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× Paese Germania
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× Data 2012
× Nomi Aime, Marco <1956->

Trovati 2 documenti.

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L'altro e l'altrove
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Materiale linguistico moderno

Aime, Marco <1956-> - Papotti, Davide <1965->

L'altro e l'altrove : antropologia, geografia e turismo / Marco Aime, Davide Papotti

Torino : Einaudi, 2012

Abstract: Mai come negli ultimi decenni il turismo è diventata un'attività che si nutre di immagini e di immaginari. Partendo da approcci disciplinari diversi ma convergenti, come quello dell'antropologia culturale e della geografia, Marco Aime e Davide Papotti, basandosi su un percorso teorico supportato dall'analisi di casi esemplari, mettono in luce alcuni dei meccanismi che portano alla costruzione degli immaginari relativi a luoghi, spazi, eventi e dimensioni di vita esotiche. Immagini e immaginari che condizionano fin da prima della partenza ogni forma di incontro con la diversità e che determinano il nostro rapporto con l'altro e con l'altrove.

Verdi tribu' del nord
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Materiale linguistico moderno

Aime, Marco <1956->

Verdi tribu' del nord : la Lega vista da un antropologo / Marco Aime

Roma ; Bari : Laterza, 2012

Abstract: La Lega Nord rappresenta un fenomeno politico, sociale e culturale tra i più interessanti del nostro tempo. Nata sulle ceneri delle grandi narrazioni ideologiche del Novecento, si è affacciata sul mercato politico italiano con un'immagine che sembra essere nuova e vecchia allo stesso tempo. Per questo, da un punto di vista antropologico risulta interessante analizzare analogie e differenze tra i meccanismi di costruzione dei nazionalismi storici e quelli messi in atto dal Carroccio: in parte si riscontrano profonde analogie e allo stesso tempo ci sono peculiarità tipiche della Lega, che non si rifanno ai modelli classici. La manipolazione di simboli altrui è una delle caratteristiche principali della politica leghista, finalizzata a dare vita a un immaginario politico, che ha saputo insinuarsi nei vuoti lasciati dalla politica tradizionale. Importante è l'uso del concetto di cultura enunciato o sotteso nelle retoriche leghiste, che sono impregnate di termini come tradizione, radici, territorio tutte tese a evocare un presunto mondo contadino del passato, dove tutto era migliore, perché non c'erano stranieri. Una costruzione progressiva di un noi sempre più chiuso a difesa dei privilegi e una pericolosa deriva di tipo tribalista.