Includi: nessuno dei seguenti filtri
× Paese Germania
× Nomi Zucca, Giovanni <1957->
Includi: tutti i seguenti filtri
× Editore Piemme <casa editrice>

Trovati 125 documenti.

Mostra parametri
La bambina d'argento
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Izagirre, Ander <1976->

La bambina d'argento / Ander Izagirre ; traduzione di Sara Puggioni

Milano : Piemme, 2019

Abstract: Storia vera di Alicia che ogni notte scende in miniera. Verso le sei di sera, come ogni giorno, la montagna inizia a sputare uomini azzurri. Escono a migliaia dalle miniere del Cerro Rico, la montagna che domina la città di Potosí, in Bolivia. È conosciuta per le sue miniere di argento, le più ricche del mondo, ma i minatori la chiamano «la montagna che mangia gli uomini». Alla stessa ora, come ogni sera, Alicia si prepara a scendere nelle viscere della Terra. Ha quattordici anni e lo fa da quando ne aveva dodici. È una degli oltre tredicimila minori che lavorano in miniera, e che ufficialmente non esistono. Per una notte a spingere carrelli da centinaia di chili su per binari pericolosi e respirare polveri tossiche, che hanno già ucciso suo padre, e con il rischio di essere violentata, Alicia viene pagata venti pesos, due dollari, quattro volte in meno della paga di un adulto per lo stesso lavoro. Ma per la sua famiglia fanno la differenza tra sopravvivere e morire di fame. Alicia, i suoi coetanei, e le migliaia di uomini che notte e giorno sventrano la montagna, trasformandola in un guscio sempre più vuoto e fragile, vivono in condizioni disumane: la polvere d'argento penetra nel sangue e nei polmoni, l'aspettativa di vita è brevissima. Alcolismo e violenza sulle donne, malattie dovute alla malnutrizione e alla scarsa igiene sono a livelli altissimi. Gli incidenti sul lavoro sono molto frequenti, e le morti non fanno quasi più notizia. Ad avvantaggiarsi di quella ricchezza sono le multinazionali straniere, spesso con l'appoggio dei governi, in qualche caso conniventi nel soffocare - anche nel sangue - il dissenso dei lavoratori. Sospesa tra memoir e reportage, una storia che ci invita a considerare le conseguenze e il prezzo delle nostre scelte e del nostro stile di vita.

Muri
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Frye, David

Muri : una storia della civiltà in mattoni e sangue / David Frye ; traduzione di Annalisa Carena

Milano : Piemme, 2019

Abstract: Per migliaia di anni, l'umanità ha vissuto dentro e dietro a muri. Muri di confine, città fortificate, barriere hanno separato e protetto le popolazioni dal nemico, dall'estraneo, o semplicemente dall'ignoto. Per migliaia di anni, gli uomini hanno costruito muri, li hanno assaltati, ammirati e oltraggiati. Grandi mura sono apparse in ogni continente, hanno accompagnato il sorgere di città, nazioni e imperi, eppure il loro ruolo è poco studiato nei libri di storia. Quali influenze avranno avuto i muri sul modo di vivere, pensare e creare di chi viveva al di qua e al di là di essi? Per stare ai tempi recenti, basti pensare al Muro di Berlino e a come ha modellato non solo la vita quotidiana dei berlinesi, ma anche l'immaginario complessivo del secolo scorso. Sollevate dall'incombenza di stare sempre all'erta, dietro mura e confini le civiltà hanno potuto dedicarsi alla letteratura, all'arte, alla cultura, alle scienze. Prosperare, insomma. Gli uomini, liberi dalle armi, si sono rivolti ad altre occupazioni, alleggerendo le donne da molti lavori pesanti. I popoli non protetti da mura, viceversa, erano destinati a un taciturno militarismo, dove un uomo non era altro che un guerriero. In un'epoca in cui il concetto di muro è quasi più divisivo dei muri stessi, l'autore, studioso e docente di storia antica, indaga con piglio da investigatore i misteri dei grandi muri della storia, dalla Grande Muraglia al Vallo di Adriano, dal Muro del Principe a quello di Berlino, per capire come hanno plasmato il nostro modo di vedere il mondo.

La vita a rate
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Paragone, Gianluigi <1971>

La vita a rate : il grande inganno della modernità: soldi in prestito in cambio dei diritti / Gianluigi Paragone

Milano : Piemme, 2019

Abstract: Gianluigi Paragone, con il suo solito stile provocatorio, ci impone una riflessione sul più grande inganno della modernità: soldi in prestito in cambio dei diritti. La casa e la macchina, sicuramente. E il televisore o il frigorifero? E le vacanze? Anche quelli li stai pagando a rate? Nella frenesia dei tempi moderni nessuno più si domanda o si rende conto di quanti prestiti, piccoli o grandi, stiamo cumulando. Forse anche il telefonino lo abbiamo preso a rate cedendo all'offerta della compagnia telefonica. Già, la nostra vita sta diventando sempre più una vita a rate, una vita in prestito. Ma l'affare chi lo sta facendo? Ci sono famiglie che hanno impegnato più di quello avrebbero potuto: persino le cure sanitarie si cominciano a pagare a rate. Perché? È tutto casuale, segno appunto dei tempi moderni - come piace dire a qualcuno - oppure è una tentazione in atto da decenni, attraverso una sapiente operazione di marketing, per sostituire i tuoi diritti (il lavoro, la giusta retribuzione, la privacy...) con loro concessioni? Il mondo della finanza, con i suoi prodotti sempre più sofisticati ci sta spingendo a un progressivo indebitamento per poi accusarci proprio di non potercelo mantenere. E allora, quando non ce la fai più, ecco il patatrac: sei disposto ad accettare qualsiasi umiliazione dei tuoi diritti pur di non saltare. Vale per le famiglie, per le imprese, per i commercianti. E persino per lo Stato.

Io sono Iqbal
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Crofts, Andrew <1953->

Io sono Iqbal / Andrew Crofts ; traduzione di Leonardo Dehò

Milano : Piemme, 2019

Abstract: Nel piccolo villaggio pakistano, frotte di bambini giocano a rincorrersi, ridono felici. Iqbal li vede dal finestrino del furgone che lo sta riportando a casa, al tramonto. Quei giochi erano anche i suoi, un tempo. Prima che ogni mattina all'alba venissero a prelevarlo per portarlo alla fabbrica di tappeti. Prima che fosse costretto a trascorrere le giornate attaccato a un telaio, in una stanza afosa, senza staccare gli occhi dal lavoro, altrimenti volano le botte. Prima. Non se li ricorda nemmeno più i giochi da bambini, Iqbal. Eppure non ha ancora dieci anni. Sei anni prima è stato ceduto dalla famiglia per coprire un debito di dodici dollari, contratto dal fratello maggiore per sposarsi. Un debito che non si estingue mai. Da allora è stato uno schiavo, sottomesso a padroni senza scrupoli, a sorveglianti crudeli, abbrutiti dalla miseria e dalla paura. Ha vissuto incatenato al telaio, inginocchiato per quindici ore al giorno, a tessere con le sue piccole mani quei bellissimi tappeti apprezzati in tutto il mondo. Insieme ad altri bambini come lui. Ma Iqbal è diverso, in lui c'è una scintilla che niente riesce a spegnere, la sua mente è attenta e vigile, il suo senso di giustizia innato. Non tutti i bambini sono costretti a lavorare, pensa guardando il mondo dal finestrino di un furgone, quindi ci deve essere un modo. Così, dopo un tentativo fallito e pagato a caro prezzo, Iqbal riesce finalmente a fuggire. Ha un solo obiettivo in testa, un sogno: far sapere al mondo cosa succede in Pakistan, liberare tutti i bambini dalla schiavitù. E ridare loro quell'infanzia che hanno provato a rubargli

Il bambino sulla spiaggia
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Kurdi, Tima <1970->

Il bambino sulla spiaggia / Tima Kurdi ; traduzione di Annalisa Carena

Milano : Piemme, 2019

Piemme voci

Abstract: Quel 2 settembre 2015 la realtà della crisi umanitaria siriana si è imposta come una deflagrazione, dopo anni di quasi totale indifferenza. Aveva solo tre anni, Alan, e insieme alla famiglia cercava rifugio da una lunga e insensata guerra. Indossava la maglietta rossa che le mamme mettono ai loro bambini perché è il colore che si nota di più in mezzo al mare, in caso di naufragio. Ma non c'è rosso che tenga agli occhi di chi non vuol vedere. Anche Tima, la zia di Alan, ha visto la foto del nipote sui media, dalla sua casa di Vancouver, in Canada. Nello stesso naufragio ha perso anche Ghalib, fratello di Alan, e la cognata. Ma a differenza del mondo, lei non aveva bisogno di una foto per scoprire l'inferno, lo aveva già vissuto. Indipendente e determinata, Tima si è trasferita da sola in Canada poco più che ventenne, ma la guerra, quando scoppia, raggiunge anche lei: impossibile non preoccuparsi per i suoi cari, alcuni rimasti in Siria, altri divenuti profughi. Tima fa di tutto per aiutarli a espatriare, o perlomeno a sopravvivere. Dai giardini profumati di gelsomino di Damasco alle strade di Aleppo devastate dalla guerra, dai campi profughi in Turchia al Canada, una storia per capire cosa costringe un padre e una madre, intrappolati tra la casa a cui non possono tornare e la salvezza in Paesi che li rifiutano, a esporre i propri figli a pericoli inenarrabili per trovare finalmente un porto sicuro.

Amore mio come sei cambiato
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Alberoni, Francesco <1929-> - Cattaneo, Cristina <1964- ; psicologa>

Amore mio come sei cambiato / Francesco Alberoni, Cristina Cattaneo Beretta

Milano : Piemme, 2019

Abstract: Ha fatto scalpore la notizia delle quattordici donne tutte fidanzate, senza saperlo, con lo stesso ragazzo conosciuto su Facebook. Nessuna dubitava di lui. Tutte si sentivano amate e innamorate a loro volta di quest'uomo speciale. Dopo la rivoluzione sessuale, non è stato solo il web a stravolgere le dinamiche affettive, e molto c'è da comprendere sulle nuove modalità di formazione della coppia e dell'identità sessuale, sui processi del desiderio, sull'intimità e la costruzione di una storia amorosa durevole nel tempo. Molte aree oscure devono essere illuminate da uno sguardo libero da preconcetti ideologici e al contempo attento alle peculiarità di uomini e donne. Mentre per millenni si sono amplificate le differenze fra i due sessi, negli ultimi cinquant'anni si è diffusa l'ideologia dell'uguaglianza. Ma né l'uno né l'altro dei due concetti esemplificano una realtà complessa. Vi sono infatti domande che continuamente ritornano: uomini e donne sono più uguali o più diversi? Cercano nell'altro le affinità o le differenze? E queste affinità o differenze affondano nella natura o nella cultura? E la rivoluzione comunicativa di Internet e dei social come ha cambiato i processi dell'innamoramento e dell'amore? Con un apparato di coinvolgenti case-histories, Alberoni e la giovane ricercatrice Cristina Cattaneo ci portano nelle pieghe più profonde del più profondo e affascinante dei misteri umani.

Cuori allo schermo
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Bessis, Raphaël <psicologo e dottorando in antropologia e filosofia> - Augé, Marc <1935->

Cuori allo schermo : vincere la solitudine dell'uomo digitale : una conversazione con Raphaël Bessis / Marc Augé

Milano : Piemme, 2018

Abstract: La solitudine vertiginosa dell'homo cyber chiede una rivoluzione che rimetta al centro non l'individuo, ma la persona, non il consumo, ma la creatività. Marc Augé li chiama da sempre non luoghi, riscontrando in essi un deficit di identità, di relazioni e di storia: sono le stazioni, i porti, i luoghi di confine, i treni e gli aerei. Sono luoghi di passaggio dove gli individui sono costretti a transitare per vari motivi, ma in cui non sono obbligati a tessere rapporti interpersonali. Per il filosofo, tuttavia, oggi il mondo intero è diventato un nonluogo. Di fronte agli schermi di tablet, cellulari e computer il tempo planetario viene percepito in accelerazione e, allo stesso tempo, ridotto a un puro presente che ci condanna all'ostentazione superficiale e all'oblio immediato. In questo presente segnato dalla velocità e dal potere dell'immagine, l'ordine sequenziale delle nostre esistenze risulta frammentato, trasmettendo la sensazione di disorientamento del viaggiatore d'affari, che passa da un albergo all'altro sentendo che la vita vera scorre altrove. Nell'individualismo passivo dedito al consumo di notizie, immagini e oggetti, promosso dalla mondializzazione di internet, il singolo è costretto a cercare da solo il senso della propria esistenza, vivendo, proprio per questo, una solitudine vertiginosa all'interno di una crisi profondamente relazionale e, quindi, sociale. Oggi il web ci da l'illusione di partecipare in prima persona al dibattito pubblico e di mostrarci agli altri per come siamo, in realtà ci trasforma da esseri fatti di corpo, reciprocità e parole in fantasmi digitali. La rivoluzione indicata in questo libro sprona a non accontentarsi di essere un apatico sguardo sul mondo in immagini: quello sguardo, da passivo che era, deve farsi attivo, diventando amicizia, fraternità, responsabilità e, forse, anche profezia.

Il discorso dell'odio
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Glucksmann, André <1937-2015>

Il discorso dell'odio : l'Islam, l'America, gli ebrei, le donne: la strada dell'odio è lastricata di buone intenzioni / André Glucksmann ; [traduzione di Franca Genta Bonelli]

Milano : Piemme, 2018

Abstract: Siamo nell'epoca dell'odio "fai da te". Ognuno ha il suo feticcio dell'odio: la donna, gli immigrati, gli omossessuali, gli ebrei. Perché l'odio è la risposta perfetta, un discorso che soddisfa tutte le domande, che ignora i fatti, e vede in ogni ostacolo l'effetto di un complotto. L'odio accusa senza sapere, giudica senza capire, condanna in base al proprio piacere; non rispetta nulla. Al termine del proprio percorso, corazzato nel suo risentimento, taglia corto con un colpo netto e arbitrario. Odio, dunque sono. Molti negano l'esistenza dell'odio fine a se stesso. C'è sempre una giustificazione, la deprivazione, economica e culturale, qualche disturbo psichico, niente che non si possa curare con l'istruzione, il welfare o le giuste pasticche. Ma se così fosse, la pace universale sarebbe a portata di mano. È sotto l'occhio, e nel cuore, di tutti che le cose stanno diversamente. L'odio è un lumicino sempre acceso, e ciascuno ha il suo combustibile, di piccola o grande potenza. Spesso si riversa sulle vittime qualche colpa. Le donne per aver smantellato la virilità del maschio, gli immigrati perché minano la sicurezza sociale, gli ebrei per la loro avidità. André Glucksmann, invece, ribadisce con forza: la causa dell'odio risiede solo nell'odiatore. Picchiatore o hater da tastiera, chi odia non ha bisogno di nient'altro che del proprio stesso odio. Anche se l'odio ama vestirsi delle migliori intenzioni e, con questa veste, viene adottato e protetto da politici e istituzioni, che se ne fanno garanti e propulsori. Un pamphlet spietato ma necessario, che squarcia il velo di illusioni e ipocrisie che continua a rendere l'odio incomprensibile a noi moderni.

Ho 16 anni e sono fascista
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Raimo, Christian <1975->

Ho 16 anni e sono fascista : indagine sui ragazzi e l'estrema destra / Christian Raimo

Milano : Piemme, 2018

Abstract: Chi vuole immaginare in che direzione andrà l'Italia, dovrà innanzitutto comprendere cos'è la politica per i ragazzi oggi. Da questa inchiesta, durata mesi, emerge la fascinazione dei giovani e giovanissimi per l'estrema destra e la facile presa che i movimenti neofascisti hanno su di loro. «Sono fascista» dichiarano senza remore tredicenni e sedicenni fuori dalle scuole e nelle piazze di ritrovo. Mentre l'antifascismo non è più percepito come valore condiviso, essere fascisti diventa una moda e crea unità. CasaPound, Forza Nuova e i vari gruppi studenteschi che a loro fanno riferimento sanno parlare ai ragazzi, conquistarli con marchi di abbigliamento, con slogan roboanti e retorici, sanno far leva sui sentimenti degli adolescenti a cui mancano anticorpi antifascisti. Il neofascismo si nutre anche dell'ambiguità dei partiti tradizionali su temi sensibili come l'immigrazione, dell'antifascismo non militante e dei populismi di destra. I gruppi neofascisti, invece, sfruttano le grandi paure della globalizzazione per offrire miti razzisti come "la grande sostituzione", incitano alla violenza sui deboli e si insinuano negli spazi democratici di scuole e università. Dalle vive voci dei ragazzi e attraverso un'analisi approfondita di testi e documenti, queste pagine sono un segnale d'allarme e uno specchio della politica di domani, che proietta una strana luce nera.

Più profondo del mare
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Fleming, Melissa <capo comunicazioni UNHCR>

Più profondo del mare / Melissa Fleming ; traduzione di Annalisa Carena

Milano : Piemme, 2018

Piemme voci

Abstract: L'esile salvagente intorno alla vita tiene a galla Doaa e due bambine, una di pochi mesi, l'altra di nemmeno due anni, a lei affidate dai genitori prima di scomparire per sempre nelle acque, come altre centinaia di persone. Doaa ha paura, lei ha sempre odiato l'acqua, sin da piccola, e solo la guerra e la disperazione che l'accompagna l'hanno convinta a lasciare la sua famiglia e la sua casa in Siria e mettersi su quel barcone. Aveva tanti ricordi felici e tanti sogni da realizzare, che ora galleggiano intorno a lei insieme ai relitti dell'imbarcazione e ai pochi superstiti dei 500 che si erano messi in viaggio. Erano quasi arrivati, solo poche ore di mare li separavano dall'Italia, risate liberatorie cominciavano a levarsi dal ponte, quando un peschereccio si dirige contro di loro, una, due volte. Per farli affondare. Il barcone non regge e tutti si gettano in acqua. Molti annegano subito. Anche Doaa non sa nuotare e solo il salvagente che le porta il marito la tiene a galla. E lo farà per i successivi quattro giorni, in cui le voci e i lamenti intorno si spengono uno dopo l'altro. La tentazione è di lasciarsi andare, ma le due bambine che si aggrappano a lei reclamano la vita. Per loro deve lottare e resistere un'ora di più, poi un'altra, e cantare, e pregare, fino a quando qualcuno arriva. Solo undici vengono tratti in salvo. Doaa ha diciannove anni, ma la sua vita comincia da quei quattro giorni alla deriva. Perché la prima volta nasci al mondo, ma è quando capisci quanta forza si cela in te, e quanto la speranza può avere la meglio sulle circostanze più tragiche, che nasci a te stesso

Noi no!
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Paragone, Gianluigi <1971>

Noi no! : viaggio nell'Italia ribelle / Gianluigi Paragone

Piemme, 2018

Abstract: A forza di difendere a oltranza tutti i Sì istituzionali, siamo arrivati al paradosso di uno Stato democratico terrorizzato dal senso democratico dei suoi cittadini. Ogni NO che si leva da nuclei sempre più estesi di società, dal NO Salvabanche, ai NO Tax, NO Euro, NO Tav, NO Vax, fino al NO all'immigrazione incontrollata, viene tacciato di arretratezza, chiusura, ignoranza, antipolitica. L'assunto è che dalla parte dei Sì ci sia un consesso di menti illuminate, onniscenti e disinteressate, e dall'altra una massa indistinta di trogloditi selvaggi, opportunisti e antiscientifici. Gianluigi Paragone rende conto dell'importanza del pensiero "altro" e testimonia il valore della ribellione. Racconta di un'Italia ribelle fatta di milioni di cittadini che scelgono di organizzarsi e alzare la voce per difendere ed esigere diritti semplicissimi: la casa, la salute, il lavoro, la tutela dei risparmi di una vita, la sicurezza. Molto spesso sono preparati, informati, aperti al cambiamento ma non a qualunque costo. Altro che antipolitica: le loro istanze rappresentano la sostanza stessa della politica. Il fatto è che la politica con cui si trovano a fare i conti è debole, debolissima anche di pensiero, così generalmente sorda, cosi burocratica e poco partecipata che le tesi dei Sì, anche quando sono solide, faticano a ottenere condivisione e creano in ogni caso sospetti. Senza contare che la Casta, che deve prendere decisioni rispetto alle questioni più delicate del Paese, ostenta una profonda ignoranza, come hanno rivelato illuminanti inchieste tv, da La Gabbia a Le Iene. A volte il popolo del NO ha avuto il torto di avere ragione troppo presto. Per questo non ha più intenzione di aspettare che sia il tempo a fare giustizia. Vuole contare adesso.

La moglie americana
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Wilson, Katherine <1974->

La moglie americana / Katherine Wilson ; traduzione di Edy Tassi

Milano : Piemme, 2017

Piemme voci

Abstract: Napoli è un po' come New York, una città di estremi, o la ami o la odi. Ma se la ami, la ami spassionatamente. Quando Katherine, giovane americana fresca di laurea a Princeton, sbarca a Napoli per uno stage presso il consolato americano, si innamora perdutamente della città, della sua bellezza sconcertante. L'energia caotica che sprigiona è lontanissima dalla sua esperienza di brava ragazza ligia alle regole di famiglia. L'amore per la vita e per il cibo degli italiani, e più ancora dei partenopei, sono all'opposto del suo stile di vita, della sua dieta disordinata e di una certa incapacità ad accettarsi. Nonostante tutto, però, non le ci vuole molto per sentirsi a casa. Merito di Salvatore, studente di giurisprudenza di cui inaspettatamente si innamora, e della famiglia di lui, soprattutto della madre Raffaella, che la accoglie in un caldo abbraccio. A contatto con Raffaella, cuoca sublime e gran donna, Katherine impara i segreti della cucina e del vivere bene. Impara a lasciarsi andare senza paura alla bellezza, alla bontà e alla carnalità. Una storia vera che è un percorso di formazione e apprendimento della felicità, e una dichiarazione d'amore a Napoli e al gusto della vita.

Attenti al Sud
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Attenti al Sud / Pino Aprile ... [et al.] ; a cura di Antonio Carnevale ; con una postfazione di Giorgio Mulè

Piemme, 2017

Abstract: Nel verbosissimo e infinito fiume di parole scritto e detto per raccontare il meridione d'Italia, luci e ombre non sono (quasi) mai nella stessa scena. Da una parte si mettono in evidenza criminalità, sprechi, lentezze, degrado, dall'altra si inalberano una difesa esaltata e a oltranza e un folclore al limite della caricatura. Una contrapposizione che non serve a fare chiarezza. Quello che occorre, invece, è guardare i chiari e gli scuri insieme nella stessa foto. Questo fanno le quattro autorevoli voci che compongono questo libro. Quattro intellettuali "terroni" raccontano il Sud senza sconti, senza piagnistei, senza sensi di inferiorità né di superiorità, tra la "fuganza" di chi proprio non ce la fa a restare e la "restanza" di chi invece ha deciso di tenere duro e rivitalizzare la propria terra. E le ragioni per entrambe le scelte non mancano. Il risultato è una riflessione illuminante, una messa in guardia sul valore del nostro Sud. State attenti, dicono gli autori, significa sia preoccupatevi per il Sud, sia badate a voi perché potrebbe stupirvi ed esplodervi in mano. In ogni caso, stare attenti al Sud vuol dire stare attenti all'Italia intera.

Così va il mondo
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Chomsky, Noam <1928->

Così va il mondo / Noam Chomsky ; con David Barsamian e Arthur Naiman

Milano : Piemme, 2017

Abstract: Nessun popolo lo ha eletto, non vi è stata alcuna votazione democratica in alcun parlamento. Ma un consesso di oligarchi si è sostanzialmente autonominato Senato del mondo in base al censo e alla classe sociale. Il ruolo del popolo è più o meno di ratificare, attraverso quello che si è ridotto a un rito formale - le elezioni -, decisioni già prese e comunque separate dalle politiche economiche, che si muovono su binari diversi dalla politica vera e propria. Noam Chomsky è un acuto conoscitore delle dinamiche del potere, e un infallibile premonitore dei mali che affliggono le società occidentali. Quasi trent'anni fa aveva predetto il disastro della speculazione finanziaria, che negli anni ha sostituito l'economia di investimento, e il progressivo sgretolamento delle democrazie da parte delle ricche élite che più di tutto odiano essere intralciate da istanze sociali. Queste pagine rappresentano una sorta di "viaggio illuminante" nella società, nei media e nelle stanze del potere di un sistema che rischia di trovare la sua prima ragion d'essere nel metodo di spartizione del bottino fra potentati economici e conniventi politici. Demolitore delle ipocrisie del politicamente corretto, Chomsky è stabilmente nella lista dei dieci autori più citati di sempre (in compagnia di Shakespeare e di Aristotele, di Marx e della Bibbia), ma benché sia trattato come un'autentica celebrità in Europa e sia senza dubbio un critico sociale di enorme valore, appare l'equivalente moderno dei profeti del Vecchio Testamento: gli si addice il detto "nessuno è profeta in patria". Eppure le sue analisi e previsioni si rivelano quasi sempre sorprendentemente esatte. Per questo, per capire come va il mondo, per capirlo davvero, è bene partire da Noam Chomsky.

Gangbank
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Paragone, Gianluigi <1971>

Gangbank / Gianluigi Paragone

Milano : Piemme, 2017

Abstract: Dal conduttore de La Gabbia, un libro denuncia sui mefitici legami tra politica e finanza che svuotano la democrazia e il nostro portafoglio. L'Italia è una Repubblica basata sull'indebitamento, pubblico e privato. E chi detiene il debito, comanda. Se hai la sensazione che i grandi organismi finanziari mondiali prendano decisioni fregandosene della gente comune, non ti sbagli. Se pensi che tutto questo non riguardi la tua banca, i tuoi soldi o la tua vita, ti sbagli. Gianluca Paragone ti spiega perché.

Dal libro dell'Esodo
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Kyenge, Cecile - Kyenge, Cécile <1964-> - Rumiz, Paolo <1947->

Dal libro dell'Esodo / Cécile Kyenge, Paolo Rumiz ; fotografie di Luigi Ottani ; a cura di Roberta Biagiarelli

Milano : Piemme, 2016

Abstract: Centinaia e centinaia di fuggitivi - a piedi - forzano il blocco e sfondano la linea di confine greco-macedone. Con filo spinato e granate assordanti la polizia cerca di frenarli. Arrivano dalla Siria, dall'Iraq, dall'Afghanistan e premono per entrare nei Paesi della zona Schengen. Il governo di Skopje usa il pugno duro. Un fotografo, Luigi Ottani, e una documentarista, Roberta Biagiarelli, volano sul posto per vedere con i propri occhi quel che sta accadendo e raccontano con coraggio questo esodo biblico. Secondo i dati ufficiali, sono quasi sessantamila i migranti arrivati in Macedonia dall'agosto 2015 a oggi. Cercano di raggiungere l'Europa, forzando il cordone di sicurezza attraverso il posto di frontiera macedone di Gevgelija. La polizia usa bastoni, raddoppia il filo spinato, ma i confini vengono sfondati e la maggior parte dei profughi - uomini, donne, bambini - si dirige camminando sui binari verso le più vicine stazioni ferroviarie per andare verso la Serbia e, da lì, raggiungere l'Ungheria e poi gli altri paesi europei. Sono notti trascorse all'addiaccio, nei campi, sotto la pioggia, con scarso accesso a cibo e acqua. È un camminare a piedi caparbio, che lascia sulla terra orme di dolore, di speranza e di tragica lotta per la sopravvivenza. Le immagini e le parole di questo reportage di grande intensità testimoniano la forza e la dignità umana di chi cammina. Gli "esiliati" sono consci di esercitare un diritto primordiale: attraversare i territori.

Il mare davanti
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Dell'Oro, Erminia <1938->

Il mare davanti : storia di Tsegehans Weldeseslassie / Erminia Dell'Oro

Milano : Piemme, 2016

Abstract: Tsegehans Weldeslassie, Ziggy per gli amici, è nato il 30 settembre 1980 ad Asmara. Dopo essersi laureato, come tutti i suoi coetanei viene destinato a uno dei campi militari che si trovano in Eritrea. Non ha scelta, per la dittatura infatti è un incarico obbligatorio e a tempo indeterminato. Chi lo rifiuta finisce in prigione come disertore. Ziggy però non ci sta. Non vuole rinunciare al suo futuro e sceglie la strada più incerta e pericolosa: la fuga verso l'Europa. Passato di nascosto il confine con il Sudan, si trova davanti un deserto di migliaia di chilometri prima di arrivare in Libia e giocarsi il tutto per tutto su uno dei terribili barconi che ogni giorno solcano il Mediterraneo.

I maschi son così
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Parsi, Maria Rita <1947->

I maschi son così : Penelope si è stancata / Maria Rita Parsi

Milano : Piemme, 2016

Abstract: Livia ha un marito amorevole e premuroso che, però, ha un debole per le prostitute. Elda si mette in storie sbagliate per sottrarsi a un padre iperpossessivo che le ha reso la vita un inferno. Francesca viene abbandonata dal fidanzato che le preferisce una donna molto più vecchia e benestante di lei. Alexis scopre di essere stata solo la donna dello schermo per suo marito, omosessuale nascosto. Penelope, invece, dopo aver accettato per anni i tradimenti del coniuge e averlo accolto a ogni suo ritorno, decide di andarsene e non tornare più indietro. Spesso le donne scoprono sulla loro pelle una verità difficile riguardo agli uomini della loro vita. I maschi non sono forti e sicuri di sé come vogliono far credere. Sono fragili, spaesati e a volte impauriti dal dover recitare il ruolo che le donne e la società si aspettano da loro. Però non sanno di esserlo, o non vogliono accettarlo, e camuffano con la fuga, l'inganno, il tradimento, l'arroganza, la prevaricazione, in certi casi con la violenza, quel senso di fragilità. Da qui si generano le incornprensioni, le distanze, gli equivoci tra i sessi, in un gioco di ripicche e accuse da cui nemmeno le donne sono immuni. Eppure trovare un modo di comunicare è possibile. Uomini e donne possono aiutarsi a comprendere i propri limiti e a superarli, a fare della fragilità una forza e un punto di partenza per relazioni ricche, equilibrate e libere da manipolazioni, rivendicazioni e sotterfugi.

Una sconosciuta allo specchio
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Shilling, Jane <giornalista>

Una sconosciuta allo specchio : storia di una donna : e di tutte / Jane Shilling ; traduzione di Fabrizia Fossati

Milano : Piemme, 2016

Piemme voci

Abstract: Come quando all'improvviso ti piombano addosso le conseguenze di qualcosa che stai rinviando da tempo, gli "anta" colgono Jane di sorpresa, e impreparata. Nella sua casa, che divide con un figlio adolescente e un gatto, un giorno si guarda allo specchio e non si riconosce più. Come ci è finita lì? Dov'è andata la ventenne sognatrice e con il mondo ai suoi piedi? Con leggerezza, humour e una punta di nostalgia, Jane ripercorre la sua vita, il difficile rapporto con la famiglia, gli amori, il lavoro, la maternità, e in questi salti in avanti e all'indietro, cerca di ristabilire un equilibrio con se stessa alla soglia dei cinquant'anni, tra l'entusiasmo della gioventù e la saggezza che l'età richiede. Una riflessione a tratti lieve, a tratti profonda, che, se non cancella i segni del tempo, fa però ridere, pensare e guardarsi allo specchio in un altro modo.

Putinfobia
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Chiesa, Giulietto <1940->

Putinfobia / Giulietto Chiesa ; [prefazione di Nicolai Lilin]

Milano : Piemme, 2016

Abstract: Ormai è chiaro: la crisi in cui l'Occidente si sta dibattendo non assomiglia a nulla di conosciuto. È una crisi di valori, di democrazia, economica, finanziaria, ambientale, politica senza precedenti. Tutti i riferimenti stanno crollando, la leadership USA non è più invincibile, e anzi mostra la guardia. E quando il potere si sente debole, cerca un nemico da additare. Qualcuno su cui scaricare responsabilità e colpe, qualcuno di cui avere paura. Tutto pur di non ammettere la verità, cioè che le risorse stanno finendo e il sistema sta viaggiando a marce forzate verso il collasso. La Russia è quel nemico. Lo è stato in passato, e oggi quell'ossessione ritorna in versione aggiornata. La Russia e il suo uomo forte Vladimir Putin sono il nuovo "nemico numero 1". Rispolverando gli slogan della Guerra Fredda, sono tornati a essere l'Impero del Male e Putin è un mostro da dare in pasto alle masse, opportunamente dipinto come tiranno psicopatico, responsabile di stragi o cinico tessitore di trame imperialiste. La guerra in Ucraina, le sanzioni economiche, persino la negazione del ruolo russo nella sconfitta del nazismo, tutto spinge in quella direzione. Ma è davvero così, o la "Putinfobia" spacciata da molti media è solo un grande specchio su cui l'Occidente riflette le proprie mancanze e i propri guai?