di porre e di porsi buone domande, dalla capacità di dubitare. E questo vale tanto per chi il potere ce l'ha quanto, forse soprattutto, per chi apparentemente non ce l'ha. Cioè noi. Perché i cittadini hanno un potere nascosto, che li distingue dai sudditi e che deriva proprio dall'esercizio della critica e dunque della sorveglianza. In queste pagine Gianrico Carofiglio, con la sua scrittura affilata e la sua arte di narratore, ci accompagna in un viaggio nel tempo e nello spazio e costruisce un sommario di regole - o meglio suggerimenti - per una nuova pratica della convivenza civile. Una pratica che nasce dall'accettazione attiva dell'incertezza e della complessità del mondo ed elabora gli strumenti di un agire collettivo laico, tollerante ed efficace. Partendo dagli insegnamenti dei maestri del lontano Oriente e passando per i moderni pensatori della politica, scopriamo un nuovo senso per parole antiche e fondamentali, prima fra tutte la parola gentilezza. Non c'entra nulla con le buone maniere, né con l'essere miti, ma disegna un nuovo modello di uomo civile, che accetta il conflitto e lo pratica secondo regole, in una dimensione audace e non distruttiva. Per questo la gentilezza, insieme al coraggio, diventa una dote dell'intelligenza, una virtù necessaria a trasformare il mondo. E contrastare tutte le forme di esercizio opaco del potere diventa un'attività sovversiva, che dovrà definire l'oggetto della nostra azione, della nostra ribellione.

Colore vivo
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Materiale linguistico moderno

Jablonski, Nina G.

Colore vivo : il significato biologico e sociale del colore della pelle / Nina G. Jablonski ; traduzione di Alberto Agliotti

Bollati Boringhieri, 2020

Abstract: «Tra i tratti più variabili delle popolazioni umane, il colore della pelle è quello più visibile, il più soggetto a commenti di ogni sorta e anche il più difficile da capire. In questo libro affascinante, Nina Jablonski si avventura in un campo minato e ne esce carica di insospettabili sorprese». Jared Diamond, autore di Armi, acciaio e malattie. Nina G. Jablonski è considerata l’esperta mondiale del colore della pelle. Molto attiva nel campo della divulgazione e nota per il suo infaticabile impegno pubblico contro il razzismo, è stata lei a confermare scientificamente che il nostro pigmento superficiale – ritenuto così importante da così tante persone – è una normale caratteristica biologica soggetta a due spinte opposte della selezione naturale. Leggendo le pagine affascinanti di Colore vivo impareremo che il razzismo nei confronti di popoli dalla pelle più scura non era proprio dell’Antichità. Egizi, greci e romani conoscevano bene le diverse gradazioni di colore (sapevano anche che mediamente le donne sono più chiare degli uomini, un dato di fatto, dal significato ignoto, che Nina Jablonski ha contribuito a verificare), ma non assegnavano al colore della pelle un valore morale. È solo con l’inizio della modernità, durante il periodo delle grandi esplorazioni, che inizia a vedersi il primo segnale di razzismo su base cromatica, per via del quale iniziò a svilupparsi la gigantesca, plurisecolare e atroce tratta degli schiavi dall’Africa. Il libro di Jablonski arriva fino al presente, alla moda dell’abbronzatura e al suo significato sociale. Attraverso esempi ben documentati, il libro ci insegna quanto variabile sia stato, nella storia e nelle diverse regioni del globo, il nostro atteggiamento nei confronti del colore della pelle. Ci insegna quanti danni abbia fatto il razzismo e quanto fragili siano – per non dire inesistenti – le sue basi scientifiche.

I mostri
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Materiale linguistico moderno

Calenda, Carlo <1973->

I mostri : e come sconfiggerli / Carlo Calenda

Feltrinelli, 2020

Abstract: Perché siamo insoddisfatti della politica? Da dove viene il vuoto di fiducia che ha allontanato i cittadini dalle istituzioni? Di quale Europa siamo tanto diffidenti? Carlo Calenda per la prima volta scrive un libro politico dedicato all’Italia e alle chimere profonde che ne fanno un paese immobile. Nel pieno della peggiore crisi dal Dopoguerra, l'economia italiana rischia di fermarsi. E allora come mai perdiamo tempo a combattere uno scontro ideologico vuoto e posticcio? Secondo Carlo Calenda, negli ultimi decenni gli italiani si sono assuefatti a un modo di guardare alla politica che li affascina e poi li pietrifica, come se subissero lo sguardo di Medusa, incapaci di tagliare la testa alla Gorgone che incarna i loro vizi. È la politica che ha bisogno di nuovi eroi prepotenti e muscolari. E poi c'è l'insofferenza profonda per le aspettative tradite: un sentimento bruto e cieco, capace della ferocia del Minotauro. D'altra parte, l'Italia è il paese della grande bellezza: la classe dirigente e i media sono cinici e nichilisti come Narciso. Oltre alla propria immagine riflessa, tutto il resto è brutto e sporco. E questo atteggiamento ha spinto il paese nel pantano della rassegnazione. La frattura tra lo Stato e i cittadini è la stessa che separa il progresso dalla società: se il progresso avanza troppo velocemente rispetto alla capacità della società di comprenderlo e dirigerlo, i cittadini si sentono spossessati del loro destino. La paura, la chiusura e l'aggressività sono reazioni inevitabili. Per costruire un percorso di cambiamento serve la fiducia. Calenda per la prima volta scrive un libro politico dedicato all'Italia e alle chimere che dobbiamo vincere. Non possiamo più permetterci di ignorarle, perché viviamo in tempi difficili e imprevedibili. L'Occidente è fragile e noi siamo fragilissimi. La cattiva notizia è che i mostri convengono a qualcuno. Quella buona è che si possono combattere. L'Italia è più forte di chi la vuole debole, e i nostri mostri possono essere sconfitti.

Proteggiamo l'acqua
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Materiale linguistico moderno

Water Family <associazione> - Trève, Nicolas <illustratore>

Proteggiamo l'acqua : manuale del giovane ecologista / testi Water Family ; illustrazioni Nicolas Trève ; prefazione di Carlo Petrini

Slow Food, 2020

Abstract: Che cos'è l'acqua? A cosa serve e a chi? Qual è il suo ruolo nell'equilibrio della natura? Sono alcune delle domande a cui risponde quest'utile compendio dedicato ai bambini. Attraverso testi semplici, illustrazioni e attività pratiche, i giovani lettori potranno comprendere l'importanza dell’acqua, i rischi che sta correndo, e soprattutto, le soluzioni da da mettere in atto per proteggerla: piccole azioni quotidiane per diventare cittadini ecoresponsabili. Perché senz’acqua non c’è vita! E per continuare domani a beneficiare di questo tesoro è oggi che bisogna agire, tutti insieme.

We will survive!
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Materiale linguistico moderno

We will survive! : storia del movimento LGBTIQ+ in Italia / a cura di Paolo Pedote, Nicoletta Poidimani

Mimesis, 2020

Abstract: Quando si parla del movimento LGBTIQ+ e delle tappe che hanno segnato la sua nascita e crescita, si fa riferimento quasi sempre ai paesi precursori e a episodi balzati agli onori delle cronache internazionali. La notte tra il 27 e il 28 giugno 1969 a New York, con i moti di Stonewall, segnò certamente la storia della battaglia per i diritti civili, ma l'emancipazione della comunità LGBTIQ+ nel mondo è passata anche attraverso storie peculiari, tra loro molto differenti, e non solo attraverso modelli condivisi. Questo volume è uno strumento utile per conoscere l'evoluzione del movimento per i diritti delle persone omosessuali e transessuali in Italia. Una sfida culturale e sociale cominciata oltre quarant'anni fa - e che oggi ha ancora pregiudizi da estirpare -, raccontata attraverso le biografie, le pratiche, le difficoltà e le conquiste di chi ha preso parte alla lotta alla discriminazione omo/lesbo/transfobica.

Cattiva memoria
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Materiale linguistico moderno

Flores, Marcello <1945->

Cattiva memoria : perché è difficile fare i conti con la storia / Marcello Flores

Il Mulino, 2020

Abstract: Negli ultimi decenni il ruolo della memoria nella vita pubblica è cresciuto costantemente, ma in parallelo è diminuito il peso della storia nel costruire la nostra conoscenza e sensibilità del passato. Un processo accentuatosi con il sempre maggiore intervento della politica e delle istituzioni nel creare «leggi di memoria», «luoghi di memoria», monumenti, memoriali; ma anche con il contributo che i mass media, la letteratura, il cinema e la televisione danno a una lettura e ricordo del passato spesso lontani dalla coerenza di una narrazione storica rispettosa della verità. Il libro analizza questo contraddittorio e complesso rapporto tra storia e memoria, per quanto riguarda sia l’Italia e l’Europa sia un mondo sempre più globalizzato e propenso a guardare al passato in termini strumentali rispetto alle esigenze del presente.

Troppa famiglia fa male
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Materiale linguistico moderno

Pigozzi, Laura <1959->

Troppa famiglia fa male : come la dipendenza materna crea adulti bambini (e pessimi cittadini) / Laura Pigozzi

Rizzoli, 2020

Abstract: I genitori hanno rinunciato al ruolo di guida proteggendo all’infinito i figli: è il plusmaterno che nasce dal fallimento della cura e sospende il momento della responsabilità. La generazione che ha contestato sta crescendo figli e nipoti docili, pronti all’assoggettamento. Cosa è successo? I giovani che non dissentono permettono al fantasma mai sconfitto dell’antica tendenza dell’essere umano alla sottomissione di giocare la partita della vita al posto loro, rovesciandola in morte. Laura Pigozzi, psicoanalista autorevole, esplora in questo saggio come lo scacco della famiglia sia la radice di una tragedia sociale più vasta e ferocemente distruttiva. Attraverso il concetto di disobbedienza civile elaborato da Hannah Arendt, prende forma in queste pagine una inedita rilettura delle origini del totalitarismo che per la prima volta riesce a spiegare le conseguenze politiche della pulsione di morte freudiana e ci permette di riscoprire alcuni casi emblematici di rapporti genitoriali fallimentari, come quello di Hitler con sua madre. «L’adattamento di un giovane» ci ricorda l’autrice «ha sempre qualcosa di immorale» perché sia un soggetto che una comunità si fondano sulla divergenza. È nelle famiglie che i ragazzi dovrebbero allenarsi a trovare lo slancio verso l’esterno, diventando adulti. Fallire questa trasformazione significa condannarli a un’eterna infanzia, che apre le porte non solo ai dittatori bambini ma anche a quelli veri.

Gli italiani che hanno fatto la Francia
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Materiale linguistico moderno

Toscano, Alberto <1948->

Gli italiani che hanno fatto la Francia : da Leonardo a Pierre Cardin / Alberto Toscano ; traduzione di Marta Teitelbaum e Alberto Toscano

Baldini+Castoldi, 2020

Abstract: Dalle scienze alla politica, dalla commedia alla pittura, dalla musica al cinema, dall'architettura alla moda e allo sport: tanti sono gli italiani che hanno contribuito a fare grande la Francia. Da Leonardo da Vinci a Pierre Cardin, da Caterina de' Medici a Émile Zola fino a Yves Montand... Questo libro non raccoglie biografie, ma traccia un itinerario attraverso le eredità che questi due paesi, l'Italia e la Francia, condividono. Il risultato è il racconto di una storia veramente europea: a suon di aneddoti e avvenimenti storici, Alberto Toscano illustra secoli di scambi culturali. La storia ci insegna, infatti, che malgrado le difficoltà, l'arte, la cultura e la bellezza sono frutto di emigrazioni, integrazione e conoscenza: "Gli italiani che hanno fatto la Francia" vuole essere un tassello nel grande mosaico di una memoria da ritrovare e (finalmente) da valorizzare.

Il veliero sul tetto
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Materiale linguistico moderno

Rumiz, Paolo <1947->

Il veliero sul tetto : appunti per una clausura / Paolo Rumiz

Feltrinelli, 2020

Abstract: Nel vuoto della quarantena, la bora pulisce l’aria, il mondo è sfebbrato, respira. La casa miagola, geme, rimbomba come un pianoforte pieno di vento mentre la città stessa vibra come un sismografo su linee di faglia. E un mattino Rumiz sale per una botolafin sul tetto, che diventa il suo veliero. Lì il suo sguardo si fa aeronautico, gli spalanca la visione della catastrofe e allo stesso tempo del potenziale di intelligenza e solidarietà che può ancora evitarla. Gli svela un’Europa col fiato sospeso, dai villaggi irlandesi alle isole estreme delle Cicladi, dalle valli più segrete dei Carpazi al lento fluire della Neva a Pietroburgo. Milioni di persone che vegliano, incerte sul loro futuro. Gli affetti veri sono resi più vicini dalla forzata lontananza, e si scrive a chi si ama come soldati in trincea, mentre il virus accelera la presa d’atto di un processo che obbliga a riprogettare il proprio ruolo di cittadini in un mondo diverso. Della clausura Paolo Rumiz tiene un diario che entra sotto la pelle della cronaca, per restituirci il cuore di una grande mutazione, al termine della quale non saremo più gli stessi. "Quando tutto sarà finito, dovremo affrontare sfide immani, ma con la nostra presenza in carne e ossa, dando contenuti umani alla politica che è stata svuotatada interessi più grandi di noi. Esserci, con il corpo." Saprò tornare alla normalità? Oppure è la normalità il problema?

La cultura orizzontale
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Materiale linguistico moderno

Solimine, Giovanni <1951-> - Zanchini, Giorgio <1967->

La cultura orizzontale / Giovanni Solimine, Giorgio Zanchini

Laterza, 2020

Abstract: Si legge in modo diverso dal passato, ci si informa in maniera più complessa di come lo si faceva solo pochi anni fa. E sono soprattutto i giovani ad avere abitudini di consumo culturale e mediale assai lontane da quelle dei loro genitori. Ma cos'è questo nuovo che sta prendendo il posto del vecchio? E che effetti la rete sta producendo sulla trasmissione, sulla produzione e sul concetto stesso di cultura?

Ma perché siamo ancora fascisti?
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Materiale linguistico moderno

Filippi, Francesco <1981->

Ma perché siamo ancora fascisti? : un conto rimasto aperto / Francesco Filippi

Bollati Boringhieri, 2020

Abstract: L'autore dirige la sua affilata analisi verso i motivi che hanno portato tanti nostri concittadini a cadere vittime, ancora oggi, di una propaganda iniziata oltre due generazioni fa. Com'è possibile - ci si chiede in molti - che dopo tutto quello che è successo - dopo una guerra disastrosa, milioni di morti, l'infamia delle leggi razziali, la vergogna dell'occupazione coloniale, una politica interna economicamente fallimentare, una politica estera aggressiva e criminale, un'attitudine culturale liberticida, una sanguinosa e lunga guerra civile... - oggi ci guardiamo intorno, ben addentro al terzo millennio, e ci scopriamo ancora fascisti? Ma cos'altro avrebbe dovuto succedere per convincere gli italiani che il fascismo è stato una rovina? Eppure ancora si moltiplicano le svastiche sui muri delle città, cresce l'antisemitismo, un diffuso sentimento razzista permea tutti i settori della società e il passare del tempo sembra aver edulcorato il ricordo del periodo più oscuro e violento d'Italia: a quanto pare la storia non ci ha insegnato abbastanza, non ci ha resi immuni. Per aiutarci a capire perché, Filippi in questo libro ci racconta molte cose: ci racconta com'è finita la guerra, cosa è stato fatto al termine del conflitto e cosa non è stato fatto, quali provvedimenti sono stati presi nei confronti dei responsabili, quali invece non sono stati presi, cosa hanno scritto gli intellettuali e gli storici e cosa non hanno scritto, cosa è stato insegnato alle nuove generazioni e cosa invece è stato omesso e perché. Soprattutto, ci mostra come noi italiani ci siamo raccontati e autoassolti nel nostro immaginario di cittadini democratici, senza mai fermarci a fare davvero i conti col passato. Che, infatti, non è passato.

Manuale di autodistruzione
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Materiale linguistico moderno

Donner, Marian <1974->

Manuale di autodistruzione : perché dobbiamo bere, sanguinare, ballare e amare di più / Marian Donner ; traduzione di Marco Cavallo

Il Saggiatore, 2020

Abstract: Il mondo è degli anticonformisti, dei sognatori, di chi riesce a liberare le potenzialità nascoste. Te lo ripetono tutte le pubblicità: Think different, Dream crazy, Just do it! Anche tu puoi farcela, con il manuale giusto, la motivazione giusta e la dieta giusta. Balle. Nessuna ditta vuole dipendenti che non rispettano le regole; i ribelli sono accettati solo entro precisi limiti; l'unica libertà che il mercato e il mondo ti offrono è quella di essere un consumatore ottimista, produttivo e ligio allo statu quo, come tutti quanti. E se non ci riesci è solo colpa tua. "Manuale di autodistruzione" è per quelli che non ci stanno: è per chi non si adegua ai modelli estetici impossibili dei corpi perfetti figli di Photoshop; per chi vuole poter lamentarsi ed essere pure infelice; per chi si rifiuta di plasmare la propria vita in funzione del giudizio altrui; per chi balla tutta la notte fregandosene dell'ora a cui suona la sveglia il giorno dopo; per chi beve troppo e litiga per cose importantissime con sconosciuti (per poi dimenticarsene); per chi crede che l'amore sia azzuffarsi, rinunciare a cambiare l'altro, dire ancora una volta «Mi dispiace» e poi fare l'amore fino all'alba. Seguite i consigli di Marian Donner: non avrete un corpo perfetto, nessuno metterà like sulla vostra pagina, forse non farete carriera, sarete un ingranaggio fuori posto. Ma sarete vivi.

Voglio il cellulare!
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Materiale linguistico moderno

Lavenia, Giuseppe <psicoterapeuta>

Voglio il cellulare! : quando? quanto? come? : tutte le risposte / Giuseppe Lavenia

Mondadori, 2020

Abstract: Glielo regalo oppure no? Il cellulare è uno strumento complesso che affascina tutti, in particolare i ragazzi, ma che nemmeno gli adulti conoscono bene. Semplifica la vita ma al contempo la rende anche più complicata, perché distrae, non lascia il tempo di vivere il presente, espone a dei rischi. È la chiave di accesso a un universo di potenzialità, ma pensato e rivolto a un pubblico adulto. I nativi digitali sanno usare la tecnologia in modo immediato e naturale e vedono il cellulare come qualcosa di necessario per sentirsi parte di un gruppo, a scuola e in società. Ma qual è l'età giusta per dare ai ragazzi questo strumento? Come si fa a essere sicuri che abbiano i mezzi e le capacità per affrontare il web? A cosa bisogna stare davvero attenti? Un manuale pratico per aiutare i genitori a trovare le risposte, imparare a conoscere le esigenze in continua evoluzione dei ragazzi e acquisire gli strumenti per esplorare le capacità personali dei propri figli.

Il dopo
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Materiale linguistico moderno

Capua, Ilaria <1966->

Il dopo : il virus che ci ha costretto a cambiare mappa mentale / Ilaria Capua

Mondadori, 2020

Abstract: In un momento imprecisato del 2019 si è verificato un evento biologico di eccezionale rarità: un virus animale ha fatto un salto di specie arrivando nell’uomo. Dalla metropoli cinese di Wuhan, il SARS-CoV-2 si è diffuso rapidamente in oltre duecento paesi. È ciò che gli esperti chiamano «pandemia». Nell’attesa di soluzioni e strategie per la crisi sanitaria, economica e finanziaria in corso, Ilaria Capua, una delle voci più autorevoli della virologia internazionale, prova a buttare cuore e sguardo oltre questo tempo di mezzo e a mettere a fuoco sia le cause sia le opportunità che esso nasconde. Secondo l’autrice, infatti, si può considerare la comparsa del SARS-CoV-2 uno stress test, in grado di misurare le fragilità del nostro sistema. Questo patogeno dalle dimensioni infinitesimali ha messo l’umanità intera di fronte al disequilibrio creato nel rapporto con la natura, alla riscoperta della propria dimensione terrena e della caducità che le è connaturata, all’arbitrarietà dell’organizzazione sociale che si è data, delle sue scale di valori, del concetto stesso di salute pubblica. In altre parole, ha preso tutto ciò che ritenevamo certo, indiscutibile, e ce l’ha mostrato per quello che è: una scelta, basata su una visione parziale delle cose. Uno dei motti di Ilaria Capua è: «Every cloud has a silver lining», ogni nuvola ha una cornice d’argento. Se è vero anche una pandemia, mentre ci scuote dalle radici, ha qualcosa da insegnarci. Per esempio, che dobbiamo modificare il nostro atteggiamento nei confronti della natura e della biodiversità, ponendoci come guardiani anziché invasori. Che la tecnologia, se riusciamo a non esserne schiavi, può essere lo strumento straordinario che ci permette di difendere la socialità anche in tempi di distanziamento fisico. Che, se vogliamo una società informata, matura, la scienza non può essere messa all’angolo, ma deve tornare ad avere un ruolo centrale nella conoscenza. Se non vogliamo farci travolgere, insomma, dobbiamo considerare i segnali che questo evento storico sta facendo emergere, riflettere sul dopo e ripensare il mondo. Perché è a questo che stiamo andando incontro: a un mondo nuovo.

L'Italia si è rotta
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Materiale linguistico moderno

Pansa, Giampaolo <1935-2020>

L'Italia si è rotta / Giampaolo Pansa ; con uno scritto di Pietrangelo Buttafuoco

Rizzoli, 2020

Abstract: "Il nostro è un Paese perduto. Travolto dalla cattiva politica, da partiti e governi incompetenti e corrotti dalla brama di potere. Sempre più diviso tra ricchi e poveri. Guastato dalle ruberie di personaggi pubblici e privati e dall'inosservanza delle leggi da parte di molti. In questi ultimi anni mi sono sempre più spesso domandato: che cosa ci accadrà domani? I miei ultimi lavori guardavano al passato, questo si spinge nel futuro". Con queste parole dolenti Pansa avrebbe iniziato questo libro rimasto incompiuto e nel quale descrive con ferocia l'Italia sottosopra che intravvedeva. Un Paese dove i vecchi sono le prime vittime degli effetti nefasti della crisi politico-economica. Insieme agli italiani onesti e alle donne, vittime di mariti e compagni violenti. Il narratore è un giornalista settantenne che vive a Roma e racconta la deriva dell'Italia a cominciare dal 2020, anno bisestile e maledetto. Tra grandi bufere invernali, estati torride e una crisi economica senza uguali, l'Italia appare un territorio abbandonato a se stesso. Il finale è a sorpresa, perché anche nelle grandi crisi si nasconde sempre qualche fermento nuovo e inaspettato.

Critica della ragione digitale
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Materiale linguistico moderno

Bencivenga, Ermanno <1950->

Critica della ragione digitale : come ci trasforma la rivoluzione tecnologica / Ermanno Bencivenga

Feltrinelli, 2020

Abstract: Da duemila anni la tecnologia, dalla scrittura alla stampa alla rete, ci trasforma. Oggi ci troviamo al centro di un cambio di paradigma: è il momento di chiederci come cambiano la nostra identità e la nostra postura nel mondo. Internet ci rende stupidi? Abituati alla velocità con cui accediamo alle informazioni, viene meno in noi la pazienza richiesta da un libro o da un articolo lungo e complicato. Dopo una pagina o due ci innervosiamo, perdiamo il filo, avvertiamo l’esigenza di occuparci d’altro, di cambiare attività. La concentrazione nella lettura ci è divenuta estranea. Oggi l’umanità è totalmente connessa. E quindi: che fare con la novità rappresentata dalla rete, e in generale dalla civiltà digitale? Accettarla o rifiutarla? Per rispondere a questa domanda dobbiamo compiere un viaggio di duemila anni. Ermanno Bencivenga ci accompagna lungo questo cammino nella storia del pensiero occidentale: Platone è la nostra guida, Kant la stella polare. Così scopriamo che la nostra identità è stata messa in discussione da ogni rivoluzione tecnologica. Ciascun cambio di paradigma sconvolge l’universo delle nostre consuetudini e dei nostri desideri.Ogni giudizio di valore è interno e intrinseco a una particolare fase del tempo, del mondo e della Storia. Allora, la questione va riformulata: internet non ci rende più stupidi o più intelligenti, ma cambia profondamente la nostra postura nei confronti di noi stessi e del mondo. E ogni cambio di paradigma è un’occasione preziosa e insostituibile per chiederci chi siamo. "La pena per chi non conosce (e non vuole conoscere) il senso filosofico delle sue scelte di vita è vivere quelle scelte da vittima invece che da protagonista."

L'antifascismo non serve più a niente
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Materiale linguistico moderno

Greppi, Carlo <1982->

L'antifascismo non serve più a niente / Carlo Greppi

Laterza, 2020

Abstract: Immaginate un paese in cui si ripete costantemente «che c'entriamo noi col fascismo» e «ma poi, anche se fosse, tanto non era una dittatura, anzi ha fatto pure qualche cosa di buono». Immaginate un paese dove il crollo del fascismo viene chiamato anche "morte della patria", dove la Resistenza diventa un'eredità scomoda da nascondere quanto prima nella soffitta della memoria. Ecco, ora immaginate di mettere alla prova dei fatti queste parole che sono diventate quasi senso comune. È quello che fa questo breve libro ripercorrendo le ragioni per cui è necessario, ora più che mai, riprendere in mano la storia dell'antifascismo italiano e con essa le parole e le azioni di alcuni suoi protagonisti, uomini e donne del secolo scorso che dedicarono anni – e spesso decenni – a una lotta senza compromessi. Perché l'antifascismo, dalla marcia su Roma alla Liberazione, fu una risposta alla violenza di Stato, alla persecuzione, al conformismo, alla ferocia indiscriminata, al trasformismo, alla legge della fazione che aveva portato il paese alla rovina. Il fascismo era un regime assassino e criminale, che uccideva, imprigionava o costringeva alla fuga i suoi oppositori, un regime la cui "legalità" era al servizio di un progetto di annientamento e di guerra permanente, che era disposto a qualunque intrigo pur di salvare sé stesso, e che temeva la possibilità che i suoi avversari si alleassero per sconfiggerlo. E gli antifascisti cercarono di ribattere colpo su colpo, cercarono in molti modi e per strade diverse di resistere. Lo fecero con le parole, con la tenacia, con la capacità di disobbedire, con le armi, con l'intransigenza e, infine, con l'unità di azione, nella Resistenza. Quelli dell'antifascismo storico furono oltre vent'anni percorsi da un afflato etico, prima ancora che politico, che manca terribilmente nell'Italia di oggi. E che va recuperato.

Il virus che rende folli
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Materiale linguistico moderno

Lévy, Bernard-Henri <1948->

Il virus che rende folli / Bernard-Henri Lévy ; traduzione di Anna Maria Lorusso

La Nave di Teseo, 2020

Abstract: La pandemia che ha travolto le nostre vite dalla fine di febbraio non ha messo a repentaglio solo la nostra salute, né solo la nostra economia. A differenza delle altre epidemie della storia, ha travolto anche la nostra testa, portandoci a una specie di follia collettiva in cui si sono perse priorità, chiarezza di sguardo, obiettivi e capacità di giudizio. La “prima paura mondiale” (come è stato per la prima guerra mondiale) ha stravolto tutto, ed è ora di fare un bilancio. Bernard-Henri Lévy – filosofo e giornalista da sempre attento ai temi etici della contemporaneità – individua in cinque punti i rischi maggiori sul piano sociale e morale del Covid-19: la sanitarizzazione della società; l’idea di una “lezione del virus”, una sorta di lettura provvidenziale e punitiva della pandemia; l’apprezzamento del ritiro nelle proprie case, un confinamento prima noioso, poi sempre più dorato, protettivo; il riposizionamento dei valori della vita (per cui portare a spasso i cani è diventato essenziale, uscire a prendere un libro no) e infine la messa in secondo piano, anzi la neutralizzazione, di tutti gli altri problemi del mondo, come se non esistesse altro che la pandemia. È ora di recuperare, dopo questa esperienza disastrosa, un’idea di mondo e di vita più complessa. È ora di tornare a vivere. Senza dimenticare quello che abbiamo passato, ma andando oltre. Guardando più in là.

Virus
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Materiale linguistico moderno

Žižek, Slavoj <1949->

Virus : catastrofe e solidarietà / Slavoj Žižek ; traduzione di Valentina Salvati ... [et al.]

Ponte alle Grazie, 2020

Abstract: Dal febbraio al luglio del 2020, Slavoj Žižek ha seguito giorno per giorno l’inedita crisi pandemica, che ha radicalmente modificato l'esistenza degli individui, i rapporti fra popolo e Stato, le relazioni internazionali: risultato, uno straordinario diario filosofico-politico, originariamente pubblicato in e-book in edizioni successivamente aggiornate. Un libro imperdibile per chi, oltre alla tragica cronaca e all'informazione scientifica, avverta il bisogno di un interpretazione più ampia e lungimirante, diretta ai futuri mondi che, forse in maniera effimera, sono parsi possibili durante la pandemia.

Mad in Italy
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Materiale linguistico moderno

Ferraresi, Gabriele <1982->

Mad in Italy : manuale del trash italiano : 1980-2020 / Gabriele Ferraresi

Il Saggiatore, 2020

Abstract: Il Gabibbo che sfiora la top 10 dei singoli musicali più venduti. Gianfranco Funari candidato sindaco a Milano. Renato Pozzetto che gareggia nella Parigi-Dakar. Le televendite di Wanna Marchi e degli improbabili piazzisti di Telemarket. Monsignor Milingo che passa dal cantare a Sanremo allo sposarsi allo Yankee Stadium di New York. L’Uomo Gatto a Sarabanda. C’è un lo unico che collega queste immagini: un insieme di idiozia e genialità, cattivo gusto e spontaneità, ingenue velleità e spettacolari fallimenti, comportamenti immorali e manifestazioni grottesche, premesse drammatiche e risoluzioni comiche. In una parola, il trash.Gabriele Ferraresi ripercorre questo filo lungo gli ultimi quarant’anni di vita del nostro paese: gli arroganti e spensierati anni ottanta, incarnati dai paninari e da Jerry Calà, da Luis Miguel e dalla guida alle discoteche d’Italia di Gianni De Michelis; i colorati anni novanta, con il karaoke in tv e Luke Perry che passa da Beverly Hills 90210 a Vacanze di Natale 95, ma anche con Nino D’Angelo che gira una parodia di Titanic in salsa neomelodica; i primi anni del nuovo millennio, che scorrono inquieti tra il ministro Calderoli che sfoggia una maglietta irriverente su Maometto provocando scontri armati in Libia e l’epica lite in diretta tra Antonio Zequila e Adriano Pappalardo; e in ne lo spaventato e confuso decennio seguito a crisi economica e diffusione dei social, con il furto della salma di Mike Bongiorno e la webserie The Lady, la svolta mistica di Pippo Franco e il mistero delle nozze tra Pamela Prati e Mark Caltagirone.Mad in Italy è un pellegrinaggio alla scoperta della parte più esposta e meno raccontata dell’anima italiana: il tentativo di ricostruire il puzzle dell’identità nazionale attraverso i suoi tasselli più assurdi e volgari, per cercare di capire che cosa di noi è rimasto immutato nel tempo e come invece siamo cambiati. Un bestiario del trash contemporaneo in cui, tra vip in declino e anonimi individui baciati per un momento dalla gloria, riconoscere il nostro volto più vero e imbarazzante.