Il duca di Sabbioneta
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Materiale linguistico moderno

Sarzi Amadè, Luca <1958->

Il duca di Sabbioneta

Titolo e contributi: Il duca di Sabbioneta : guerre e amori di un europeo errante / Luca Sarzi Amadè ; prefazione di Pierre Dalla Vigna

Editio maior

Pubblicazione: Milano ; Udine : Mimesis, 2013

Descrizione fisica: 400 p. : ill. ; 24 cm

ISBN: 9788857511313

Data:2013

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Le erme

Nomi: (Autore della postfazione, colophon, ecc.) (Editore) (Autore)

Soggetti:

Classi: 945.28 Storia - Prov. di Mantova (11) SL STL RIN Sezione locale - Storia locale - Rinascimento (Sec. 14.-16.)

Luoghi: Udine

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2013
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: saggi

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Vespasiano I Gonzaga nacque a Fondi il 6 dicembre 1531 da Isabella Colonna e da Luigi Gonzaga “Rodomonte” . Rimasto giovanissimo orfano del padre, la madre si sposò con il principe di Sulmona, rinunciando a crescere il figlio che, grazie all’interessamento del nonno Lodovico presso l’imperatore, fu affidato alla zia paterna Giulia Gonzaga che lo allevò amorevolmente e che, anche per evitare al nipote di essere eliminato dai Colonna per questioni successorie, lo inviò alla corte di Carlo V d’Asburgo, dove fu nominato paggio d’onore del futuro re Filippo II. Grande condottiero, abilissimo diplomatico, fece una rapida e notevole carriera, investito direttamente dall’imperatore Massililiano II del titolo di principe del Sacro Romano Impero. Gli onori di certo non gli mancarono, come i titoli e gli appannaggi: Grande di Spagna, vicere di Navarra e di Valencia, marchese e poi duca di Sabbioneta, un feudo del mantovano sempre rimasto indipendente dal ramo principale dei Gonzaga, cavaliere dell’ordine del Toson d’Oro. Ma il capolavoro della sua vita, di cui restano ancor oggi le preziose testimonianze, fu l’aver ideato e realizzato la città ideale: Sabbioneta. Gli ci vollero trentacinque anni, dal 1556 alla sua morte, avvenuta il 26 febbraio 1591, ma alla fine lo scrigno di bellezza si aprì agli occhi del mondo, mostrando i suoi gioielli, che ancor oggi sono meta di un flusso consistente di turisti. I suoi feudi comprendevano, oltre a Sabbioneta, il marchesato di Ostiano, la contea di Rodigo, le Signorie di Bozzolo, Rivarolo Mantovano e Commessaggio, il ducato di Trajetto, la contea di Fondi, la baronia di Angiona, le Signorie di Turino e Caramanico. Andarono tutti alla figlia Isabella (l’unico maschio, Luigi, era morto quattordicenne) che li portò in dote al marito Luigi Carafa della Stadera, principe di Stigliano. Vespasiano fu indubbiamente un grande protagonista della sua epoca, ma l’aver realizzato la città ideale, che tutti possiamo vedere, costituisce senz’altro il suo più grande merito.
Di tutto questo parla Il duca di Sabbioneta, un’eccellente biografia scritta da Luca Sarzi Amadè dopo un lungo lavoro di ricerca delle fonti che, come nel caso di uno storico che si rispetti, sono elencate al termine dell’opera, la cui realizzazione deve aver richiesto una certosina collazione delle tante notizie, non tutte strettamente attinenti alla figura del protagonista, ma che vanno anche oltre, al fine di collocarlo esattamente in un periodo di tempo in cui i numerosi eventi lo videro alla ribalta. Non si possono non apprezzare i risultati, atteso che di quell’epoca (il XVI secolo) molto in questo modo ci è stato dato di conoscere, con una lettura avvincente e, soprattutto, mai greve, tanto che a volte si ha l’impressione (beninteso è solo un’impressione) di avere per le mani un romanzo storico.
Prima di leggere questo libro avevo una conoscenza approssimativa di Vespasiano, che consideravo, erroneamente, un personaggio minore rispetto ai membri della linea principale dei Gonzaga, ma ora ho la certezza che non fu da meno di Francesco II, il consorte della celebre Isabella d’Este, e soprattutto
del suo quasi coevo Vincenzo I, il famoso splendido principe rinascimentale dalle mani bucate.
Di conseguenza, sono più che convinto della validità e dell’interesse di questo lavoro di Luca Sarzi Amadè.

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