Includi: nessuno dei seguenti filtri
× Paese Germania
× Lingue Francese
× Soggetto Sec. XXI
× Genere Satira e umorismo
× Soggetto Rappresentazione della societa'
Includi: tutti i seguenti filtri
× Soggetto Società

Trovati 612 documenti.

Mostra parametri
Vol. 27: I consumi
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Vol. 27: I consumi / a cura di Stefano Cavazza e Emanuela Scarpellini

Torino : Einaudi, 2018

Fa parte di: Storia d'Italia : Annali

Abstract: Il panorama completo del fenomeno «consumo» in Italia, con riferimento soprattutto al periodo novecentesco: dalle dinamiche socio-economiche in età moderna ai consumi culturali e digitali di oggi.

Italia yes Italia no
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Soffici, Caterina

Italia yes Italia no : che cosa capisci del nostro paese quando vai a vivere a Londra / Caterina Soffici

Milano : Feltrinelli, 2014

Abstract: Alzi la mano chi non ha mai pensato di andare via, lasciare l'Italia, mollare un paese in un declino forse irreversibile e cercare altrove le opportunità, il lavoro, la felicità. Caterina Soffici lo ha fatto: dopo aver denunciato l'Italia del maschilismo strisciante e trionfante nel libro Ma le donne no, si è trasferita a Londra. E ha scoperto cosa significa veramente vivere in un paese che sembra possedere tutto quello che a noi manca: serietà, organizzazione, buona educazione, apertura verso il mondo e chi più ne ha più ne metta. Mescolando antropologia metropolitana, fatti di cronaca e storie di vita, Caterina Soffici racconta con ironia e autoironia la sua esperienza londinese: dalle vecchiette dell'associazione di quartiere alle mamme alfa in cerca della scuola migliore per il figlio, dalla vitalità dei quartieri alla moda che attrae giovani creativi da tutto il mondo alla fedeltà immutabile a regole e procedure che a volte sfocia nell'ottusità. Impossibile non chiedersi quale paese sia meglio e perché: un dibattito in cui intervengono vicini di casa inglesi, amici italiani e negozianti bengalesi, ma anche Enzo Biagi, Niccolò Machiavelli e Luigi Barzini, con una conclusione (speriamo) provvisoria: Londra non è meglio dell'Italia. Ma a Londra io ho trovato la banalità della normalità. Qui si può finalmente uscire dall'emergenza continua, qui si può vivere normalmente. Ecco perché a Londra si vive peggio ma si sta meglio. Perché è un posto normale. È l'Italia a non esserlo più.

All you need is love
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Rampini, Federico <1956->

All you need is love : l'economia spiegata con le canzoni dei Beatles / Federico Rampini

Milano : Mondadori, 2014

Abstract: Il mio modello di business? I Beatles. Così parlò Steve Jobs, il fondatore di Apple, uno che di business qualcosa capiva. A intrigarlo era soprattutto la formula del collettivo: vedeva i Beatles come un prodigioso moltiplicatore dei talenti individuali. L'indimenticabile quartetto della cultura pop, infatti, fu anche una start-up di successo. Proiettò quattro ragazzi cresciuti nella Liverpool del primo dopoguerra, in una miseria da Terzo mondo, verso la stratosfera della ricchezza. Personalmente, nei testi delle loro canzoni, composte in un periodo di radicali cambiamenti come gli anni Sessanta, ritrovo la mia adolescenza e un'epoca che fu l'ultima Età dell'Oro per l'Occidente: alta crescita, pieno impiego, benessere diffuso, aspettative crescenti per i giovani. Ma anche i germi di quel che accadde in seguito. Taxman prefigura le rivolte fiscali. Get Back nasce come una satira dei primi movimenti xenofobi e anti-immigrati. When I'm Sixty-Four anticipa la crisi del Welfare State da shock demografico. Eleanor Rigby e Lady Madonna evocano la nuova povertà che oggi è in mezzo a noi. Across the Universe, con il suo richiamo al viaggio in India dei Fab Four, ricorda l'irruzione dell'Oriente nel nostro mondo. E Yesterday, con il tema della nostalgia, ci costringe ad affrontare domande cruciali: davvero si stava meglio ieri? Prima dell'euro, prima della globalizzazione, prima di Internet? L'obiettivo di questo libro è ricostruire una speranza.

Senza paura
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Giacalone, Davide <1959->

Senza paura : per non perdere il bello di un mondo migliore / Davide Giacalone

Soveria Mannelli : Rubbettino, 2014

Problemi aperti ; 192

Abstract: Siamo più ricchi, ma con la paura d'impoverirci. Viviamo in un mondo più aperto e libero, ma con la paura d'essere invasi. Ci siamo lasciati alle spalle la carneficina dei nazionalismi, ma timorosi di smarrire la sovranità. Dalla famiglia alla sessualità, dalle informazioni che ci arrivano all'ambientalismo, sembra che non sia consentita altra lettura che quella negativa e catastrofica. Penitenziale e colpevolista. La fine dei tempi paurosi ha fatto sorgere la paura del tempo che ci attende. Il tramonto delle ideologie ha fatto sorgere il vuoto delle idee. Eppure basta mettere il naso fuori dai luoghi comuni, dai buonismi privi di senso e dai cattivismi senza senno, per accorgersi che viviamo in un mondo migliore, con più opportunità. Basta guardare i numeri reali della nostra economia, per accorgersi che il dedinismo è una superstizione. Basta considerare i fondamentalismi per accorgersi della superiorità della nostra civiltà. Le paure possono trasformarsi in rancori, desideri di rivalsa, voglia di vendette sociali. Sprofondandoci. A dissolverle non servono ottimismi di maniera, ma documentati e razionali elementi della realtà.

Derubati di sovranità
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Ferrara, Gianluca <1972->

Derubati di sovranità : la guerra delle élite contro i cittadini / Gianluca Ferrara

Vicenza : Il punto d'incontro, 2014

Abstract: Chi si trova alla plancia di comando di questo mondo globalizzato? Chi veramente guida questo sistema anti-ecologico che garantisce guadagni a pochi e miseria a molti? Chi in Europa ha voluto che scoppiasse una guerra economica fra i paesi dell'Eurozona? Chi ci ha trasformato da cittadini sovrani in sudditi inconsapevoli? E chi ci ha privato della speranza, convincendoci che non c'è alternativa a questa dittatura del mercato? Esiste un livello superiore a quello della casta partitica e delle mafie, i cui sperperi e crimini al confronto sono marachelle da bambini. È il potere delle multinazionali, delle lobby degli armamenti e delle grandi banche speculative, che hanno istituzionalizzato la loro azione in organi determinanti, come è successo in Europa con la BCE. Oltre a rispondere a domande scomode, Gianluca Ferrara offre un utile strumento per trasformare frustrazione e indignazione in partecipazione e cambiamento.

La rete è libera e democratica (falso!)
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Ippolita <pseudonimo collettivo>

La rete è libera e democratica (falso!) / Ippolita

Roma ; Bari : Laterza, 2014

Abstract: Crediamo in una Rete libera, democratica, gratuita, trasparente, imparziale. Crediamo in una Rete rivoluzionaria, capace di rovesciare le gerarchie stabilite a favore di una partecipazione ampia, diffusa, popolare. Crediamo nella circolazione gratuita di contenuti, contro lo strapotere di cartelli mediatici e obsoleti detentori di copyright. Ci crediamo, ma niente di tutto questo è vero: Rete aperta non significa Rete libera, perché ha i suoi pochi, potentissimi padroni. Pubblicare in Rete non significa rendere pubblico. La libertà non è gratuita, costa cara. Rete libera e democratica? E dove stanno i dati dei cittadini? Nelle mani di chi? Per cosa vengono usati? E come si può invertire la tendenza alla delega tecnocratica?

A mare il prossimo
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Sciotto, Piero <artista> - Bucchi, Massimo <1941->

A mare il prossimo / Piero Sciotto, Massimo Bucchi

Bologna [etc.] : Lupetti, 2014

Comunicazione sociale e politica

Abstract: "Esiste una fisica quantistica delle parole. Un accostamento, uno spostamento, una modifica, ed ecco che un sostantivo, un verbo, un modo di dire esplodono nella mente cambiando di colpo il panorama e squassando definitivamente il trucco dei significati. Esistono i kamikaze del lessico, esistono. Non fanno battute, offrono rivelazioni. Fanno tremare le nostre fragili passerelle sulla lingua ed emergere le verità che sappiamo ma non vogliamo riconoscere. Piero Sciotto è l'autore che conosce il modo di liberare nuove energie dalla consunzione del lessico quotidiano, Massimo Bucchi segue i suoi temi con un percorso non illustrativo ma parallelo. È una satira con retrogusto di filosofia, un corso di igiene mentale. Ma soprattutto un gioco e un divertimento". Note introduttive di Carlo Sini e Stefano Bartezzaghi.

Radical chic
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Wolfe, Tom <1931-2018>

Radical chic : il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto / Tom Wolfe

[Roma] : Castelvecchi, 2005

Abstract: Radical Chic è il tagliente articolo in cui Tom Wolfe descrive il curioso fenomeno sociale, sorto alla fine degli anni Sessanta negli Stati Uniti, del corteggiamento da parte dell'élite newyorkese di ogni possibile rivoluzionario radicale, dagli antimilitaristi agli hippy psichedelici. L'occasione che ispirò a Wolfe la celebre definizione Radical Chic fu il ricevimento organizzato a Manhattan il 14 gennaio 1970 da Felicia Bernstein, moglie del compositore e direttore d'orchestra Léonard, per sostenere la causa del gruppo rivoluzionario marxista-leninista delle Pantere Nere. La serata si svolse nell'attico di tredici stanze che i Bernstein possedevano a Park Avenue, e Wolfe ne scrisse un ampio e caustico resoconto intitolato These Radical Chic Evenings, pubblicato nel mese di giugno sul New York Magazine. Confluito in un secondo momento nel libro Radical chic & Mau-Mauing the Flak Catchen, il testo è una satira irresistibile della buona coscienza progressista, che oggi come allora non resiste alla tentazione di unire benessere materiale e retorica rivoluzionaria.

Il prezzo della disuguaglianza
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Stiglitz, Joseph E. <1943->

Il prezzo della disuguaglianza : come la societa' divisa di oggi minaccia il nostro futuro / Joseph E. Stiglitz ; traduzione di Maria Lorenza Chiesara

Torino : Einaudi, 2014

Abstract: Il livello di disuguaglianza del reddito in America raggiunge oggi picchi mai visti da prima della Grande depressione. Negli anni del boom, precedenti alla crisi finanziaria del 2008, l'1 per cento dei cittadini si è impadronito di più del 65 per cento dei guadagni del reddito nazionale totale. E tuttavia, mentre il Pil cresceva, la maggior parte dei cittadini vedeva erodere il proprio tenore di vita. Nel 2010, mentre la nazione lottava per superare una profonda recessione, l'1 per cento guadagnava il 93 per cento del reddito aggiuntivo creato nella cosiddetta ripresa. Mentre coloro che sono in alto continuano a godere della migliore assistenza sanitaria, della migliore educazione e dei benefici della ricchezza, essi spesso non riescono a comprendere che, come sottolinea l'autore, il loro destino è collegato a quello dell'altro 99 per cento. In questo volume Stiglitz unisce la sua formidabile visione economica a un appassionato richiamo affinché l'America torni agli ideali economici e politici che l'hanno resa grande. La disuguaglianza infatti non nasce nel vuoto. E il risultato dell'interazione di forze di mercato e di manovre della politica. Grazie a essa l'America è sempre meno la terra delle grandi opportunità e sempre meno è in grado di rispondere alle aspirazioni e ai bisogni dei suoi cittadini. Ma non deve necessariamente essere cosi.

Basta piangere!
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Cazzullo, Aldo <1966->

Basta piangere! : storie di un'Italia che non si lamentava / Aldo Cazzullo

Milano : Mondadori, 2013

Abstract: Non ho nessuna nostalgia del tempo perduto. Non era meglio allora. È meglio adesso. L'Italia in cui siamo cresciuti era più povera, più inquinata, più violenta, più maschilista di quella di oggi. C'erano nubi tossiche come a Seveso, il terrorismo, i sequestri. Era un Paese più semplice, senza tv a colori, computer, videogiochi. Però il futuro non era un problema; era un'opportunità. Aldo Cazzullo racconta ai ragazzi di oggi la storia della sua generazione e quella dei padri e dei nonni, che non hanno trovato tutto facile; anzi, hanno superato prove che oggi non riusciamo neanche a immaginare. Hanno combattuto guerre, abbattuto dittature, ricostruito macerie. Hanno fatto di ogni piccola gioia un'assoluta felicità anche per conto dei commilitoni caduti nelle trincee di ghiaccio o nel deserto. Mia bisnonna sposò un uomo che non aveva mai visto: non era la persona giusta con cui lamentarmi per le prime pene d'amore. Mio nonno fece la Grande Guerra e vide i suoi amici morire di tifo: non potevo lamentarmi con lui per il morbillo. L'altro nonno da bambino faceva a piedi 15 chilometri per andare al lavoro perché non aveva i soldi per la corriera: come lamentarmi se non mi compravano il motorino?. I nati negli anni Sessanta non hanno vissuto la guerra e la fame; ma sapevano che c'erano state. Hanno assorbito l'energia di un Paese che andava verso il più anziché verso il meno. Hanno letto il libro Cuore, i romanzi di Salgari, Pinocchio, i classici. Non hanno avuto le opportunità dell'era digitale...

La felicità in America
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Deaglio, Enrico <1947->

La felicità in America : storie, ballate, leggende degli Stati Uniti a uso di giovani, vecchi, ostili ed entusiasti / Enrico Deaglio

Milano : Feltrinelli, 2013

Serie bianca

Abstract: Nel 1983, per seguire il presidente della Repubblica Sandro Pertini in visita ufficiale, Enrico Deaglio chiede il suo primo visto di entrata negli Stati Uniti: da allora visitatore assiduo, oggi è un "permanent resident" a San Francisco. "Questo libro è il risultato di trent'anni di viaggi e soggiorni di un giornalista privilegiato, perché non aveva particolari obblighi noiosi, non era tormentato dal bisogno ('Mamma mia dammi cento lire che in America voglio andar'), non doveva scegliere tra 'tu vuo' fa' l'americano' e 'yankee go home' e si poteva permettere di giocare all'eterno studente degli usi e costumi locali. Ci sono racconti grandi e minimi, delitti, passioni, paesaggi, ritratti di persone e un sacco di 'americanate', secondo me bellissimo termine con cui chiamiamo quello che ci sembra smodato, ingenuo, un po' volgare... e irresistibile." Il numero di sarti italiani a New York nel 1916, la ricetta del sandwich che uccise Elvis Presley, la terribile storia dei mastini della Fratellanza ariana, il primo soldato ucciso a Baghdad, il viaggio in America di Sigmund Freud, la morte misteriosa dell'italiano più famoso d'America, l'anarchico Carlo Tresca, il Far West di Steve Jobs e degli scienziati che volevano sbancare Las Vegas, fino a quella vetrina di Castro a San Francisco dove comparve il primo avviso che la peste era arrivata nel paradiso dei gay. Un viaggio sentimentale lungo tutta la leggenda americana.

Io faccio così
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Tarozzi, Daniel

Io faccio così / Daniel Tarozzi

Milano : Chiarelettere, 2013

Reverse

Abstract: Nonostante la crisi, i partiti, le tasse... c'è un'Italia che reagisce, che non molla, che va avanti e crede nel futuro. Daniel Tarozzi ha deciso di salire sul camper e andare a scoprirla e a raccontarla. Sette mesi on the road, senza scadenze o itinerari precisi, inseguendo le esperienze di chi ci prova a cambiare vita e a non rassegnarsi al peggio. La scoperta è che si sta creando una rete diffusa dal Nord al Sud di microeconomie che valorizzano il territorio e le competenze delle persone, spesso promuovendo lavori che le statistiche nemmeno rilevano: in città, in campagna, da soli, in gruppo. Sempre all'insegna dell'ecocompatibilità, del risparmio e della qualità della vita. Contadini, inventori, imprenditori, manager, artigiani, neolaureati, artisti: le loro storie non fanno più parte dell'aneddotica ma costituiscono una realtà che va raccontata e fotografata e dimostrano che un altro Pil, più vero e di qualità, è possibile.

Una sterminata domenica
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Giunta, Claudio <1971->

Una sterminata domenica : saggi sul paese che amo / Claudio Giunta

Bologna : Il Mulino, 2013

Abstract: C'era una volta il viaggio in Italia. Ma oggi che i luoghi geografici (città/campagna, nord/sud, montagna/pianura) sono diventati molto più omogenei di quanto fossero un tempo, i luoghi davvero significativi, perché davvero diversi gli uni dagli altri, sono gli ambiti, le sfere, i microcosmi, o comunque si vogliano chiamare quei piccoli pezzi di realtà che formano il mosaico della grande realtà nazionale. "Una sterminata domenica" racconta alcuni di questi luoghi reali o metaforici: un posto di vacanza che assomiglia a un caso di studio per sociologi, la retorica dell'infotainment, la retorica della politica, il calcio, la radio, il pop, un festival per scrittori, le biblioteche, la religione. Alla fine, tutti luoghi anche divertenti: basta non rimanerci troppo.

Maledetto Sud
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Teti, Vito <1950->

Maledetto Sud / Vito Teti

Torino : Einaudi, 2013

Abstract: Perché non è semplice sentirsi parte di un'unica Italia? Perché viviamo nella maledizione di un'identità angusta, chiusa e inventata, come quella che oppone Nord a Sud? Il problema sta nelle immagini e negli stereotipi, nel senso di noi che è stato costruito nei secoli grazie anche a sguardi non sempre benevoli, anzi ostili e miopi, parziali. Con una galleria di storie tragiche e di ricordi emozionanti, di immagini letterarie e antropologiche e di aneddoti tratti dalla propria esperienza personale, il mediterranologo Vito Teti compone un repertorio lessicale acuto e provocatorio in cui smonta i principali luoghi comuni contro i meridionali - dalle retoriche post-risorgimentali fino alle ideologie leghiste - mettendo in discussione non solo chi usa la parola terrone o chi vorrebbe il Sud fuori dall'Italia, ma anche coloro che assolvono indiscriminatamente realtà che, a guardar bene, qualche critica la meriterebbero sul serio. E alla fine di questo viaggio, scopriremo di essere tutti un po' calabresi.

L' anarchia selvaggia
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Clastres, Pierre

L' anarchia selvaggia : le società senza stato, senza fede, senza legge, senza re / Pierre Clastres ; introduzione di Roberto Marchionatti

Milano : Elèuthera, 2013

Abstract: L'indagine sulla dimensione politica è il cuore della speculazione etnologica di Clastres: da dove viene il dominio dell'uomo sull'uomo? come si afferma la coercizione politica? Per rispondere a queste domande cruciali Clastres interroga quelle società "selvagge" che - smantellando un consolidato pregiudizio etnocentrico - non considera affatto come insiemi sociali immaturi che per uscire dalla loro arretratezza socio-culturale devono evolvere nella direzione della divisione sociale e dunque della gerarchia. Al contrario, queste società indivise resistono coscientemente a qualsiasi accumulazione del potere al proprio interno che possa insinuare la diseguaglianza nel corpo sociale. E lo fanno ponendo i propri capi tribali sotto il segno di un debito verso la comunità che impedisce al loro desiderio di prestigio di trasformarsi in desiderio di potere. Sono appunto questi capi senza potere che esprimono compiutamente la filosofia politica del pensiero selvaggio, il suo essere in realtà non senza ma contro lo Stato. Introduzione di Roberto Marchionatti.

Quanto e' abbastanza
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Skidelsky, Robert - Skidelsky, Edward

Quanto e' abbastanza : di quanto denaro abbiamo davvero bisogno per essere felici? (meno di quello che pensi) / Robert e Edward Skidelsky

Milano : Mondadori, 2013

Abstract: Che cosa intendiamo per vita buona? Quali e quanti beni devono esserci garantiti per poterla vivere? Queste domande nascono dalla generale incertezza sul futuro e dalla quotidiana difficoltà nel soddisfare bisogni in continua espansione, in un'epoca in cui il capitalismo economico-finanziario inizia a mostrare tutte le sue contraddizioni: da un lato il culto del profitto e della ricchezza come valori universali, dall'altro la creazione, all'interno delle stesse società industrializzate, di enormi disparità di reddito e di sacche di povertà mai conosciute prima. Robert Skidelsky, autorevole economista, e suo figlio Edward, docente di filosofia, riprendono la celebre previsione di Keynes, rimasta irrealizzata, secondo la quale in Occidente, all'inizio del Terzo millennio, avremmo avuto abbastanza per soddisfare tutte le nostre necessità lavorando non più di tre ore al giorno, e la utilizzano come spunto di riflessione per capire l'origine del nostro malcontento e trovarne il rimedio. Lo smisurato ampliamento della sfera dei bisogni, l'aumento delle ore di lavoro a scapito del tempo libero e il conseguente abbassamento della qualità della vita impongono un profondo cambiamento di prospettiva: non dobbiamo più chiederci che cosa serve per raggiungere il benessere, ma che cosa sia davvero il nostro bene. Attingendo alle lezioni della sociologia (da Weber a Veblen), al pensiero filosofico (Aristotele in particolare) e alle più intuitive teorie economiche (da Kaldor a Frank)...

Prospero, Libro nero della società civile
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Prospero, Michele <1959->

Il libro nero della societa' civile : come vent'anni di nuovismo hanno distrutto la politica in Italia / Michele Prospero

[Roma] : Editori Riuniti, 2013. -143 p. ; 19 cm.

Abstract: Dal 1992 ad oggi alcuni concetti sono diventati luoghi comuni indiscutibili della pubblicistica e del discorso politico, giornalistico e culturale italiano. Tra questi la "società civile" occupa un posto di regina indiscussa. Tutto ciò che proviene dal suo magico mondo è stato ammantato da virtù redentrici. La politica si è così trasformata inseguendo modelli e miti riferiti alla società civile, fino a raggiungere il traguardo per cui tutto quanto possa anche solo apparire professionalità e autonomia della politica viene visto con sdegno o con sospetto. Berlusconi, Grillo e Renzi sono, in forme e misure diverse, aspetti di questo fenomeno. Michele Prospero, intellettuale italiano tra i pochi a preferire da sempre il nuotare contro la corrente, con la sua prosa ironica e sferzante, va dunque all'attacco della regina. In questo libro Prospero ricostruisce i nefasti esiti dei diversi "nuovismi" ispirati al mito della società civile. Ne esce un ritratto allarmante della politica italiana, ridotta a spettacolo, indifferente ai contenuti e irrilevante rispetto alle vere decisioni, sempre più delegate a tecnici e "poteri forti".

Il mondo della produzione
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Accornero, Aris

Il mondo della produzione : sociologia del lavoro e dell'industria / Aris Accornero ; con la collaborazione di Fagrizio Pirro

4. ed

Bologna : Il Mulino, 2013

Abstract: Come è fatto, come funziona, dove va, quali sono i valori che lo fondano, i processi che lo reggono, i soggetti che lo animano: tutto quanto occorre sapere sul mondo della produzione in un arco di tempo che va dalla rivoluzione industriale alle imponenti trasformazioni dei nostri giorni.

Madama Sbatterflay
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Littizzetto, Luciana <1964->

Madama Sbatterflay / Luciana Littizzetto

Milano : Mondadori, 2012. -185 p. ; 22 cm.

Abstract: Non ci resta che ridere, care Madame Sbatterflay. Anche se lo spread sale e il Walter scende, e a noi rimane solo il bandolero stanco, il nostro bell'addormentato nei boxer. Anche se in tempi di vacche magre (beate loro!), i politici fanno a gara a chi la combina più grossa, se Emi(nens) non paga l'Imu, il Berlu alza i tacchi, e l'uomo del Monti dice no. Se siamo passati dall'onorevole Bocchino all'onorevole Passera. Se certa gente non sa più cosa inventarsi: lo scalda-walter e il pisciavelox, i preservativi firmati e il certificato di garanzia per la Jolanda. Se Belén va con Belìn, Carla è sempre più snob e George Clooney sempre più tronco di pino. Ci deve essere un motivo per cui Luciana Littizzetto è la comica più letta d'Italia. Forse perché nessuno, come lei, riesce a mettere a fuoco i nostri grandi difetti e le nostre piccole debolezze. Perché nei suoi monologhi sono ugualmente nudi il re e tutti i suoi sudditi. Perché, anche in questo nuovo libro, parlando della Jolanda e degli altri paesi bassi, crea una visione del mondo (una walterschauung) tutta sua, capace di compiere un miracolo: farci divertire anche quando non c'è proprio niente da ridere.

Grazie no
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Bocca, Giorgio <1920-2011>

Grazie no : sette idee che non dobbiamo piu accettare / Giorgio Bocca

Milano : Feltrinelli, 2012

Abstract: Forse in questi anni ci siamo abituati: cose che dovrebbero farci indignare passano sotto silenzio, discorsi che non si dovrebbero sopportare diventano moneta corrente, idee come minimo discutibili vengono invece comunemente accettate. Giorgio Bocca però non si è mai arreso, e in questo pamphlet alza la voce per denunciare le scorciatoie del pensiero unico, che certo non scomparirà con un cambio di governo e a cui si deve rispondere con un sonoro e liberatorio: Grazie, no!. E se è ormai quasi un'abitudine anche l'indignazione, anche il cinico e soddisfatto luogo comune secondo cui l'Italia è ormai perduta, vittima delle sue ataviche tare e dei suoi vizi inestirpabili, Bocca ci ricorda, con l'autorità del testimone e la vividezza del grande cronista, che già altre volte (ultima la guerra partigiana, così vicina e così preziosa) l'Italia fu sul punto di soccombere, ma gli italiani hanno saputo trovare in loro stessi la forza di salvarsi.