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Ma perché siamo ancora fascisti?
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Materiale linguistico moderno

Filippi, Francesco <1981->

Ma perché siamo ancora fascisti? : un conto rimasto aperto / Francesco Filippi

Bollati Boringhieri, 2020

Abstract: L'autore dirige la sua affilata analisi verso i motivi che hanno portato tanti nostri concittadini a cadere vittime, ancora oggi, di una propaganda iniziata oltre due generazioni fa. Com'è possibile - ci si chiede in molti - che dopo tutto quello che è successo - dopo una guerra disastrosa, milioni di morti, l'infamia delle leggi razziali, la vergogna dell'occupazione coloniale, una politica interna economicamente fallimentare, una politica estera aggressiva e criminale, un'attitudine culturale liberticida, una sanguinosa e lunga guerra civile... - oggi ci guardiamo intorno, ben addentro al terzo millennio, e ci scopriamo ancora fascisti? Ma cos'altro avrebbe dovuto succedere per convincere gli italiani che il fascismo è stato una rovina? Eppure ancora si moltiplicano le svastiche sui muri delle città, cresce l'antisemitismo, un diffuso sentimento razzista permea tutti i settori della società e il passare del tempo sembra aver edulcorato il ricordo del periodo più oscuro e violento d'Italia: a quanto pare la storia non ci ha insegnato abbastanza, non ci ha resi immuni. Per aiutarci a capire perché, Filippi in questo libro ci racconta molte cose: ci racconta com'è finita la guerra, cosa è stato fatto al termine del conflitto e cosa non è stato fatto, quali provvedimenti sono stati presi nei confronti dei responsabili, quali invece non sono stati presi, cosa hanno scritto gli intellettuali e gli storici e cosa non hanno scritto, cosa è stato insegnato alle nuove generazioni e cosa invece è stato omesso e perché. Soprattutto, ci mostra come noi italiani ci siamo raccontati e autoassolti nel nostro immaginario di cittadini democratici, senza mai fermarci a fare davvero i conti col passato. Che, infatti, non è passato.

Manuale di autodistruzione
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Materiale linguistico moderno

Donner, Marian <1974->

Manuale di autodistruzione : perché dobbiamo bere, sanguinare, ballare e amare di più / Marian Donner ; traduzione di Marco Cavallo

Il Saggiatore, 2020

Abstract: Il mondo è degli anticonformisti, dei sognatori, di chi riesce a liberare le potenzialità nascoste. Te lo ripetono tutte le pubblicità: Think different, Dream crazy, Just do it! Anche tu puoi farcela, con il manuale giusto, la motivazione giusta e la dieta giusta. Balle. Nessuna ditta vuole dipendenti che non rispettano le regole; i ribelli sono accettati solo entro precisi limiti; l'unica libertà che il mercato e il mondo ti offrono è quella di essere un consumatore ottimista, produttivo e ligio allo statu quo, come tutti quanti. E se non ci riesci è solo colpa tua. "Manuale di autodistruzione" è per quelli che non ci stanno: è per chi non si adegua ai modelli estetici impossibili dei corpi perfetti figli di Photoshop; per chi vuole poter lamentarsi ed essere pure infelice; per chi si rifiuta di plasmare la propria vita in funzione del giudizio altrui; per chi balla tutta la notte fregandosene dell'ora a cui suona la sveglia il giorno dopo; per chi beve troppo e litiga per cose importantissime con sconosciuti (per poi dimenticarsene); per chi crede che l'amore sia azzuffarsi, rinunciare a cambiare l'altro, dire ancora una volta «Mi dispiace» e poi fare l'amore fino all'alba. Seguite i consigli di Marian Donner: non avrete un corpo perfetto, nessuno metterà like sulla vostra pagina, forse non farete carriera, sarete un ingranaggio fuori posto. Ma sarete vivi.

Il dopo
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Materiale linguistico moderno

Capua, Ilaria <1966->

Il dopo : il virus che ci ha costretto a cambiare mappa mentale / Ilaria Capua

Mondadori, 2020

Abstract: In un momento imprecisato del 2019 si è verificato un evento biologico di eccezionale rarità: un virus animale ha fatto un salto di specie arrivando nell’uomo. Dalla metropoli cinese di Wuhan, il SARS-CoV-2 si è diffuso rapidamente in oltre duecento paesi. È ciò che gli esperti chiamano «pandemia». Nell’attesa di soluzioni e strategie per la crisi sanitaria, economica e finanziaria in corso, Ilaria Capua, una delle voci più autorevoli della virologia internazionale, prova a buttare cuore e sguardo oltre questo tempo di mezzo e a mettere a fuoco sia le cause sia le opportunità che esso nasconde. Secondo l’autrice, infatti, si può considerare la comparsa del SARS-CoV-2 uno stress test, in grado di misurare le fragilità del nostro sistema. Questo patogeno dalle dimensioni infinitesimali ha messo l’umanità intera di fronte al disequilibrio creato nel rapporto con la natura, alla riscoperta della propria dimensione terrena e della caducità che le è connaturata, all’arbitrarietà dell’organizzazione sociale che si è data, delle sue scale di valori, del concetto stesso di salute pubblica. In altre parole, ha preso tutto ciò che ritenevamo certo, indiscutibile, e ce l’ha mostrato per quello che è: una scelta, basata su una visione parziale delle cose. Uno dei motti di Ilaria Capua è: «Every cloud has a silver lining», ogni nuvola ha una cornice d’argento. Se è vero anche una pandemia, mentre ci scuote dalle radici, ha qualcosa da insegnarci. Per esempio, che dobbiamo modificare il nostro atteggiamento nei confronti della natura e della biodiversità, ponendoci come guardiani anziché invasori. Che la tecnologia, se riusciamo a non esserne schiavi, può essere lo strumento straordinario che ci permette di difendere la socialità anche in tempi di distanziamento fisico. Che, se vogliamo una società informata, matura, la scienza non può essere messa all’angolo, ma deve tornare ad avere un ruolo centrale nella conoscenza. Se non vogliamo farci travolgere, insomma, dobbiamo considerare i segnali che questo evento storico sta facendo emergere, riflettere sul dopo e ripensare il mondo. Perché è a questo che stiamo andando incontro: a un mondo nuovo.

L'antifascismo non serve più a niente
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Materiale linguistico moderno

Greppi, Carlo <1982->

L'antifascismo non serve più a niente / Carlo Greppi

Laterza, 2020

Abstract: Immaginate un paese in cui si ripete costantemente «che c'entriamo noi col fascismo» e «ma poi, anche se fosse, tanto non era una dittatura, anzi ha fatto pure qualche cosa di buono». Immaginate un paese dove il crollo del fascismo viene chiamato anche "morte della patria", dove la Resistenza diventa un'eredità scomoda da nascondere quanto prima nella soffitta della memoria. Ecco, ora immaginate di mettere alla prova dei fatti queste parole che sono diventate quasi senso comune. È quello che fa questo breve libro ripercorrendo le ragioni per cui è necessario, ora più che mai, riprendere in mano la storia dell'antifascismo italiano e con essa le parole e le azioni di alcuni suoi protagonisti, uomini e donne del secolo scorso che dedicarono anni – e spesso decenni – a una lotta senza compromessi. Perché l'antifascismo, dalla marcia su Roma alla Liberazione, fu una risposta alla violenza di Stato, alla persecuzione, al conformismo, alla ferocia indiscriminata, al trasformismo, alla legge della fazione che aveva portato il paese alla rovina. Il fascismo era un regime assassino e criminale, che uccideva, imprigionava o costringeva alla fuga i suoi oppositori, un regime la cui "legalità" era al servizio di un progetto di annientamento e di guerra permanente, che era disposto a qualunque intrigo pur di salvare sé stesso, e che temeva la possibilità che i suoi avversari si alleassero per sconfiggerlo. E gli antifascisti cercarono di ribattere colpo su colpo, cercarono in molti modi e per strade diverse di resistere. Lo fecero con le parole, con la tenacia, con la capacità di disobbedire, con le armi, con l'intransigenza e, infine, con l'unità di azione, nella Resistenza. Quelli dell'antifascismo storico furono oltre vent'anni percorsi da un afflato etico, prima ancora che politico, che manca terribilmente nell'Italia di oggi. E che va recuperato.

Il virus che rende folli
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Materiale linguistico moderno

Lévy, Bernard-Henri <1948->

Il virus che rende folli / Bernard-Henri Lévy ; traduzione di Anna Maria Lorusso

La Nave di Teseo, 2020

Abstract: La pandemia che ha travolto le nostre vite dalla fine di febbraio non ha messo a repentaglio solo la nostra salute, né solo la nostra economia. A differenza delle altre epidemie della storia, ha travolto anche la nostra testa, portandoci a una specie di follia collettiva in cui si sono perse priorità, chiarezza di sguardo, obiettivi e capacità di giudizio. La “prima paura mondiale” (come è stato per la prima guerra mondiale) ha stravolto tutto, ed è ora di fare un bilancio. Bernard-Henri Lévy – filosofo e giornalista da sempre attento ai temi etici della contemporaneità – individua in cinque punti i rischi maggiori sul piano sociale e morale del Covid-19: la sanitarizzazione della società; l’idea di una “lezione del virus”, una sorta di lettura provvidenziale e punitiva della pandemia; l’apprezzamento del ritiro nelle proprie case, un confinamento prima noioso, poi sempre più dorato, protettivo; il riposizionamento dei valori della vita (per cui portare a spasso i cani è diventato essenziale, uscire a prendere un libro no) e infine la messa in secondo piano, anzi la neutralizzazione, di tutti gli altri problemi del mondo, come se non esistesse altro che la pandemia. È ora di recuperare, dopo questa esperienza disastrosa, un’idea di mondo e di vita più complessa. È ora di tornare a vivere. Senza dimenticare quello che abbiamo passato, ma andando oltre. Guardando più in là.

Virus
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Materiale linguistico moderno

Žižek, Slavoj <1949->

Virus : catastrofe e solidarietà / Slavoj Žižek ; traduzione di Valentina Salvati ... [et al.]

Ponte alle Grazie, 2020

Abstract: Dal febbraio al luglio del 2020, Slavoj Žižek ha seguito giorno per giorno l’inedita crisi pandemica, che ha radicalmente modificato l'esistenza degli individui, i rapporti fra popolo e Stato, le relazioni internazionali: risultato, uno straordinario diario filosofico-politico, originariamente pubblicato in e-book in edizioni successivamente aggiornate. Un libro imperdibile per chi, oltre alla tragica cronaca e all'informazione scientifica, avverta il bisogno di un interpretazione più ampia e lungimirante, diretta ai futuri mondi che, forse in maniera effimera, sono parsi possibili durante la pandemia.

Mad in Italy
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Materiale linguistico moderno

Ferraresi, Gabriele <1982->

Mad in Italy : manuale del trash italiano : 1980-2020 / Gabriele Ferraresi

Il Saggiatore, 2020

Abstract: Il Gabibbo che sfiora la top 10 dei singoli musicali più venduti. Gianfranco Funari candidato sindaco a Milano. Renato Pozzetto che gareggia nella Parigi-Dakar. Le televendite di Wanna Marchi e degli improbabili piazzisti di Telemarket. Monsignor Milingo che passa dal cantare a Sanremo allo sposarsi allo Yankee Stadium di New York. L’Uomo Gatto a Sarabanda. C’è un lo unico che collega queste immagini: un insieme di idiozia e genialità, cattivo gusto e spontaneità, ingenue velleità e spettacolari fallimenti, comportamenti immorali e manifestazioni grottesche, premesse drammatiche e risoluzioni comiche. In una parola, il trash.Gabriele Ferraresi ripercorre questo filo lungo gli ultimi quarant’anni di vita del nostro paese: gli arroganti e spensierati anni ottanta, incarnati dai paninari e da Jerry Calà, da Luis Miguel e dalla guida alle discoteche d’Italia di Gianni De Michelis; i colorati anni novanta, con il karaoke in tv e Luke Perry che passa da Beverly Hills 90210 a Vacanze di Natale 95, ma anche con Nino D’Angelo che gira una parodia di Titanic in salsa neomelodica; i primi anni del nuovo millennio, che scorrono inquieti tra il ministro Calderoli che sfoggia una maglietta irriverente su Maometto provocando scontri armati in Libia e l’epica lite in diretta tra Antonio Zequila e Adriano Pappalardo; e in ne lo spaventato e confuso decennio seguito a crisi economica e diffusione dei social, con il furto della salma di Mike Bongiorno e la webserie The Lady, la svolta mistica di Pippo Franco e il mistero delle nozze tra Pamela Prati e Mark Caltagirone.Mad in Italy è un pellegrinaggio alla scoperta della parte più esposta e meno raccontata dell’anima italiana: il tentativo di ricostruire il puzzle dell’identità nazionale attraverso i suoi tasselli più assurdi e volgari, per cercare di capire che cosa di noi è rimasto immutato nel tempo e come invece siamo cambiati. Un bestiario del trash contemporaneo in cui, tra vip in declino e anonimi individui baciati per un momento dalla gloria, riconoscere il nostro volto più vero e imbarazzante.

Una certa età
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Materiale linguistico moderno

Andreoli, Vittorino <1940->

Una certa età : per una nuova idea della vecchiaia / Vittorino Andreoli

Solferino, 2020

Abstract: In un mondo dove l'uomo crede di avere in mano il suo destino, corriamo un grande rischio: non ammettere che il filo rosso dell'esistenza si possa indebolire e spezzare e non comprendere gli aspetti positivi di ogni trasformazione a partire dalla bellezza di invecchiare. Vittorino Andreoli ci racconta la vecchiaia come capitolo originale dell'esistenza e non come un'età «malata». Chi ha «danzato a lungo col tempo» ha maggiore capacità di sperimentare la gioia e considerare il piacere. Talvolta è sufficiente un sorriso, un nipote che si mostra interessato ad ascoltare, l'affiorare di un sentimento puro. Il piacere si lega alla tenerezza, a una nuova intimità, alla lentezza di un gioco che impegna tutto il corpo e che si fa sempre più creativo, slegato com'è dai modelli prestazionali della cosiddetta «vita attiva». Siamo passati dalle generazioni biologiche a quelle psicologiche e, infine, a quelle digitali, che hanno ribaltato i rapporti tra giovani e vecchi, mettendo in crisi l'idea di saggezza e di autorevolezza. Ma è solo recuperando il ruolo cruciale dell'ultima età che possiamo iniziare a riparare la società in cui viviamo, sostituendo ai concetti meccanici di salute e malattia una nuova dimensione del «bendessere».

Progresso
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Materiale linguistico moderno

Schiavone, Aldo <1944->

Progresso / Aldo Schiavone

Il Mulino, 2020

Abstract: Una parola che sembra quasi da evitare, un ricordo di tempi lontani e di perdute ingenuità intellettuali. Eppure, l'idea di progresso esprime qualcosa di profondo e di essenziale: una rappresentazione della storia senza la quale la nostra identità e la nostra capacità di progettare il futuro sono a rischio. Scritte appena prima che iniziasse la crisi del Coronavirus, queste pagine, cui tocca oggi la più implacabile delle verifiche, si interrogano sulla funzione progressiva della tecnica e della scienza, che non sono una potenza estranea: sono nostre figlie, siamo noi.

Il dilemma dello sconosciuto
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Materiale linguistico moderno

Gladwell, Malcolm <1963->

Il dilemma dello sconosciuto : perché è così difficile capire chi non conosciamo / Malcom Gladwell ; traduzione di Eleonora Gallitelli

UTET, 2020

Abstract: In questo saggio Malcolm Gladwell segue un dubbio che tutti abbiamo e lo illumina attraverso la letteratura scientifica, ribaltando i nostri pregiudizi e fornendoci strumenti nuovi per navigare il mondo. Ci mostra come le strategie che usiamo per giudicare gli estranei non sono raffinate come pensiamo, ma poco più che letture superficiali, soggettive e terribilmente fragili. La verità è che, se abbiamo bisogno di capire gli sconosciuti, non siamo, tuttavia, per niente bravi a farlo. Le prove abbondano, nella storia e nella cronaca: il primo ministro inglese Chamberlain nel 1938 incontra Hitler, giudicandolo un uomo ragionevole e votato alla pace; una spia cubana riesce a infiltrarsi per decenni nella CIA, in barba a chi dovrebbe saper riconoscere un traditore; l'incomprensione tra un poliziotto e una donna fermata per un'infrazione monta incomprensibilmente fino all'arresto e al suicidio di lei in carcere. Sul confine tra il bisogno di empatizzare e quello di difenderci, tra la voglia di uscire finalmente di casa e la sicurezza di stare nelle nostre quattro mura, tutti ci barcameniamo in una missione forse impossibile ma necessaria: vivere nella società, collaborare con gli altri, spesso sconosciuti. E quando, inevitabilmente, qualcosa va storto? Poco male, ci spiega Gladwell. Quando tutte le armi a nostra disposizione si rivelano inadeguate, finiamo per usarne un'ultima, tanto umana quanto meschina: piuttosto che ammettere di non saper giudicare, preferiamo abbassare la soglia del sospetto e aumentare la distanza dagli altri, rovesciando tutta la colpa sullo sconosciuto.

Il grande libro del ghiaccio
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Materiale linguistico moderno

Camanni, Enrico <1957->

Il grande libro del ghiaccio / Enrico Camanni

Laterza, 2020

Abstract: Apparentemente algido e senza vita, il ghiaccio è un mondo a sé. Un mondo meravigliosamente vario, misteriosamente fuggevole e drammaticamente fragile che gli uomini hanno imparato a temere e ammirare nel corso dei millenni. Una esplorazione ancor più appassionante e necessaria nel tempo del riscaldamento climatico. Il fantastico racconto del ghiaccio oscilla tra il microscopico e il gigantesco. Le forme, i colori, perfino i suoni del ghiaccio, sono presenti tanto nelle sconfinate lande polari quanto nelle micro formazioni architettate accidentalmente dal gelo, che in natura si manifesta in forma di ghiaccio, neve, brina, galaverna, gelicidio e calabrosa. Si tratta di un mondo meravigliosamente vario, misteriosamente fuggevole e drammaticamente fragile, che gli uomini hanno imparato a temere e ammirare nel corso dei millenni, con cui si sono adattati a convivere, lottare e patteggiare, infine a godere e sfruttare fino a comprometterne l’esistenza. Il ghiaccio ha condizionato le sorti delle guerre dai tempi di Alessandro Magno, rallentato da una nevicata nella marcia verso l’India. Nell’inverno del 1572 il gelo aiutò gli archibugieri olandesi a beffare con i pattini da ghiaccio l’esercito spagnolo. A metà maggio del 1800 la neve e il ghiaccio ostacolarono la discesa di Napoleone in Italia attraverso il Colle del Gran San Bernardo, costringendo il generale Marmont a impiegare slitte e tronchi d’albero per il trasporto dei cannoni. Durante la prima guerra mondiale, la neve e il ghiaccio trasformarono il fronte alpino austro-italiano in una frontiera dai caratteri himalayani. In tempo di pace il ghiaccio ha condizionato le rotte dei commerci navali dall’estremo nord al più selvaggio sud del pianeta, ha ispirato nuove architetture e prodotto futuristiche tecnologie, ha modificato gli stili di vita dei popoli del freddo generando adattamenti esclusivi, risposte geniali e attrezzi risolutivi. I ghiacciai e le distese polari, descritti come le ultime macchie bianche del pianeta, hanno acceso le sfide dell’esplorazione. Il libro si dipana tra la lotta millenaria dell’uomo con il gelo e il radicale rovesciamento dei valori tra Settecento e Novecento, con la scoperta romantica dei ghiacciai, la neve degli sciatori e l’invenzione del ghiaccio artificiale, cioè la sua produzione a scopo alimentare, industriale e medico. Fino alla crisi attuale in cui l’uomo prende coscienza della propria responsabilità di fronte al riscaldamento climatico e alla fusione dei ghiacci.

La rivoluzione comincia dal tuo armadio
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Materiale linguistico moderno

Ciuni, Luisa <1959-> - Spadafora, Marina <1959->

La rivoluzione comincia dal tuo armadio : tutto quello che dovreste sapere sulla moda sostenibile / Luisa Ciuni, Marina Spadafora

Solferino, 2020

Abstract: Come ci vestiamo? Quali abiti compriamo? Quali marchi preferiamo? Non è mai una scelta neutrale. E può fare la differenza. Quello della moda etica è un fenomeno cresciuto lentamente, anche se oggi la consapevolezza di quanto l'industria tessile inquini l'ambiente e sfrutti la manodopera più povera è sempre più diffusa. Domande quali «chi cuce i miei vestiti?» o «dove finiscono le acque delle lavanderie?» oppure «di che cosa è fatta la maglietta che indosso?» esigono risposte sempre più rigorose e concrete. Luisa Ciuni e Marina Spadafora intrecciano le loro voci - di giornalista e di stilista militante - per raccontare l'avvento del fast fashion e le conseguenze del low cost, la bulimia dei consumi e le conseguenze dello spreco, le nuove schiavitù, l'esaurimento delle risorse e la crudeltà imposta agli animali. Eppure, l'innovazione tecnologica apre strade ecologiche, modelli di economia circolare consentono di sposare profitto ed equità e tra i Millennial si va affermando una spiccata sensibilità per la green fashion. Se è vero che la rivoluzione inizia dal nostro armadio, saper discernere tra ciò che è sostenibile e no è il primo irrinunciabile passo per garantire un futuro ai nostri figli e al nostro pianeta.

I cazzari del virus
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Materiale linguistico moderno

Scanzi, Andrea <1974->

I cazzari del virus : diario della pandemia tra eroi e chiaccheroni / Andrea Scanzi

Il Fatto quotidiano, 2020

Abstract: La fase 1 della pandemia è stata un susseguirsi di sparate senza precedenti. Trasversalmente, da un fronte all'altro, soprattutto i politici, hanno fatto a gara per chi la dicesse più grossa. Matteo Salvini, ormai affezionato a santini e rosari, chiede di andare a messa il giorno di Pasqua mentre l'altro Matteo, il fu rottamatore Renzi, parla a casaccio invocando la riapertura delle scuole a maggio creando lo scompiglio tra i virologi. Di errori così, compiuti non a febbraio quando la situazione ancora incerta sembrava sotto controllo ma in piena emergenza, si può stilare una lista infinita. E sono tutti raccontati in questo libro che Andrea Scanzi scrive con la sua solita pungente ironia e che è il giusto seguito del best seller "Il cazzaro verde". Una carrellata di eroi quotidiani e giullari chiacchieroni che hanno acceso il dibattito pubblico e le seguitissime dirette Facebook dell'autore durante la nostra quarantena.

Questa è l'America
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Materiale linguistico moderno

Costa, Francesco <1984 ; Catania>

Questa è l'America : storie per capire il presente degli Stati Uniti e il nostro futuro / Francesco Costa

Mondadori, 2020

Abstract: Ci sono pochi posti nel mondo dove il divario tra quello che crediamo di sapere e quello che sappiamo è tanto ampio quanto nel caso degli Stati Uniti. L'influenza statunitense nei nostri consumi è così longeva che pensiamo di conoscere bene l'America quando in realtà, nella gran parte dei casi, la nostra idea è un impasto di luoghi comuni e poche informazioni concrete. Convinti che gli statunitensi siano tutti armati fino ai denti, non sappiamo, per esempio, che la metà delle armi in circolazione in America è posseduta dal 3 per cento della popolazione. Coltiviamo il luogo comune per cui gli Stati Uniti usino la mano pesante contro l'evasione fiscale e i reati dei cosiddetti colletti bianchi, ma in carcere ci vanno ancora soprattutto ragazzi neri. Ragioniamo e discettiamo sulla cultura americana e sulla sua idea di Stato e libertà, paragonando il tutto a quello che succede qui da noi, senza sapere o tener conto che gli Stati Uniti sono un Paese molto poco popolato: ci sono più persone nella sola New York di quante ce ne siano in 40 dei 50 Stati. Siamo abituati a leggere l'intera politica estera statunitense innanzitutto sulla base del petrolio, e della necessità di trovarlo, ma oggi gli Stati Uniti sono pressoché indipendenti dal punto di vista energetico. L'elenco potrebbe continuare. Allo stesso modo, abbiamo accolto il risultato elettorale più clamoroso in quasi tre secoli di storia statunitense, la vittoria del repubblicano Donald Trump alle presidenziali del 2016, a pochi anni di distanza dell'elezione di Barack Obama, primo presidente nero, come la logica e prevedibile conseguenza dei nostri luoghi comuni. Eppure ci sono fatti e cambiamenti profondi e non sempre visibili che spiegano eventi così straordinari. In quest'anno così cruciale per la politica statunitense, che porterà all'elezione di un nuovo presidente o alla rielezione di Trump, Francesco Costa riflette sulle trasformazioni e i problemi dell'America, quella vera, raccontandoci il doloroso ma inesorabile smarrimento di un Paese speciale che diventa ogni giorno più normale.

La ricchezza del bene
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Materiale linguistico moderno

Leccese, Safiria <1970->

La ricchezza del bene : storie di imprenditori fra anima e business / Safiria Leccese

Terra santa, 2020

Abstract: «Come mai è così difficile raccontare le cose belle? E ancor più quelle che profumano di buono? Da un po' di tempo, nella mia mente di giornalista, girava questo pensiero. Forse - rimuginavo - perché, da che mondo è mondo, il bene non fa notizia. Ho voluto raccontare le storie di dieci imprenditori che hanno fatto dell'azienda una famiglia, che sono stati capaci di fare del bene non solo ai propri dipendenti, ma anche a un territorio, talvolta anche in Paesi lontani. "Storie di carne", esempi di un'imprenditoria che fa profitti importanti, mai realizzati calpestando le persone ma, anzi, valorizzandole. Per entrare in ogni storia sono andata sul posto, ho visitato le sedi centrali, ho trascorso del tempo con i fondatori, gli imprenditori, gli amministratori delegati, i collaboratori e i dipendenti; mi sono fatta raccontare dalla viva voce dei protagonisti come sono nate queste realtà e le iniziative di solidarietà e sostenibilità che hanno realizzato in Italia e nel mondo. Mi riesce difficile chiamarle "aziende", perché per quanto grandi, alcune leader a livello mondiale, per me hanno acquisito un nome e un volto, che ha dietro altri volti: genitori, mogli rimaste apparentemente dietro le quinte ma determinanti, collaboratori preziosi nel momento del bisogno. Non sono aziende, sono vite impastate in un'avventura imprenditoriale che dal nulla ha preso il via grazie a un'intuizione, seguita da una passione, messa a frutto da un talento.» (Safiria Leccese)

Un'economia per stare bene
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Materiale linguistico moderno

Fioramonti, Lorenzo <1977->

Un'economia per stare bene / Lorenzo Fioramonti

Chiarelettere, 2020

Abstract: La vera sfida dell'epoca contemporanea è governare gli effetti delle crisi ambientali e sanitarie. Da oltre un decennio l'ex ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti lavora a un modello di "economia per stare bene", la wellbeing economy, che pone al centro la qualità della vita delle persone e degli ecosistemi: i due aspetti infatti sono interconnessi e costituiscono la base di qualunque prospettiva di progresso umano. Fioramonti indica diverse strade da percorrere. A cominciare dalla scuola, cenerentola di tutti i governi italiani, e ora, in seguito alla pandemia, ancora più fragile, mentre invece dovrebbe essere la protagonista principale della ripartenza. Senza istruzione adeguata non c'è futuro. Parola di un ministro che, per assicurare maggiori fondi alla formazione e alla ricerca, ha proposto un "fisco intelligente", capace di incoraggiare consumi positivi per la salute e per l'ambiente e tassare quelli nocivi. L'era del Pil è finita. Serve un nuovo modello di crescita, che non produca i disastri sociali e ambientali degli ultimi decenni. Servono governi più innovativi, che abbiano il coraggio di sperimentare politiche economiche basate sulla sostenibilità. E imprese capaci di creare non solo profitto, ma anche benessere sociale e ambientale. Abbiamo gli strumenti e le tecnologie per rilanciare il paese e, con esso, il resto d'Europa. Ci vuole la volontà di farlo. Siamo noi a governare l'economia, non il contrario.

Dieci splendidi oggetti morti
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Materiale linguistico moderno

Mantellini, Massimo <1961->

Dieci splendidi oggetti morti / Massimo Mantellini

Einaudi, 2020

Abstract: Le carte stradali Michelin sono diventate navigatori gps; i telefoni fissi sono silenziosamente scomparsi dagli ingressi delle nostre abitazioni. Le cose, talvolta, segnano distanze istantanee tra generazioni, per il resto, ancora vicine. Questo libro segue la traiettoria di dieci oggetti che sono cambiati sotto i nostri occhi. Osserva chi li utilizza ancora e chi non li degna piú di uno sguardo. Si domanda cosa accada in quel passaggio. Se nel momento in cui un oggetto diventa desueto qualcosa che era in esso vada perduto; se qualcosa muti in noi, dopo che lo abbiamo abbandonato: dalle mappe al telefono, dalla penna alla lettera, dalla macchina fotografica ai giornali. Cosí gli oggetti di uso comune, molte delle tecnologie che utilizziamo ogni giorno, potranno essere considerate come i punti cardinali su una bussola. Raccontano chi eravamo e chi siamo diventati.

Il lavoro dello spirito
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Materiale linguistico moderno

Cacciari, Massimo <1944->

Il lavoro dello spirito : saggio su Max Weber / Massimo Cacciari

Adelphi, 2020

Abstract: Tra il 1917 e il 1919 Max Weber tenne due confe­renze dal titolo «Die geistige Arbeit als Beruf», che po­tremmo tradurre «Il lavoro dello spirito come professione». Formulazione quanto mai pregnante, perché rappresentava l’idea regolativa, il progetto e la speranza che avevano animato il mondo della grande cultura borghese tra Kant e Goethe, tra Romanticismo e Schiller, tra Fichte e Hegel, e avreb­bero costituito il filo conduttore dello stesso pensie­ro rivoluzionario successivo, da Feuerbach a Marx. Il «lavoro dello spirito» è il lavoro creativo, auto­nomo, il lavoro umano considerato in tutta la sua «attuosa potenza», e volgersi alla sua affermazione si­gnifica liberazione di ogni attività dalla condizio­ne di lavoro comandato, dipendente, e cioè alie­nato. Ma il suo dissolversi nella forma capitalistica di produzione, nell’universale «macchinismo», che fagocita quella Scienza che pure è l’autentico mo­tore dello sviluppo, finisce col delegittimare la stes­sa autorità politica, che nella «promessa di libera­zione» trova il proprio fondamento. La «gabbia di acciaio» è destinata dunque a imprigionare anche quel «lavoro dello spirito» che è la prassi politica? Lo spirito del capitalismo finirà col destrutturare completamente lo spazio del Politico, riducendolo alla forma del contratto? O tra Scienza e Politica sono ancora pensabili e possibili relazioni che ci affranchino dal nostro «debito» nei confronti del procedere senza mete né fini del sistema tecnico­ economico? Sono le «attuali» domande che, un seco­lo fa, nessuno ha posto con la drammatica chiarez­za di Max Weber – e con le quali, oggi, Massimo Cacciari si confronta.

Red mirror
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Materiale linguistico moderno

Pieranni, Simone <giornalista>

Red mirror : il nostro futuro si scrive in Cina / Simone Pieranni

2. ed.

Laterza, 2020

Abstract: Questo libro prefigura il nostro futuro prossimo. Quello quotidiano delle nostre case, delle città in cui abitiamo, fino ai nuovi e pervasivi usi che faremo degli smartphone. Ma questo futuro sta già accadendo in Cina: intelligenza artificiale, veicoli a guida autonoma, tecnologie green, smart city, riconoscimento facciale… Lì, chi progetta il nostro mondo di domani è già all’opera.

Figli che tacciono, gesti che parlano
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Materiale linguistico moderno

Fuster, Susana

Figli che tacciono, gesti che parlano : come capire ciò che gli adolescenti dicono senza parole / Susana Fuster ; traduzione di Elena Rolla

Salani, 2020

Abstract: Quanto è difficile comunicare con i figli di fronte ai silenzi che costellano la loro crescita? Lo sanno bene soprattutto i genitori e gli educatori degli adolescenti, che spesso sognano un libretto d’istruzioni che li guidi ad agire nel modo giusto. Con questo libro Susana Fuster, tra le massime esperte di comunicazione non verbale, insegna ai genitori come decifrare il comportamento dei figli. Anche senza le parole, infatti, il corpo parla e non sa mentire: l’importante è saper prestare la giusta attenzione a quello che dice. Imparando a osservare e leggere i segnali non verbali è possibile migliorare la comunicazione, accrescendo empatia e comprensione reciproca. Con il supporto di fotografie, disegni e schemi riassuntivi, questo saggio, scorrevole e ricco di esempi basati sulla vita quotidiana, accompagnail lettore alla scoperta delle differenze tra le varie forme di linguaggio, per riconoscere cosa si nasconde dietro un’espressione del volto, una postura corporea, la scelta di un capo di abbigliamento. Sulla base della vasta esperienza sul campo dell’autrice e di rigorosi studi scientifici, Figli che tacciono, gesti che parlano è un ottimo punto di partenza per riuscire a gestire in maniera più consapevole i rapporti interpersonali e costruire un florido scambio comunicativo con i propri figli.