Includi: nessuno dei seguenti filtri
× Paese Germania
× Lingue Francese
× Soggetto Sec. XXI
× Editore Giulio Einaudi editore <Torino>
× Soggetto Sociologia
Includi: tutti i seguenti filtri
× Soggetto Donne
× Editore Sperling & Kupfer <casa editrice>

Trovati 20 documenti.

Mostra parametri
Il segreto del mio turbante
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Ghulam, Nadia - Rotger, Agnes

Il segreto del mio turbante / Nadia Ghulam, Agnes Rotger ; traduzione di Hado Lyria

[Milano] : Sperling & Kupfer, 2012

Abstract: La vita della piccola Nadia scorre felice tra i banchi di scuola e i giochi all'aria aperta: Kabul le appare gioiosa e sempre in festa, con la musica che rallegra le strade e gli aquiloni che colorano il cielo. Ma quando scoppia la guerra civile, la sua famiglia precipita nell'orrore: una bomba distrugge la loro abitazione e la vita di Nadia ne è segnata per sempre. A soli otto anni rimane gravemente ustionata. Mentre la bambina è sottoposta a una lunga serie di interventi chirurgici, l'amato fratello Zelmai viene ucciso e il padre, reso pazzo dal dolore, diventa incapace di sostenere i suoi cari. Nel Paese dei talebani, che escludono le donne dalla società, una famiglia senza un uomo non può sopravvivere. È allora che Nadia prende l'unica decisione che può cambiarle un tragico destino: nasconde i capelli sotto un turbante, si fascia il petto, indossa abiti maschili e si fa chiamare con il nome del fratello morto. Diventa così Zelmai, un ragazzino intraprendente, furbo e determinato che, pur di dar da mangiare ai suoi cari, sfida la sorveglianza del regime arrivando addirittura a lavorare a stretto contatto con i talebani. Fino a quando, dopo dieci anni, qualcuno scopre il suo segreto... Questa storia vera è il resoconto autentico e sorprendente del dolore di una ragazzina; ma è anche una testimonianza di forza e determinazione eccezionale, che commuove a ogni pagina.

Ci vogliono le palle per essere una donna
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Moran, Caitlin <1975->

Ci vogliono le palle per essere una donna / Caitlin Moran ; traduzione di Sara Chiappara

Milano : Sperling & Kupfer, 2012

Abstract: A tredici anni, Caitlin Moran è una ragazzina cicciottella, senza amici, perennemente presa in giro dai maschi. E il giorno del suo compleanno, tra una torta/baguette con il Philadelphia e una lista delle cose da fare prima dei diciotto anni, ecco che la assale il dubbio da un milione di sterline: ma come si fa a diventare una donna? Oltre vent'anni dopo, ripercorrendo le esperienze che l'hanno aiutata a crescere, Caitlin prova a rispondere a quell'interrogativo. Partendo da un dato di fatto: non c'è mai stato un momento migliore nella storia per essere una donna. C'è il diritto di voto, la pillola anticoncezionale, e bruciare le streghe sul rogo è ormai decisamente poco glamour. Ma allora: abbiamo ancora bisogno del femminismo, oggi? Sì, se il femminismo non è quello delle accademie e dei talk-show in seconda serata. Sì, se il femminismo si occupa non solo di cose (importanti, per carità) come la disparità di retribuzione, la circoncisione femminile nel Terzo Mondo, la violenza domestica, ma anche di questioni più banali e quotidiane come la masturbazione, la depilazione, le micro-mutandine, l'irresistibile attrazione per il cioccolato, le borsette da mille euro e le tette rifatte. Sì, perché ogni donna non può che essere femminista, e perché il femminismo secondo Caitlin è decisamente divertente. Come questo libro.

La piccola sarta di Kabul
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Tzemach Lemmon, Gayle

La piccola sarta di Kabul / Gayle Tzemach Lemmon ; traduzione di Cristina Volpi

Milano : Sperling & Kupfer, 2011

Abstract: Afghanistan, settembre 1996. Il sole illumina gli ultimi giorni di libertà degli abitanti di Kabul. Kamila attraversa i corridoi della scuola, quando coglie per caso i discorsi di due ragazze. Sussurrano parole tremanti, che feriscono come lame: i talebani sono alle porte della capitale. Ancora non sa che di lì a poco il terrore si impadronirà delle strade e che il nuovo regime negherà qualsiasi diritto alle donne. La dura realtà le farà ben presto aprire gli occhi, mostrandole la ferocia di una dittatura che impone il burqa, che appende agli angoli delle vie le mani mozzate ai ladri, che non risparmia la violenza nemmeno ai ragazzini. La città si trova catapultata in un nuovo Medioevo, in cui lo sguardo del regime sorveglia severo ogni luogo e le donne non possono lavorare né studiare. Il padre e un fratello di Kamila sono costretti a rifugiarsi al Nord e, come loro, molti pensano che la fuga sia l'unica soluzione. Ma non Kamila, che decide di rimanere con le sorelle e il fratello minore, si arma di coraggio e sceglie di non arrendersi: impara a cucire, confeziona abiti che poi vende di nascosto e crea una scuola clandestina di sartoria. Sa bene che, se fosse scoperta, la pena sarebbe terribile. Ma la sopravvivenza della sua famiglia dipende solo da lei. Determinata ed eroica, riuscirà a dare lavoro e speranza a oltre cento donne, correndo ogni giorno il rischio di essere arrestata e condannata. Una storia vera che racconta come la forza delle donne possa davvero cambiare il mondo.

Bruciata con l'acido
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Naziran

Bruciata con l'acido / Naziran ; con Celia Mercier

Milano : Sperling & Kupfer, 2011

Abstract: Quaranta rupie. Tanto costa nei villaggi rurali del Pakistan - un flacone di vetriolo, l'arma letale che, ogni anno, condanna oltre centocinquanta donne a una fine atroce o, nel caso migliore, a un'esistenza d'inferno. Quaranta rupie, meno di mezzo euro: il prezzo di una vita. Naziran è una vittima dell'acido. All'età di vent'anni le è stato rubato il viso per sempre. Le hanno rovesciato addosso il vetriolo in piena notte, per ucciderla e sbarazzarsi di lei. Ma la sua voglia di vivere ha prevalso e il suo spirito di combattente, allenato da anni di violenze e di umiliazioni, le ha instillato la forza di ripartire e raccontare al mondo la sua storia. Quella di una bambina nata nella povertà, costretta a soli tredici anni a un matrimonio con un uomo crudele che, a suon di percosse e minacce, le ricorda ogni giorno la colpa di non avergli dato un erede maschio. E quando la morte di lui giunge come una liberazione, l'incubo si fa ancora più nero: il cognato la prende in casa come seconda moglie e le riversa contro tutto il suo odio, decidendone infine il terribile destino. Dopo la notte dell'acido, Naziran ha avuto il coraggio di denunciare il suo carnefice per ritrovare almeno la dignità che le era stata sottratta. Così quella donna fragile e fortissima è diventata il simbolo di una lotta disperata per fare uscire dall'ombra tutte le vittime di una tortura disumana.

Lettere alle mie figlie
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Koofi, Fawzia

Lettere alle mie figlie / Fawzia Koofi con Nadene Ghouri ; traduzione di Marilisa Santarone

Milano : Sperling & Kupfer, 2011

Abstract: Da noi, le figlie non sono le benvenute. Io, diciannovesima di ventitré fratelli, fui abbandonata da mia madre sotto il sole cocente dell'Afghanistan affinché morissi. Malgrado le numerose bruciature sono sopravvissuta, diventando la sua figlia preferita. Questa è stata la mia prima vittoria. Mio padre, per venticinque anni membro del Parlamento, era un uomo incorruttibile, molto legato alle tradizioni del nostro Paese. Venne ucciso dai mujaheddin. Fu allora che mia madre, analfabeta, decise di mandarmi a scuola: sono stata la prima femmina, in famiglia, a ricevere un'istruzione. Mentre infuriava la guerra civile, sono diventata insegnante di inglese, poi ho studiato medicina. Ho sposato l'uomo che amavo e gli ho dato due meravigliose bambine. Ma l'arrivo dei talebani ha suonato l'ultimo rintocco per la libertà. Mio marito, dopo aver subito lunghe torture in carcere, è morto di tubercolosi e io, imprigionata dal burqa, ho sentito la rabbia crescere in me. Da quel giorno la mia voce si è levata per difendere coloro che soffrono. Oggi che sono parlamentare, so che ogni ingiustizia e sofferenza che posso alleviare compensa in parte ciò che non ho potuto fare prima: salvare la vita di chi è abbandonato da tutti.

Finalmente libere
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Mancinelli, Antonio

Finalmente libere / Antonio Mancinelli

Milano : Sperling & Kupfer, 2011

Abstract: Arrivano. Senza che nessuno li abbia invitati. Bussano alla porta della vita con tale insistenza che a poco servono lifting e ritocchini vari. Sono gli anni, quelli che la torta non è abbastanza grande per tutte le candeline, quelli che si dichiarano soltanto sui moduli da compilare. Si invecchia, già. Anche se parlarne rimane un tabù. Eppure basta guardarsi intorno per realizzare che siamo circondati da donne over 45 (è questa la nuova soglia della maturità?) piene di energia, capacità, talento, intelligenza, resistenza. E allora, di vecchio, rimane soltanto la convinzione che il meglio è passato. Antonio Mancinelli ha fatto per le sue lettrici quello che chiunque, incalzato dal tempo che corre, vorrebbe fare: chiedere consiglio a chi ha già superato il finto ostacolo dei 45. E ha scovato verità inaspettate e dolci, sfatato miti e luoghi comuni, trovato conferme e vie d'uscita. Con una scrittura brillante e leggera ci conduce alla ricerca del segreto per affrontare serenamente il passare degli anni, attraverso le parole di oltre cinquanta ragazze di successo che hanno accettato di raccontare con onestà quello che nell'età del Grande Cambiamento fa paura ed entusiasma, fa guardare indietro, ma con il desiderio di andare sempre avanti. Con una rinnovata e superiore consapevolezza di quanto sia bello, appassionante, curioso essere donne. E, finalmente, libere.

E Dio nego' la donna
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Haziel, Vittoria <giornalista, scrittrice e regista>

E Dio nego' la donna / Vittoria Haziel

[Milano] : Sperling & Kupfer, [2008]

Abstract: Donne violate, sfruttate, cancellate, uccise: la guerra dei maschi contro le femmine ha fatto nei secoli più vittime di qualunque olocausto e non sembra affatto sul punto di ridimensionarsi. Anzi, i fondamentalismi che si sono riaccesi nell'ultimo periodo hanno rafforzato il razzismo contro le donne e reso di nuovo tragicamente attuali i veli, le infibulazioni, le lapidazioni, gli stupri etnici. Ma sarebbe sbagliato legare le discriminazioni e le violenze solo a situazioni sociali arretrate o a regimi scellerati. Nel suo viaggio attraverso gli inferni delle offese patite dalle donne, Vittoria Haziel arriva a scoprire le cause più profonde del maschilismo, radicate nella cultura antica di cui sono impregnati anche i testi sacri dell'ebraismo e del cristianesimo come a quelli dell'islamismo. I tre monoteismi relegano le donne nell'ombra, le riducono al silenzio, le marchiano con il segno del peccato. Stabiliscono leggi legate alla volontà di un dio sempre e solo maschio, che diventa così portatore di ingiustizie e simbolo di un insegnamento che calpesta la dignità femminile. Il patto patriarcale trasversale alle diverse culture a lungo è stato trasmesso, paradossalmente, dalle stesse donne. Per estirpare i fondamenti di queste tradizioni e opporsi alla pericolosa disarmonia che ne deriva, l'autrice propone strumenti e percorsi che permettono di ricongiungere il femminile e il maschile all'interno di ogni persona.

Il velo della paura
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Shariff, Samia

Il velo della paura / Samia Shariff ; traduzione di Claudia Lionetti

Milano : Sperling & Kupfer, [2007]

Abstract: La storia in prima persona di una donna che da sola è riuscita a spezzare le catene che la imprigionavano e raccontare al mondo la sua storia di violenza e abusi. Samia nasce a Parigi, da genitori algerini benestanti. A 7 anni la famiglia decide di tornare alle proprie radici, in quella Algeri sedotta dall'ideologia islamista. Samia, colpevole di essere nata femmina, cresce fra violenze fisiche e psicologiche, perpetrate tanto dal padre quanto dalla madre. A 16 anni è costretta a sposare un uomo più vecchio di lei, violento e crudele, da cui subisce abusi sessuali, minacce di morte, angherie di ogni tipo. Samia è una donna, e come tale non ha scelta: deve obbedire e sottomettersi. Il suo inferno durerà molti anni, fino a quando riuscirà a fuggire alla volta del Canada, insieme ai suoi figli. Verso una vita nuova.

Tra amiche
0 0 0
Materiale linguistico moderno

De Vizzi, Alessandra <1960->

Tra amiche / Alessandra De Vizzi

Milano : Sperling & Kupfer, [2007]

Abstract: Le amiche, la nostra ancora di salvezza, dai sei ai novant'anni. Quelle che sentiamo sempre vicine anche se abitano lontano cento chilometri, quelle che ci segnalano i settori della nostra vita che avrebbero bisogno di un restyling, quelle che se diciamo: Devo parlarti! sorridono e si aspettano confidenze su questioni di amore, corna, ufficio, denaro, figli, salute, dieta e oroscopo. Le nostre amiche del cuore sono il curriculum più chiaro e preciso che potremmo mai presentare. Perché in ognuna di loro c'è un pezzo di noi, una parte della nostra essenza, la magica scintilla che ci ha consentito di riconoscerci e stabilire un legame affettivo. In questo libro, Alessandra De Vizzi parla dell'amicizia femminile partendo dalle proprie esperienze personali ma anche da quelle delle sue amiche di sempre. Senza trascurare riferimenti cinematografici e televisivi, letterari e giornalistici.

Io, Safiya
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Hussaini Tungar Tudu, Safiya <1967-> - Masto, Raffaele <1953->

Io, Safiya / Safiya Hussaini Tungar Tudu con Raffaele Masto

Milano : Sperling & Kupfer, [2003]

Abstract: Safiya vive in un villaggio nel Nord della Nigeria, dove l'Islam applica la sua legge nel modo più arcaico e spietato. Secondo la Sharia, la legge islamica, le donne che partoriscono fuori dal matrimonio sono condannate alla lapidazione. Safiya è una di queste. Scampata per un soffio alla morte, simbolo di un duro scontro tra il potere centrale cristiano-animista e il potente establishment musulmano, Safiya racconta in prima persona la sua storia. Non solo quella di un simbolo nelle travagliate vicende dell'Africa contemporanea, ma anche e soprattutto i sentimenti e la visione del mondo di una donna vissuta da sempre in una comunità rurale e pacifica.

Il paese delle donne
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Namu, Yang Erche <1966-> - Mathieu, Christine

Il paese delle donne / Yang Erche Namu, Christine Mathieu ; traduzione di Emma Gasperoni

Milano : Sperling Kupfer, [2003]

Abstract: Il paese delle donne è quello del popolo Moso, un piccolo fazzoletto di terra cinese ai piedi dell'Himalaya. Figli di una civiltà fondata sul matriarcato, i Moso non conoscono né padri né mariti e, anzi, non possiedono nemmeno le parole per designarli; vivono l'amore con grande libertà e i loro legami si formano e si sciolgono senza costrizioni sociali. In questo remoto angolo del mondo, negli anni Sessanta, nasce Namu, ragazza ribelle e indipendente che sfida le regole della sua gente per costruirsi la sua vita. Fuggita dalla povertà della sua famiglia, viene notata da alcuni ufficiali cinesi e ammessa al conservatorio di Shanghai: imparerà lì a leggere e a scrivere diventando poi una cantante di fama internazionale.

La meta dimenticata
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Xinran <1958->

La meta dimenticata / Xinran ; prefazione di Renata Pisu

Milano : Sperling & Kupfer, [2002]

Abstract: Xinran, autrice e conduttrice di una trasmissione radiofonica, ha rotto il silenzio che avvolgeva la condizione delle donne cinesi svelando una realtà molto più sconcertante di ogni aspettativa. Donne di ceti ed età diverse hanno trovato la forza di raccontare la vita segreta della «metà dimenticata». Come Hongxue, l'adolescente che preferisce l'ospedale alle molestie sessuali di un padre dal quale nessuno la vuole proteggere. O le giovani di Colle Urlante, strumenti di riproduzione acquistabili in società da gruppi di fratelli.

Zoya, la mia storia
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Zoya - Follain, John <1966-> - Cristofari, Rita

Zoya, la mia storia / Zoya con John Follain e Rita Cristofari

Milano : Sperling & Kupfer, [2002]

Abstract: La lotta per la libertà di una giovane donna afgana, in nome di tutte le donne oppresse dai regimi totalitari islamici. La madre dovette abbandonare gli studi quando il regime chiuse l'università alle donne, segregata in casa con la figlia, le insegnò la storia del suo Paese e le trasmise il valore del coraggio e l'amore per la democrazia. Zoya aveva 11 anni quando i sovietici lasciarono l'Afghanistan, 14 all'inizio della guerra civile, 16 il giorno in cui i Mujaiddin uccisero i suoi genitori. Per amore della sua terra decise di andare in Pakistan dove entrò in contatto con il movimento clandestino del Rawa. Dal 1998 tornò molte volte clandestinamente in Afghanistan per aiutare le altre donne, organizzando scuole e assistenza medica.

Femminile irregolare
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Mori, Anna Maria <1936->

Femminile irregolare / Anna Maria Mori

Milano : Sperling & Kupfer, [2002]

Abstract: Dire femminile e corredarlo dell'aggettivo irregolare è, per l'autrice, fare della tautologia: il femminile o è irregolare, o è antipatico, è uno dei primi aforismi di questo libro che ne comprende oltre trecento, frutto di qualche anno di note, noterelle, appunti, pensieri e sguardi su di sé, sugli altri e sulle altre. Un libro anch'esso irregolare, metà ironico e metà serio. un libro dedicato alle donne, agli uomini e al loro eterno confliggere, animato da irriducibili speranze e conseguenti delusioni.

Donne di Salo
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Munzi, Ulderico <1935->

Donne di Salo / Ulderico Munzi

MIlano : Sperling & Kupfer, [1999]

Abstract: Edda Ciano, incontrata dall'autore negli anni Settanta, parlava di femminismo fascista. Ma che cosa voleva dire essere fasciste durante la repubblica sociale italiana, essere arruolate nel SAF - il servizio ausiliario femminile creato nel marzo 1944 - e nei reparti femminili della decima MAS? Che cosa significava per le quasi trecento donne morte - per lo più assassinate dai partigiani - nei tragici mesi dal settembre del '43 all'aprile del '45, incarnare il femminismo nero? Le sopravvissute raccontano la loro verità, ricostruiscono le vicende che hanno vissuto in prima persona o quelle delle loro compagne: drammi, violenze, stupri, combattimenti, amori.

Essere donna
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Borysenko, Joan

Essere donna / Joan Borysenko ; traduzione di Elena Malossini

Milano : Sperling & Kupfer, [1999]

Dietro il velo
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Sasson, Jean P. <1947->

Dietro il velo / Jean P. Sasson

Milano : Sperling Paperback, 1999

Penelope non abita piu qui
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Bartoccetti, Stefania

Penelope non abita piu qui / Stefania Bartoccetti, Laura Rio

Milano : Sperling & Kupfer, [1995]

Padrone del desiderio
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Brooks, Geraldine <1955->

Padrone del desiderio / Geraldine Brooks ; traduzione di Linda De Angelis

Milano : Sperling & Kupfer, [1995]

Schiave
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Sasson, Jean P. <1947-> - Sasson, Jean P. <1947->

Schiave / Jean P. Sasson ; traduzione di Elena Malossini Fumero

Milano : Sperling & Kupfer, [1994]

Abstract: Il padre di Sultana sospetta che sia proprio la figlia la donna di cui si parla nel libro Dietro il velo e la minaccia duramente. Ancora più deterdeterminata nella sua denuncia dei soprusi maschili, Sultana decide di raccontare la vita delle proprie figlie, costrette fin dall'infanzia alla segregazione e alla repressione delle loro aspirazioni, pur appartenendo a una famiglia illuminata.