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× Classe 30*
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× Target di lettura Elementari, età 6-10
× Target di lettura Giovani, età 16-19
× Paese Germania
× Nomi Catamo, Luciana
× Nomi Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura <Mantova>
× Materiale Video
× Materiale Registrazioni non musicali
× Materiale Manoscritto, lett. grigia

Trovati 9121 documenti.

Le italiane
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Materiale linguistico moderno

Cazzullo, Aldo <1966->

Le italiane : [il paese salvato dalle donne] / Aldo Cazzullo

Solferino, 2021

Abstract: Sono le donne a custodire l’identità italiana. Partendo da questa convinzione, Aldo Cazzullo rievoca le figure, il carattere e le storie delle italiane che ha conosciuto. Un racconto a più voci che è anche un viaggio dentro l'animo femminile e nella comunità nazionale. Dalle centenarie che hanno fatto l’Italia, come Franca Valeri e Rita Levi Montalcini, alle giovani promesse di oggi, come Chiara Ferragni e Bebe Vio. Donne di potere, come Nilde Iotti e Miuccia Prada, e donne di parola, da Oriana Fallaci a Inge Feltrinelli. Per arrivare a oggi: chi ha salvato l’Italia nell’anno terribile della pandemia? Noi diciamo medici e infermieri, al maschile. Ma non solo la maggioranza delle infermiere sono donne; sono donne la maggioranza dei giovani medici. Neppure il lockdown ha fermato le cassiere dei supermercati, le edicolanti, le poliziotte, le farmaciste, le professoresse che hanno fatto lezione on line, le mamme che hanno lavorato e badato ai figli rimasti a casa, le nonne che hanno corso rischi pur di prendersi cura dei nipoti. In queste pagine si raccontano in prima persona attrici come Monica Bellucci e Stefania Sandrelli, cantanti come Laura Pausini e Gianna Nannini, campionesse dello sport come Valentina Vezzali e Federica Pellegrini. Scrittrici come Dacia Maraini, critiche come Fernanda Pivano, editrici come Elvira Sellerio. Ma compaiono anche figure storiche come Chiara d’Assisi, patriote, partigiane, combattenti. Alcune non ci sono più, altre hanno tutta la vita davanti. Samantha Cristoforetti ha conquistato lo spazio, Nives Meroi l’Himalaya, Sofia Viscardi la Rete. Tante hanno sofferto moltissimo, sia pure in modi diversi: Alda Merini in manicomio, Vittoria Leone nelle stanze del potere, Maria Romana De Gasperi quando il padre era nelle carceri fasciste. Molte testimoniano che l’Italia resta purtroppo un Paese maschilista; ma tutte confermano che la grande avanzata delle donne è appena cominciata.

Il mostruoso femminile
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Materiale linguistico moderno

Doyle, Jude Ellison Sady <1982->

Il mostruoso femminile : il patriarcatao e la paura delle donne / Jude Ellison sady Doyle ; traduzione di Laura Fantoni

Tlon, 2021

Abstract: Il mostruoso femminile è un saggio sulla natura selvaggia della femminilità, che viaggia tra mito e letteratura, cronaca nera e cinema horror, mostrando la primordiale paura che il patriarcato nutre da sempre nei confronti delle donne. Da "L'esorcista" alla dea babilonese Tiamat, dalla biblica Lilith a "Giovani streghe", attraversano leggende e vite dimenticate, Jude Ellison S. Doyle compie un viaggio alla scoperta dell'oscura potenza delle donne, rivendicando l'orrore come forza creatrice, capace di rompere le catene millenarie dell'oppressione patriarcale.

Stai zitta
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Materiale linguistico moderno

Murgia, Michela <1972->

Stai zitta : e altre nove frasi che non vogliamo sentire più / Michela Murgia

Einaudi, 2021

Abstract: Di tutte le cose che le donne possono fare nel mondo, parlare è ancora considerata la più sovversiva. Se si è donna, in Italia si muore anche di linguaggio. È una morte civile, ma non per questo fa meno male. È con le parole che ci fanno sparire dai luoghi pubblici, dalle professioni, dai dibattiti e dalle notizie, ma di parole ingiuste si muore anche nella vita quotidiana, dove il pregiudizio che passa per il linguaggio uccide la nostra possibilità di essere pienamente noi stesse. Per ogni dislivello di diritti che le donne subiscono a causa del maschilismo esiste un impianto verbale che lo sostiene e lo giustifica. Accade ogni volta che rifiutano di chiamarvi avvocata, sindaca o architetta perché altrimenti «dovremmo dire anche farmacisto». Succede quando fate un bel lavoro, ma vi chiedono prima se siete mamma. Quando siete le uniche di cui non si pronuncia mai il cognome, se non con un articolo determinativo davanti. Quando si mettono a spiegarvi qualcosa che sapete già perfettamente, quando vi dicono di calmarvi, di farvi una risata, di smetterla di spaventare gli uomini con le vostre opinioni, di sorridere piuttosto, e soprattutto di star zitta. Questo libro è uno strumento che evidenzia il legame mortificante che esiste tra le ingiustizie che viviamo e le parole che sentiamo. Ha un'ambizione: che tra dieci anni una ragazza o un ragazzo, trovandolo su una bancarella, possa pensare sorridendo che per fortuna queste frasi non le dice più nessuno.

Insegna Creonte
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Materiale linguistico moderno

Violante, Luciano <1941->

Insegna Creonte : tre errori nell'esercizio del potere / Luciano Violante

Il Mulino, 2021 (stampa 2020)

Abstract: Questo libro nasce dalla lunga esperienza politica dell'autore che ha attraversato fasi particolarmente intense della recente storia repubblicana. Dal dopo Moro alla fine della guerra fredda, da Tangentopoli a Maastricht, dai crimini dei terrorismi alle stragi di mafia, dalla scomparsa di un intero ceto politico all'affermazione di ceti politici del tutto nuovi, Violante individua quegli errori che sono apparsi più gravi degli altri: aprire un conflitto che non si è capaci di governare, sopravvalutare le proprie capacità, essere arroganti. Hanno la loro radice comune nella illusione della onnipotenza, che è il morbo dell'attività politica e che Creonte, nella lettura dell'Antigone come tragedia di un potere che si autodistrugge, incarna in maniera esemplare.

Il lavoro di una vita
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Materiale linguistico moderno

Cusk, Rachel <1967->

Il lavoro di una vita : sul diventare madri / Rachel Cusk ; a cura di Anna Nadotti

Einaudi, 2021

Abstract: Cosa succede oggi a una donna quando le accade di diventare madre? Perché diventare madri quando tutto intorno a noi sembra suggerire di non farlo? Di quell'evento destabilizzante che è la nascita di un figlio si parla di solito in modi che vorrebbero essere tranquillizzanti: il tema dell'inizio della vita, evento naturale e del tutto irrazionale, viene affrontato, sia dalla cultura alta sia da quella popolare, disinnescandolo attraverso il linguaggio asettico della scienza medica o immergendolo in un mondo rassicurante e mellifluo, popolato di madri traboccanti amore sullo sfondo di camerette a tinte pastello. Rachel Cusk, tra le più importanti scrittrici inglesi contemporanee, raccontando la sua reale esperienza di neomamma, dalla scoperta della gravidanza al parto, ai primi mesi di vita della figlia, si confronta, con impietosa sincerità e feroce ironia, con tutti i cambiamenti morfologici e psicologici che la investono. Completamente impreparata a vivere questa trasformazione, descrive il suo repentino passaggio dalla Londra più glamour a una cittadina universitaria dove tutte le donne sembrano mamme pacificate, dai cocktail party in abito da sera alle più squallide mise casalinghe in cui si ritrova ad affrontare nottate insonni nel tentativo di arginare pianti infiniti: un incubo a occhi aperti che viene vissuto come un martellante atto d'accusa, e che la porta a sviscerare i sentimenti, anche i più crudeli e inconfessabili, che l'hanno attraversata.

Pianura
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Materiale linguistico moderno

Belpoliti, Marco <1954->

Pianura / Marco Belpoliti

Einaudi, 2021

Abstract: Che cos'è una pianura? Che cos'è, in particolare, la pianura italiana per eccellenza, quella Padana? È un territorio, uno spazio geografico, certo. Ma se a disegnarne la mappa è Marco Belpoliti, che in quelle terre ci è nato, la pianura diventa anche luogo dell'anima, condizione esistenziale, traccia indelebile. Con Pianura Belpoliti attraversa il paesaggio naturale e umano, una terra di sogno e di volti, di immaginazioni e di storie. La nebbia, la memoria e la letteratura, i contorni e le radici, gli orizzonti. Insomma, la vita. Pochi luoghi come la Pianura Padana sono allo stesso tempo evidenti e misteriosi. Cuore geografico e produttivo del Paese, la pianura si dispiega allo sguardo esterno apparentemente senza ombre o angoli nascosti: tutti, guardandola da fuori, pensiamo di conoscerla. Ma se ci fermiamo a osservarla meglio, se proviamo a capirla davvero, ecco che, come se d’improvviso salisse quella nebbia che spesso l’avvolge, la pianura diventa un’ipotesi, un oggetto misterioso, un teatro a cielo aperto di malinconie e fantasmi. Marco Belpoliti, che in quelle terre c’è nato, ha intrapreso un viaggio fisico e intellettuale attraverso la Pianura Padana: ne percorre le strade, ne racconta le città e i «paeselli», ma, soprattutto, ne evoca gli abitanti. Tra questi, molti amici e compagni di avventure, da Gianni Celati a Luigi Ghirri, da Piero Camporesi a Giovanni Lindo Ferretti, da Giuliano Scabia a Giulia Niccolai, da Ermanna Montanari a Giuliano Della Casa, da Sandro Vesce a Marco Martinelli, e tanti altri che abitano quelle terre con la loro arte e la loro bizzarria. Ne esce cosí fuori un libro allo stesso tempo intimo e collettivo, quasi un’autobiografia in forma di paesaggio, striata di struggenti nostalgie, capace di raccontare una parte fondamentale dell’Italia, oggi come non mai messa di fronte a una crisi, anche d’identità: ma sapere da dove si viene è il primo passo per procedere verso il futuro.

L'arte di non amare
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Materiale linguistico moderno

Di Piazza, Giuseppe <1958->

L'arte di non amare : guida sentimentale alla coppia contemporanea / Giuseppe Di Piazza

HarperCollins, 2021

Abstract: Scrittori e poeti dall'alba dei tempi lo invocano nelle loro composizioni, poi drammaturghi e registi di ogni epoca lo hanno messo in scena, ma tutti gli esseri umani hanno dedicato gran parte dei loro pensieri, belli e brutti, al sentimento più forte e universale: l'amore. Così Giuseppe Di Piazza, grande giornalista e scrittore, prova a riflettere sull'amore oggi, tra tecniche di corteggiamento antichissime, social network e siti di appuntamenti. Il punto di partenza è il primo incontro immaginato tra una giovane donna e un giovane uomo: Lucas e Margherita. Da quel primo fatale momento, Di Piazza, con lo sguardo del reporter e l'animo del filosofo, segue i suoi due personaggi lungo tutto il corso della loro storia d'amore – il colpo di fulmine, la seduzione, il primo contatto, la paura, il nervosismo, i silenzi e le parole – alternando il racconto delle tappe del rapporto di Lucas e Margherita con riflessioni illuminanti e citazioni amorose di tempi vicini e lontani, dai versi di Ovidio sino a quelli dei cantautori contemporanei.

Si stava meglio quando si stava peggio
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Materiale linguistico moderno

Greppi, Carlo <1982->

Si stava meglio quando si stava peggio / Carlo Greppi

Chiarelettere, 2021

Abstract: Ma come parliamo? Perché tendiamo a dire sempre le stesse cose senza nemmeno accorgercene? Troppo forte è la tentazione di darci ragione e rimanere in un solco di pensiero già tracciato piuttosto che provare a mettere in discussione quello che sembra sicuro. Sapersi muovere tra fatti e opinioni, alla ricerca di un ancoraggio che ci possa aiutare soprattutto quando si parla di diritti, di cultura e di educazione, è fondamentale per la nostra crescita e per comportarci da cittadini consapevoli, in grado di sostenere un’opinione o eventualmente cambiarla. Carlo Greppi in questo libro si esercita a smontare un bel pacchetto di “verità” preconfezionate e ci invita a provare a farlo con lui per mettere sul piatto della conoscenza ragioni e circostanze senza farci abbagliare da asserzioni categoriche che possono sembrare inattaccabili. Il luogo comune è sempre dietro l’angolo: come avverte l’autore, anche “non pensare per luoghi comuni” è a sua volta, a ben pensarci, un luogo comune. E allora? Essere consapevoli di non sapere può essere già un buon punto di partenza nella convinzione che “non è che ci sono due sedie, in una sta la ragione e nell’altra il torto”, e che proprio per questo vale la pena accogliere la sfida che ci lancia l’autore, provando con lui ad abbandonare scorciatoie di pensiero troppo facili. Ci aspetta un oceano di nuove conoscenze, basta liberarle e non averne paura.

L'era della suscettibilità
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Materiale linguistico moderno

Soncini, Guia <1972->

L'era della suscettibilità / Guia Soncini

3. ed.

Marsilio, 2021

Abstract: Basta un niente: una canzone di cinquant’anni fa, un film ambientato a metà dell’Ottocento, una battuta di oggi – eccola che arriva, l’indignazione di giornata, passatempo mondiale, monopolizzatrice delle conversazioni e degli umori. Ogni mattina l’essere umano contemporaneo si sveglia e sa che, al mercato degli scandali passeggeri, troverà un offeso fresco di giornata, una nuova angolazione filosofica del diritto alla suscettibilità, un Robespierre della settimana. La morte del contesto, il prepotente feticismo della fragilità, per cui «poverino» è diventato l’unico approccio concesso, e l’epistemologia identitaria, per cui l’appartenenza prevale su qualunque curriculum di studioso, sono solo alcuni tra i fenomeni più evidenti e dirompenti degli ultimi anni, con effetti pericolosi e grotteschi che in altri secoli erano occasionale damnatio memoriae e ora sono quotidiana cancel culture. Guia Soncini si interroga sulle origini di quest’eterno presente in cui tutto ciò che non ci rispecchia alla perfezione sembra una violazione della nostra identità. Ricorda le opere che avevano previsto la dittatura del perbenismo, dal solito Orwell al romanzo di Philip Roth La macchia umana, «la matrice di tutti i disastri d’incomprensione e suscettibilità»; contesta il ruolo dei social come amplificatori di dissenso e indignazione; individua alcune preoccupanti implicazioni politiche: se a sinistra si perde la capacità di non considerare la fine del mondo ogni parola sbagliata, che ne sarà della libertà d’espressione? Rimarrà solo alla destra lo spazio per dire di tutto, e non passare le giornate a sentirsi feriti da ogni maleducazione? È ora di ricostruire come siamo arrivati fin qui. Al diritto di offenderci, al dovere di indignarci.

L'emergenza Covid-19
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Materiale linguistico moderno

L'emergenza Covid-19 : un laboratorio per le scienze sociali / a cura di Massimo Cuono, Filippo Barbera e Manuela Ceretta

Carocci, 2021

Abstract: In questo volume, nato da un lavoro collettivo avviato nella primavera 2020, nei momenti più difficili della cosiddetta "prima ondata" di diffusione del Covid-19, sociologi, antropologi, filosofi, geografi, linguisti, politologi e storici si interrogano sui risultati delle proprie ricerche di lungo corso alla luce di un evento che incide e continuerà a incidere in maniera determinante sugli assetti del mondo. Il libro, organizzato in tre parti, non offre né facili soluzioni né profezie di sorta, ma spunti di riflessione su un tema ineludibile dal punto di vista delle scienze sociali. Nella prima parte ci si chiede come le scienze politiche e sociali possano contribuire a illuminare le cause, le interpretazioni e le rappresentazioni dell'emergenza sanitaria. Nella seconda l'attenzione si concentra sulle conseguenze della pandemia, intese come effetti di lungo o di breve periodo, sia individuali sia sociali. Nella terza parte, infine, lo sguardo viene rivolto verso le risposte istituzionali seguite all'emergenza Covid-19, evidenziando il ruolo svolto dalle dimensioni strutturali, culturali e politiche dei contesti analizzati.

L'unica persona nera nella stanza
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Materiale linguistico moderno

Uyangoda, Nadeesha <1993->

L'unica persona nera nella stanza / Nadeesha Uyangoda

66thand2nd, 2021

Abstract: La razza è un concetto difficile da cogliere, pur non avendo fondamenti biologici produce grossi effetti nei rapporti sociali, professionali e sentimentali. La razza in Italia non si palesa fino a quando tu non sei l'unica persona nera in una stanza di bianchi. E quell'unica persona è Bellamy, Mike, Blessy, David... una moltitudine in parte sommersa, sotterranea. Quell'unica persona è chi si è sentito dire troppe volte che «gli italiani neri non esistono»: lo gridano negli stadi, lo dice certa politica, sembrano confermarlo le serie tv, la letteratura, i media. In un certo senso è persino vero: gli italiani neri non emergono, non si vedono negli ambienti della cultura, nei talk show e nelle liste elettorali. O meglio, in quei luoghi esistono ma solo come oggetto del discorso, quasi mai come soggetto. La loro presenza è ridotta alla riforma della cittadinanza, ai casi di razzismo, all'«immigrazione fuori controllo», ai barconi, all'«integrazione». Con un approccio inedito e un linguaggio fresco e «social», Nadeesha Uyangoda apre in questo libro, che incrocia saggio e memoir, un'onesta conversazione per comprendere meglio la dinamica razziale nel nostro paese.

Alla fiera dell'ex
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Materiale linguistico moderno

Calì, Jessica <gestore delle pagine Facebook ed Istagram "Ed è subito Ex">

Alla fiera dell'ex : se l'hai sfanculato ci sarà un perché / Jessica Calì ; in collaborazione con Enrico Mauro, Giada Gidari

Mondadori, 2021

Abstract: Ognuno di noi è l'ex di qualcun altro. Ma c'è modo e modo per diventarlo. Alcuni sono ordinari, altri decisamente originali. Questo imperdibile libro ha raccolto tutti i modi che fanno più ridere e, in seconda battuta, anche riflettere sull'incredibile creatività espressa dal genere umano quando tratta la materia infuocata e delicatissima dei sentimenti. C'è quello che è diventato ex perché, pur presentandosi tutto griffato al primo appuntamento, a fine serata ha poi elemosinato alla sua lei cinque euro per rientrare della benzina. Oppure quello che ha chiesto, dopo anni di fidanzamento, una settimana di pausa e proprio in quella settimana sua moglie, della cui esistenza mai aveva fatto cenno, ha dato alla luce il loro secondo figlio. Poi c'è anche quella (perché ci sono anche le ex femmine) che si è rifiutata di uscire con lui perché doveva seguire la nonna alla Via Crucis, o quello che ha accompagnato una generosa fellatio di lei con una radiocronaca in stile calcistico "palo-fuori-dentrooooooo!". Infine c'è l'ex che di mestiere fa il controllore e l'ha multata sul tram perché lei la notte prima aveva dimenticato l'abbonamento, insieme alla borsetta, a casa di lui. Tutte le storie selezionate e raccolte in Alla fiera dell'ex sono esilaranti, leggendarie, incredibili, da tramandare ai posteri, consolatorie. E soprattutto vere. Dalla lettura di queste straordinarie disavventure amorose emerge un'umanità che, quando si tratta di relazioni, sa diventare involontariamente molto divertente, a volte ridicola, sempre fantasiosa. Regalandoci non solo irresistibili risate, ma anche rinfrescando le ragioni che ci spingono a liberarci di certe persone, che diventano, giustamente, subito ex e tali devono rimanere per sempre.

Una volta il futuro era migliore
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Materiale linguistico moderno

Cassese, Sabino <1935->

Una volta il futuro era migliore : lezioni per invertire la rotta / Sabino Cassese

2. ed., 2021

Solferino, 2021

Abstract: Il futuro di una volta era migliore, oppure si guardava a esso con più ottimismo? Quali erano le condizioni di vita quando il futuro era più roseo? Se oggi il futuro appare peggiore, dobbiamo disperare, o consolarci pensando che viviamo molto meglio di ieri? Dobbiamo rallegrarci di vivere in un Paese pacifico e libero, dove lo Stato si dà carico del benessere dei cittadini e li assicura nei confronti di molti rischi, dove tutti possono fruire dei benefici del progresso tecnologico, che fa parte della ristretta schiera delle nazioni sviluppate? O dobbiamo preoccuparci per il divario crescente nei confronti di altre nazioni europee, per lo stato di molte città, per le difficoltà di trovare un'occupazione, per il carico di debiti che si mette sulle spalle delle generazioni future, per l'incapacità di affrontare una pandemia prevista e preannunciata? In queste pagine Sabino Cassese racconta i grandi cambiamenti di un Paese (e il mondo intorno a esso) nel corso di più di un secolo, partendo da storie esemplari e casi attuali che illustrano le ombre della situazione odierna, ma che ricordano anche come l'Italia nel passato sia stata capace di rinnovarsi e rinascere più volte. È ancora in grado di farlo? Sarà capace di un'inversione di rotta che passi da una profonda riforma dell'istruzione, dalla partecipazione attiva alla vita civile, ma anche dal modo di affrontare gli ostacoli, coniugando utopia e progetti concreti, realismo e slancio creativo? Un pamphlet tra storia, politica, istituzioni ed economia: una lezione sul declino nazionale e sul futuro possibile.

Odio gli uomini
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Materiale linguistico moderno

Harmange, Pauline <1994->

Odio gli uomini / Pauline Harmange ; traduzione di Bianca Bernardi

Garzanti, 2021

Abstract: Le donne sono state spesso accusate di odiare gli uomini, e istintivamente lo hanno sempre negato. Ma se invece non credere agli uomini, disprezzarli, e perché no, persino odiarli, fosse una risposta utile al sessismo dilagante? Se questa reazione offrisse una possibile vita di uscita dall'oppressione, e desse inizio a una nuova forma di resistenza? Forse, proprio odiando gli uomini, si potrà essere finalmente libere.

Troverai più nei boschi
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Materiale linguistico moderno

Boer, Francesco <1980->

Troverai più nei boschi : manuale per decifrare i segni e i misteri della natura / Francesco Boer

Il Saggiatore, 2021

Abstract: Parcheggiamo in uno spiazzo di montagna, chiudiamo in auto le preoccupazioni e il ritmo frenetico della vita lavorativa e cominciamo a camminare. A volte confondiamo la camminata con una prestazione sportiva: procediamo a testa bassa, veloci, in gara con il tempo, sacrificando l'attenzione verso ciò che ci circonda. Ma accomodando il passo e respirando un'aria diversa dal solito ci renderemo conto di essere in una zona di frontiera tra la spontaneità della natura e il mondo degli uomini. E allora rallentiamo, guardiamoci intorno e assaporiamo ogni fruscio: perché quando un essere umano entra in un bosco con diffidenza non viene accolto, mentre chi si lascia coinvolgere dalla natura viene invitato a danzare con lei. Francesco Boer apre il sentiero e ci guida in questa passeggiata che abbraccia tutti i paesaggi e tutte le stagioni. Lo sguardo non è solo quello del naturalista: i fiori che ci indica sono astri in un cielo verde, nel letto del fiume insieme alle acque scorre il tempo, il bruco si trasforma in farfalla in un processo di metamorfosi e rigenerazione, le erbe officinali trasmettono sapienze antiche, l'ululato del lupo mette a nudo le nostre paure. Ogni cosa è un simbolo: il senso della natura si completa in noi grazie al suo valore simbolico. Non è lei a essere diversa; sono la nostra mente, il nostro cuore, la nostra anima che passo dopo passo imparano a cogliere sempre più significati, a partecipare dei suoi doni. Accompagnato da numerose illustrazioni, realizzate da chi, prima di noi, ha subito l'incanto della bellezza della Terra, questo libro si ispira alla famosa massima di Bernardo di Chiaravalle - «Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà» - e si rivela un manuale di autoconsapevolezza e riscoperta della natura e della sua simbologia. Fermiamoci dunque a contemplare i riflessi del lago che si confondono con la realtà e scaliamo la montagna, là dove la terra sfiora il cielo, per poi scendere verso il mare: la spiaggia è un confine dell'anima e ogni granello di sabbia ha una storia da raccontare.

A tutto campo
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Materiale linguistico moderno

Bauman, Zygmunt <1925-2017>

A tutto campo : l'amore, il destino, la memoria e altre umanità : conversazioni con Peter Haffner / Zygmunt Bauman ; traduzione di Michele Sampaolo

Laterza, 2021

Abstract: L’ultima intervista a uno dei più grandi intellettuali del Novecento. Rendere non familiare ciò che ci è familiare e il suo contrario sembra essere uno dei fili rossi che attraversano l’intera opera di Zygmunt Bauman. Un compito difficile che può porsi solo colui che ha davanti agli occhi tutto l’uomo, che è capace di guardare al di là della propria specializzazione e leggere di filosofia e psicologia, di antropologia e storia, di arte e letteratura. Come scrive Peter Haffner nella sua prefazione, Bauman non è uomo dei dettagli, delle analisi e inchieste statistiche, delle cifre, dei nudi dati e dei sondaggi. Egli dipinge con pennellate larghe su una grande tela, offre una visione delle cose, lancia delle tesi che vogliono provocare discussione. Se aveva ragione Isaiah Berlin a distinguere due categorie di pensatori e scrittori rifacendosi a un antico detto del poeta greco Archiloco – «La volpe sa molte cose, ma il riccio sa una grande cosa» –, Zygmunt Bauman è insieme riccio e volpe.

Roma
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Materiale linguistico moderno

Roma

Iperborea, 2021

Abstract: In occasione del 150esimo anniversario dell’istituzione di Roma come capitale d’Italia The Passenger gioca per la prima volta in casa, dedicando un numero alla Città eterna. La capitale è un piccolo universo pieno di contraddizioni, la cui contemporaneità è descrivibile solo attraverso la fusione di elementi diversissimi. Qui il degrado convive con la maestosità di millenni di storia disordinatamente accatastati uno sopra l’altro: il bello e il brutto non solo coesistono ma sono due facce della stessa cosa. E come raccontare questo paradosso? Partendo da una rosa di grandi scrittori, romani di nascita e d’adozione. Prendendo spunto dalle riflessioni sull’omicidio di Luca Varani, che fanno da sfondo al suo ultimo romanzo, La città dei vivi, Nicola Lagioia ci accompagna in un viaggio nell’incredibile notte romana: descrive una movida fluida, tossica, invivibile e traboccante di vita. Francesco Piccolo crea un personalissimo mosaico della sua città di adozione, fatto di fugaci osservazioni, epifanie, racconti minimi che fanno sorridere e aprono gli occhi su lati della capitale che non ci era venuto in mente di osservare. Cresciuta davanti alla fontana di Trevi, abituata fin dall’infanzia a vedere le cose più con le orecchie che con gli occhi, Letizia Muratori scrive una guida acustica alla città di Roma, ed è così che ci racconta i cambiamenti degli ultimi anni a cominciare dal dilagare del turismo di massa. Con Matteo Nucci scopriamo una vita fluviale quasi scomparsa: seguiamo le rive del Tevere fino a uscire dal centro, quando il fiume riprende contatto con la città, e ritroviamo l’antica Roma disincantata e cinica, gaglioffa e cialtrona, certa che tutto vada sempre avanti nonostante tutto. Marco D’Eramo, autore de Il selfie del mondo, un nuovo classico nella saggistica contemporanea, esamina l’urbanizzazione selvaggia di Roma tra la cultura dell’abusivismo, le proprietà del Vaticano e molto altro. E di urbanizzazione parliamo anche con Christian Raimo, che decide di partire da una sezione, un’area che va dalle vecchie borgate di Fidene e Settebagni fino alla riserva naturale della Marcigliana; qui ha insistito la speculazione edilizia anni Novanta, qui Ama ha deciso di piazzare uno degli impianti inquinanti che dovevano sostituire la discarica di Malagrotta, qui la città si slabbra diventando una polvere anonima. La giornalista Floriana Bulfon dipinge un ritratto dei Casamonica: arrivati dall’Abruzzo e dal Molise negli anni Settanta, hanno messo radici ai piedi dei Castelli romani e sono riusciti a prendere il controllo di ristoranti, bar, locali notturni, centri estetici, alcuni a pochi metri dal cuore della movida capitolina; a gestire le piazze di spaccio e allo stesso tempo confondersi nei giri del business, ripulendo la loro immagine e i loro soldi. Leonardo Bianchi traccia invece una panoramica della cosiddetta rivolta delle periferie, nello specifico di Tor Sapienza e Torre Maura, che in questi anni hanno assunto una rilevanza centrale nel dibattito politico italiano, diventando epicentri di una protesta contro l’accoglienza, i migranti e le minoranze. Ma la narrazione delle «periferie romane» ormai razziste e votate all’estrema destra è fuorviante, perché c’è sempre stata una resistenza interna. Con Daniele Manusia, il fondatore di L’Ultimo uomo, fra le principali testate sportive d’Italia, scopriamo la magia del calciotto, il cui campo è la forma quasi unica di socialità maschile romana, in una città che ha un rapporto unico e viscerale col pallone. Lo scrittore Francesco Pacifico traccia poi la storia della Crew 126, o Lovegang, i trapper di Monteverde vecchio, il cui nome richiama la scalinata di Trastevere su cui si ritrovano. Figli della borghesia colta, ricca e sessantottina, cantano una vita tossica, sbandata e senza speranze e sono gli eredi contemporanei di Franco Califano e di Antonello Venditti. Musicisti che raccontano una Roma che ha perso ogni coscienza di classe, con connessioni inaspettate post-ideologiche e intrise di una particolarissima forma di romanismo. Questo numero tutto speciale ha anche una sezione dedicata alle mappe di Salvatore Monni, Keti Lelo e Federico Tomassi, autori del libro Le mappe della disuguaglianza, capaci di mettere in luce in modo grafico alcuni paradossi tutti romani. I consigli d'autore, infine, sono della scrittrice Nadia Terranova.

I numeri non mentono
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Materiale linguistico moderno

Smil, Vaclav <1943->

I numeri non mentono : brevi storie per capire il mondo / Vaclav Smil ; traduzione di Giacomo Manconi

Einaudi, 2021

Abstract: Demografia, felicità, energia, cibo, natura. Numeri alla mano e in 71 brevi capitoletti, uno dei più importanti scienziati della nostra epoca ci aiuta a leggere il mondo per come è davvero e non per come ce lo raccontiamo. Quanto e perché è cresciuta l’altezza media della popolazione? Perché le auto elettriche non sono così risolutive quanto supponiamo? Mangiamo più pollo o più maiale, e perché? Che cos’è che rende felice la gente? Perché i vaccini sono il miglior investimento possibile? L’aspettativa di vita è arrivata al suo apice? Utilizzando dati, statistiche, studi scientifici internazionali, e spaziando tra i temi più disparati – dalla fertilità ai rifiuti, dall’alimentazione alla tecnologia, dai trasporti alla medicina – Vaclav Smil smonta certezze assodate, ribalta luoghi comuni e getta luce su aspetti meno noti della realtà. E ci invita, mescolando storia, scienza e grande arguzia, a sfidare le narrazioni più diffuse e a interrogarci su ciò che riteniamo vero in questi tempi significativi. Un libro affascinante, insolito e più che mai attuale, scritto da quello che il «Guardian» ha definito «uno dei più grandi pensatori al mondo».

Belle di faccia
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Materiale linguistico moderno

Meloni, Chiara <1980-> - Mibelli, Mara

Belle di faccia : tecniche per ribellarsi a un mondo grassofobico / Chiara Meloni, Mara Mibelli

Mondadori, 2021

Abstract: Non siamo robuste, siamo grasse. Era robusta l'eterna Fiat Panda Fire, perfetta per ogni strada. Non siamo pacioccone, Totoro lo è. Non siamo tante, non siamo i paciocchini (amica, se non sapete cosa siano è perché non siamo coetanee, potete cercare la pubblicità su YouTube). Non siamo morbide, conservate questo aggettivo per divani e materassi. Siamo grasse. In una società in cui il corpo grasso viene eternamente patologizzato e paragonato a un'epidemia (non abbiamo contagiato nessuno ve lo giuriamo), utilizzare la parola "grassa" senza accezione negativa per noi è stata una liberazione, una rivoluzione. Molte persone ci correggono quando ci definiamo grasse e la risposta che va per la maggiore di solito è "No ma tu sei bella così". Quando mai abbiamo detto il contrario? La lettura di questo libro non sarà esattamente rilassante come leggere Marie Kondo, ma del resto neanche essere grasse in un mondo grassofobico lo è. Le umiliazioni, le offese, le microaggressioni, la nostra passione smodata per fare gli elenchi di queste brutture, ci hanno portato a essere le persone che siamo. Ora lanciamo vaffanculo come stellette ninja. Inarrestabili come Chuck Norris, spietate come Ivan Drago, imperturbabili come la faccia di Nicholas Cage (sì, abbiamo visto tanti action movies con i nostri genitori). Perché questo è l'unico vero detox che dobbiamo fare, la sola tossina che dobbiamo eliminare: dare un calcio nel culo alla grassofobia fuori e dentro di noi.

I nostri corpi come campi di battaglia
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Materiale linguistico moderno

Lamb, Christina <1966->

I nostri corpi come campi di battaglia : storie di donne, guerra e violenza / Christina Lamb

Mondadori, 2021

Abstract: Sono stati compiuti significativi progressi in materia di diritti delle donne a livello internazionale, eppure ogni giorno le donne sono vittime di atrocità di guerra che raramente vengono registrate, tanto meno punite. Per Christina Lamb, giornalista impegnata da oltre trent'anni in zone di conflitto, le voci femminili sono troppo spesso dimenticate, e quando vengono ascoltate accade sempre in qualità di vedove e madri in lutto. «Sentiamo solo metà della storia.» Sin dall'antichità, invece, le donne hanno pagato un prezzo altissimo e i loro corpi sono stati trattati come bottino di guerra. Da tempo immemore, infatti, gli stupri in zone di guerra sono commessi in piena impunità, soprattutto là dove le rappresaglie sono all'ordine del giorno e la stigmatizzazione sociale delle vittime è molto forte. Basti pensare che il primo processo in assoluto per stupro di guerra risale soltanto al 1997 e tuttavia da allora poche sono state le condanne. In questo libro, Lamb dà voce a quelle donne dimenticate, raccogliendo testimonianze intime e private, incredibili storie di eroismo e resistenza: dalle rifugiate yazide sfuggite all'ISIS alle profughe rohingya dello Stato di Rakhine, dalle tutsi violentate durante il genocidio ruandese alle attiviste argentine alla ricerca dei desaparecidos e dei loro «bambini rubati». Un'indagine schietta e cruda che si addentra sino nelle aule di tribunale, per dimostrare il reiterato fallimento della comunità internazionale e delle corti locali nell'assicurare i colpevoli alla giustizia. In questo scenario, però, sembrano affiorare i primi spiragli di luce: nel 2017 il #MeToo e l'anno successivo l'assegnazione del Nobel per la pace all'attivista yazida Nadia Murad e al medico congolese Denis Mukwege per il loro impegno contro la violenza sessuale nei conflitti. È l'inizio di un percorso complesso, che attraversa ambiti culturali e sociali diversi.