Includi: tutti i seguenti filtri
× Nomi Augé, Marc <1935->

Trovati 25 documenti.

Mostra parametri
Chi è dunque l'altro?
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Chi è dunque l'altro? / Marc Augé ; edizione italiana a cura di Annalisa D'Orsi

Milano : Cortina, 2019

Culture e società ; 42

Abstract: Antropologo di fama, Marc Augé si è sempre interessato al problema dell’altro: l’altro individuo, l’altro società, l’altro culturale, l’altro geografico. In questo libro, porta con sé il lettore dagli stadi delle grandi città alle lagune della Costa d’Avorio; s’interroga sul senso del cannibalismo, sui sogni degli Indiani del Venezuela o sul ruolo dell’eroe nelle serie televisive americane. Dopo più di mezzo secolo di osservazioni, ritorna sulle relazioni fra lo stesso e l’altro, quali esistono presso alcune popolazioni africane o amerindiane, e quali si manifestano ai nostri giorni nel contesto della mondializzazione. Occorre sapersi tenere all’ “incrocio delle incertezze” se vogliamo sottrarci all’uniformità, a quella fatalità che vorrebbe che fossimo tutti uguali.

Condividere la condizione umana
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Condividere la condizione umana : un vademecum per il nostro presente / Marc Augé ; a cura di Francesca Nodari

Milano : Mimesis, 2019

Piccola biblioteca ; 3

Abstract: In un'era dominata dal disorientamento, sempre interconnessa ma abitata da solitudini che si moltiplicano, l'antropologo ed etnologo Marc Augé, cui si deve l'introduzione delle nozioni di non-lieux e di surmodernità, affronta questioni centrali dell'umanità stessa dell'uomo: la felicità, la dignità, la fiducia, il preoccupante incremento delle disuguaglianze. Il volume, che trova il suo fil rouge nel senso profondo del condividere l'umanità generica che abita in ciascuno di noi, diviene una sorta di vademecum per il nostro presente. Quasi assopito in una pseudo felicità sedentaria, il soggetto contemporaneo - teso tra paura del futuro e relazioni di superficie - sembra arrancare in un presente continuo segnato da un clima di crescente barbarie. L'autore, lungi dal lasciare spazio al pessimismo, offre al lettore una sorta di kit di sopravvivenza e una bussola per orientarsi nel nostro tempo. Ci invita altresì a scommettere su una chance in cui ne va del nostro stesso futuro: l'utopia dell'educazione.

Cuori allo schermo
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Bessis, Raphaël <psicologo e dottorando in antropologia e filosofia> - Augé, Marc <1935->

Cuori allo schermo : vincere la solitudine dell'uomo digitale : una conversazione con Raphaël Bessis / Marc Augé

Milano : Piemme, 2018

Abstract: La solitudine vertiginosa dell'homo cyber chiede una rivoluzione che rimetta al centro non l'individuo, ma la persona, non il consumo, ma la creatività. Marc Augé li chiama da sempre non luoghi, riscontrando in essi un deficit di identità, di relazioni e di storia: sono le stazioni, i porti, i luoghi di confine, i treni e gli aerei. Sono luoghi di passaggio dove gli individui sono costretti a transitare per vari motivi, ma in cui non sono obbligati a tessere rapporti interpersonali. Per il filosofo, tuttavia, oggi il mondo intero è diventato un nonluogo. Di fronte agli schermi di tablet, cellulari e computer il tempo planetario viene percepito in accelerazione e, allo stesso tempo, ridotto a un puro presente che ci condanna all'ostentazione superficiale e all'oblio immediato. In questo presente segnato dalla velocità e dal potere dell'immagine, l'ordine sequenziale delle nostre esistenze risulta frammentato, trasmettendo la sensazione di disorientamento del viaggiatore d'affari, che passa da un albergo all'altro sentendo che la vita vera scorre altrove. Nell'individualismo passivo dedito al consumo di notizie, immagini e oggetti, promosso dalla mondializzazione di internet, il singolo è costretto a cercare da solo il senso della propria esistenza, vivendo, proprio per questo, una solitudine vertiginosa all'interno di una crisi profondamente relazionale e, quindi, sociale. Oggi il web ci da l'illusione di partecipare in prima persona al dibattito pubblico e di mostrarci agli altri per come siamo, in realtà ci trasforma da esseri fatti di corpo, reciprocità e parole in fantasmi digitali. La rivoluzione indicata in questo libro sprona a non accontentarsi di essere un apatico sguardo sul mondo in immagini: quello sguardo, da passivo che era, deve farsi attivo, diventando amicizia, fraternità, responsabilità e, forse, anche profezia.

Football
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Football : il calcio come fenomeno religioso / Marc Augé

Bologna : EDB, 2016

Lampi

Abstract: "Per la prima volta nella storia dell'umanità, a intervalli regolari e a orari fissi, milioni di individui si sistemano davanti al loro televisore domestico per assistere e, nel senso pieno del termine, partecipare alla celebrazione dello stesso rituale".Un rito celebrato da ventitré officianti e qualche comparsa davanti a una folla di fedeli che raggiunge talvolta le decine di migliaia di individui ai quali si sommano, davanti agli apparecchi televisivi, milioni di "praticanti a domicilio". Il football, il più popolare tra gli sport di massa, è al tempo stesso pratica e spettacolo, fenomeno sociale che si prolunga nella tensione mai risolta tra professionismo e pratica amatoriale e occasione di riflessione sull'etica del gioco e sulla lealtà tra avversari. Il calcio, spiega l'antropologo Marc Augé, funziona come un fenomeno religioso in cui numerosi individui provano gli stessi sentimenti e li esprimono attraverso il ritmo e il canto. Gli stadi diventano così luoghi di senso, di controsenso e di non senso, simboli di speranza, di errore o di orrore, in cui si compiono ancora i grandi rituali moderni.

Un etnologo al bistrot
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Un etnologo al bistrot / Marc Augé

Milano : Raffaello Cortina, 2015

Abstract: Marc Augé esplora in questo libro il gran teatro del bistrot con tutti i suoi attori. Considerato con gli occhi dell'etnologo, il bistrot è il regno delle relazioni "di superficie" quelle in cui il gesto dello scambio importa assai più di ciò che lo motiva. Un grande bistrot nell'ora di punta è un luogo straripante di vita, di emozioni, in cui si scambiano parole per non dire nulla, gesti appena accennati, occhiate passeggere. Spazio relazionale ma anche spazio letterario: Maigret sarebbe impensabile senza le soste al bistrot. La Francia ha esportato in tutto il mondo questo modello di civiltà: da quel nome sprigiona ovunque il carattere amabile che ne contrassegna l'immagine. Non pura immagine, tuttavia: il bistrot è un oggetto del paesaggio urbano che rivendica di possedere una propria storia, una geografia e, d'ora in avanti, anche una propria etnologia.

Il tempo senza età
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Il tempo senza età : la vecchiaia non esiste / Marc Augé

Milano : Cortina, 2014

Abstract: Raggiunta l'età in cui succede che qualcuno sul metrò si alzi per cedergli il posto, Marc Augé scava nei propri ricordi personali per sviluppare una riflessione, acuta e delicata, sul tempo che passa. Conosco la mia età, posso dichiararla, ma non ci credo, scrive il grande antropologo per evidenziare la differenza tra il tempo e l'età. Perché sono gli altri a dire che siamo vecchi, a definirci secondo luoghi comuni, ma questa etichetta resta superficiale e lontana da quel che avvertiamo dentro di noi... Dunque, la vecchiaia non esiste. Certo, i corpi si logorano ma la soggettività resta, in qualche modo, fuori dal tempo ed è così che, come scrive Augé alla fine di questo libro, tutti muoiono giovani.

Le nuove paure
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Le nuove paure : che cosa temiamo oggi? / Marc Auge' ; traduzione di Chiara Tartarini

Torino : Bollati Boringhieri, 2013

Abstract: Da vero illuminista, Marc Augé possiede il talento di rivelarci a noi stessi. Questa volta spingendoci a scrutare nello specchio scuro di ciò che collettivamente temiamo di più. Ma è davvero così terribile quello che riusciamo a distinguere? Certo, abbiamo l'impressione di vivere immersi nella paura, perché inquietudine e angoscia hanno la sinistra capacità di addensarsi e incupire il nostro orizzonte. Insomma, la paura fa sistema, crea contagio, induce visioni apocalittiche, disegna l'habitat dell'incubo, dall'allarme alimentare o pandemico all'emergenza climatica al rischio terroristico: l'insieme rilegato dalla crisi planetaria. Augé però non cade ostaggio di questa cupezza indifferenziata. Preferisce perlustrarla, inventariarne gli aspetti, interrogarsi sul loro senso. Così scomposte da una lente antropologica, le paure attuali si rivelano spesso artificiose, fomentate da media ansiogeni, o si riaffacciano, sublimate, là dove non ci aspetteremmo di trovarle, oppure lasciano affiorare sgomenti antichi. Ma discernere le minacce vere - innanzi tutto la rottura del legame sociale - è la prima mossa per allentare la presa che la paura ha su di noi.

Per strada e fuori rotta
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Per strada e fuori rotta : diario settembre 2008-giugno 2009 / Marc Auge' ; traduzione di Chiara Tartarini

Torino : Bollati Boringhieri, 2012

Abstract: Cambiare aria rende bene l'idea del viaggiare. Per quanto breve sia il viaggio, significa altri spazi, altro ritmo temporale, altri volti prima ignoti, e le loro vite appena sfiorate. Vuol dire anche dislocarsi altrimenti nei confronti della stessa attualità, percepirne i rimbalzi locali, relativizzarne gli effetti. L'attrattiva del diario di bordo di Marc Augé è tutta nel nuovo respiro che ogni volta quel cambiamento d'aria produce. Perché nonostante il nontempo e i nonluoghi che inghiottiscono la nostra sfiatata modernità - e che proprio Augé con acutezza di antropologo ha ravvisato per primo -, l'esperienza non è preclusa a chi sappia distogliersi dall'ordine abituale del mondo sotto casa. Viaggiatore implicato e reattivo, Augé prende nota mese dopo mese di andate e ritorni, del loro ineguagliabile sapore dolce-amaro, dei resti fantasmatici che essi depositano nella memoria. L'altrove di tre continenti, dalle geometrie arroventate di Mexicali alle suggestioni cordiali dell'Emilia, filtra gli echi della Grande Storia, ma insieme aiuta a rimuovere gli stereotipi mediatici che ombreggiano la crisi planetaria o le vittime di Gaza, il neoletto Obama o la rivolta dei giovani iraniani. Ritroviamo, in Per strada e fuori rotta, l'intreccio di vicinanza e lontananza che ha sempre tramato i grandi taccuini di viaggio, e che riesce ancora a comunicarci, nell'orizzonte globale, i sussulti e le vertigini dello spaesamento.

Futuro
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Futuro / Marc Auge ; traduzione di Chiara Tartarini

Torino : Bollati Boringhieri, 2012

Abstract: Nel mondo che conosciamo l'idea di futuro è ipotecata dalle carenze e dalle paure del presente. Sul futuro proiettiamo speranze di riscatto e attese di progresso; dal futuro temiamo qualche apocalisse. Forse, però, esiste un modo meno pregiudicato di guardare al tempo che verrà, liberandolo dai tanti chiaroscuri che finora si sono rivelati solo dei gravami, senza propiziare o sventare alcunché. Dopo tutto, il mito del futuro è speculare a quello delle origini. Da antropologo, Marc Auge ha dimestichezza con una pluralità di luoghi e di tempi, e proprio per questo sa riconoscere i nonluoghi e il nontempo che ogni giorno attraversiamo. Chi, come lui, è abituato a confrontarsi sia con la pienezza sia con la bassa intensità di senso, ragiona sul futuro da una prospettiva diversa: è l'eccesso di visione, di rappresentazioni precostituite che impedisce di concepire il cambiamento a partire dall'esperienza storica concreta. Con un vero colpo d'ala, Auge coniuga scienza e futuro, ossia rimette in onore l'aspetto della scienza che più si discosta dalla tracotanza e dalla dismisura, e dai loro guasti planetari. Solo la sistematica messa in dubbio delle nozioni di certezza, verità e totalità permette infatti di rompere il cerchio magico che appiattisce l'avvenire su un eterno, allucinato presente.

Straniero a me stesso
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Straniero a me stesso : tutte le mie vite di etnologo / Marc Auge' ; traduzione di Fabrizio Grillenzoni

Torino : Bollati Boringhieri, 2011

Abstract: Badate, non è un'autobiografia, avverte Marc Augé in apertura del libro. Almeno non nel senso tradizionale. In effetti, queste pagine gremite di immagini che riaffiorano, di incontri decisivi, di paesaggi perduti, di eventi della Grande Storia spesso colti di scorcio, affidano il loro ritmo sottotraccia a una incalzante variazione sull'idea di luogo. Quello dell'etnologo Augé, innanzi tutto, che si identifica con lo sradicamento, col non essere mai al proprio posto. La sua itineranza si consuma perlopiù in Africa, nella regione lagunare della Costa d'Avorio e nel Togo del Sud, e in America Latina, là dove i luoghi forniscono la materia prima allo studio sul terreno. Luoghi significano relazioni sociali, forme simboliche di un'esistenza condotta sotto gli occhi altrui, persistere del legame tra vivi e morti. Solo dopo aver decifrato per decenni il senso dei luoghi, Augé ha potuto, con uguale penetrazione, interpretare come nonluoghi gli spazi collettivi a bassa intensità che caratterizzano il nostro presente globalizzato. Ancora un esercizio di migrazione, il suo, dall'etnologia a un'antropologia che allarga lo sguardo al mondo e non smette di interrogarsi anche sulle parole con cui raccontare ciò che vede. Così il viaggiatore dei luoghi e dei nonluoghi è anche colui che attraversa, in compagnia dei suoi doppi, il territorio della narrazione, verificando quanto memoria, scrittura e viaggio siano indissociabili.

Per una antropologia della mobilita'
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Per una antropologia della mobilita' / Marc Auge'

Milano : Jaca book, 2010

Abstract: Noi non viviamo in un mondo compiuto, del quale non avremmo che da celebrare la perfezione. L'idea stessa di democrazia è sempre incompiuta, sempre da conquistare. Nel concetto di globalizzazione, e in coloro che si richiamano ad esso, c'è un'idea di compiutezza del mondo e di arresto del tempo che denota un'assenza di immaginazione e un invischiamento nel presente profondamente contrari allo spirito scientifico e alla morale politica. Oggi occorre ripensare la frontiera, questa realtà continuamente negata e continuamente riaffermata. Occorre ripensare il concetto di frontiera per cercare di comprendere le contraddizioni che colpiscono la storia contemporanea. Una frontiera non è uno sbarramento: è un passaggio. Le frontiere non si cancellano mai, si ritracciano. La frontiera ha sempre una dimensione temporale: è la forma dell'avvenire e, forse, della speranza. Non dovrebbero dimenticarlo gli ideologi del mondo contemporaneo che, di volta in volta, soffrono di eccessivo ottimismo o di eccessivo pessimismo, in ogni caso di troppa arroganza.

Che fine ha fatto il futuro?
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Che fine ha fatto il futuro? : dai nonluoghi al nontempo / Marc Auge

Milano : Eleuthera, [2009]

Abstract: Per secoli il tempo è stato portatore di speranza. Dal futuro ci si attendeva pace, evoluzione, progresso, crescita... o rivoluzione. Non è più così. Il futuro è praticamente sparito. Sul mondo si è abbattuto un presente immobile che annulla l'orizzonte storico e, con esso, quelli che per generazioni intere sono stati i punti di riferimento. Da dove viene questa eclisse del tempo? Perché il futuro, insieme al passato, è scomparso dalle coscienze individuali e dalle rappresentazioni collettive? Ci sono rimedi o uscite di sicurezza? Per rispondere, Auge scruta lucidamente le molteplici dimensioni della globalizzazione nei suoi aspetti politici, scientifici e simbolici. E abbozza elementi di speranza.

Casablanca
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Casablanca / Marc Auge

Torino : Bollati Boringhieri, 2008

Abstract: Due o tre anni fa, le ore di insonnia erano diventate per me occasione di un tipo di investigazione un po' particolare. Mi lanciavo alla riconquista dei miei ricordi più vecchi, quelli precedenti al '40. La notte collezionavo lembi di immagini che vagavano nella mia testa e, il giorno, correvo da mia madre per farla parlare. Non so esattamente quando ho visto Casablanca per la prima volta. L'antropologo francese Marc Augé si serve del film Casablanca come Proust della Madeleine. Attraverso le mitiche immagini di questo vecchio film rievoca la sua infanzia, la sua famiglia, gli anni della guerra e analizza i misteriosi meccanismi della memoria. Come lui stesso avverte nella prima pagina: Questo libro non è un'autobiografia, ma piuttosto il montaggio di alcuni ricordi. Avrei potuto scegliere altri ricordi, o un altro montaggio.

Tra i confini
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Tra i confini : citta', luoghi, integrazioni / Marc Auge'

[Milano] : B. Mondadori, [2007]

Abstract: La riflessione sulla città di uno dei più grandi antropologi del contemporaneo.«In questo breve saggio intendo affrontare tre questioni chiave. La prima è l’urbanizzazione del mondo, a mio avviso un aspetto fondamentale di quella che viene comunemente chiamata mondializzazione o globalizzazione. La seconda riguarda il fatto che le immagini e i messaggi da cui siamo costantemente circondati generano in noi veri e propri effetti di accecamento, soprattutto riguardo al fenomeno dell’urbanizzazione: vediamo troppe cose, e alla fine è come se non vedessimo più niente. Infine, vorrei interrogarmi sull’idea di mobilità: una nozione estremamente complessa, in quanto nell’ambiente urbano non tutto si muove, ma al tempo stesso si muovono molte cose. Forse è proprio a questo tipo di mobilità che dobbiamo pensare, se vogliamo evitare di subirla in modo acritico.»

Il mestiere dell'antropologo
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Il mestiere dell'antropologo / Marc Auge' ; a cura di Marco Aime ; traduzione di Vera Verdiani

Torino : Bollati Boringhieri, 2007

Abstract: Una riflessione sul mestiere dell'etnologo prima e dell'antropologo poi e sulla materia della loro indagine.

L'antropologia del mondo contemporaneo
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935-> - Colleyn, Jean-Paul

L'antropologia del mondo contemporaneo / Marc Auge, Jean-Paul Colleyn

[Milano] : Eleuthera, [2006]

Abstract: Dalla possessione rituale alla Silicon Valley, l'antropologia ha oggi dilatato il suo campo di osservazione. Per comprendere la complessità del mondo contemporaneo, in preda ai movimenti contraddittori di una proliferazione delle diversità e di una caduta delle barriere, ha dovuto ridefinire i suoi concetti e i suoi metodi. Questo libretto, un sorta di manuale per principianti, ci invita in modo rigoroso ma semplice a seguire il lavoro dell'antropologo, dalla scelta dell'oggetto di studio alla scrittura dei risultati, passando per le principali ipotesi teoretiche della disciplina, la scelta del quadro concettuale, la ricerca sul campo...

2: Antropologia della cura
0 0 0
Materiale linguistico moderno

2: Antropologia della cura / scritti di Marc Auge' ... [et al.]

Abstract: Qual è il senso del male e quale l'uso sociale della malattia? A queste domande l'antropologia, in particolare quella orientata in senso psicoanalitico, ha cercato di rispondere a partire dall'analisi delle strategie diagnostiche e terapeutiche proprie di altre culture. Lo studio dei differenti universi della cura ha posto in luce peculiari rappresentazioni del corpo e dei processi psichici, direttamente intrecciate a filosofie locali della persona, e ha mostrato anche l'impatto di precisi eventi storici, primo fra tutti l'esperienza postcoloniale, che hanno portato a una rielaborazione dei sistemi di pensiero autoctoni o tradizionali, già erosi dai processi della colonizzazione. Secondo volume dell'opera Antropologia e psicoanalisi.

Poteri di vita, poteri di morte
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Poteri di vita, poteri di morte : introduzione a un'antropologia della repressione / Marc Auge

Milano : Cortina, 2003

Abstract: Contro il mito del buon selvaggio, contro chi ha voluto vedere nelle cosiddette società primitive la forma pura di una libertà perduta, Marc Augé, uno dei più noti antropologi contemporanei, propone una lettura fedele dei dati etnologici. Tutte le società sono repressive, al di là delle specifiche istituzioni che le caratterizzano. Attraverso l'esame delle società lignatiche africane e quello dell'attuale società dei consumi, si sviluppa la tesi fondamentale del saggio: l'ideologia è sempre ideologia del potere. E le logiche del potere sono sempre paragonabili, non certo per l'ampiezza dei loro effetti ma per l'efficace rigore delle loro forme.

Le forme dell'oblio
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

Le forme dell'oblio / Marc Auge ; traduzione di Roberto Salvadori

Milano : Il Saggiatore, [2000]

Abstract: L'oblio è necessario alla società come all'individuo: bisogna dimenticare per poter tornare alla saggezza del presente, alla ricchezza e al gusto dell'istante. La memoria stessa ha bisogno di oblio: è quasi un paradosso, ma dimenticare aiuta a preservare e valorizzare i ricordi, a non perdere la curiosità, l'immaginazione, a essere sempre consapevoli e presenti al mondo.

La guerra dei sogni
0 0 0
Materiale linguistico moderno

Augé, Marc <1935->

La guerra dei sogni : esercizi di etno-fiction / Marc Auge

[Milano] : Eleuthera, [1998]