Abstract: Nel maggio del 1945, quando la guerra è ormai terminata e la libertà sembra finalmente conquistata, a Sant'Eufemia - una piccola borgata alla periferia di Brescia - un gruppo di ex partigiani uccide una quarantina di persone tra ufficiali della X Mas, funzionari della Repubblica sociale italiana e civili. Un episodio rimasto sinora sepolto negli archivi e nella memoria pubblica, che rappresenta tuttavia un caso emblematico dell'atmosfera di quel periodo storico e che oggi è qui ricostruito grazie a uno straordinario fondo documentario mai visto prima. Nel suo nuovo saggio, Mimmo Franzinelli parte da questa vicenda per ricostruire il clima umano e politico in cui maturarono le violenze che seguirono la Liberazione, spesso affrontate dalla storiografia in chiave scandalistica o moralistica, e isolate dalle circostanze che le hanno generate. Collocato nel suo contesto, l'eccidio di Sant'Eufemia permette invece di osservare da vicino le tensioni accumulate durante vent'anni di dittatura e due anni di guerra civile. La ricchezza della documentazione ritrovata consente di seguire decisioni, conflitti interni e il progressivo scivolamento verso una giustizia sommaria, sfuggito al controllo dei Comitati di liberazione nazionale. Attraverso materiali inediti, testimonianze e atti giudiziari, l'indagine di Franzinelli racconta i mesi della lotta e i giorni del furore, ripercorrendo l'occupazione tedesca, la nascita della Resistenza, la formazione delle bande ribelli, la violenza interpartigiana, la repressione nazifascista e le ambiguità del dopoguerra, nel tentativo di rispondere a un interrogativo: come può accadere che giovani protagonisti della lotta per la libertà si trasformino, a loro volta, in spietati giustizieri? Sant'Eufemia diventa dunque uno specchio della violenza che accompagna la fine di ogni guerra, quando l'odio accumulato negli anni riemerge proprio nel momento in cui le armi dovrebbero tacere. Senza semplificazioni né assoluzioni, Franzinelli restituisce così a quella stagione tutta la sua complessità storica.
Titolo e contributi: La resa dei conti : dalla guerra civile alla violenza postbellica, il caso di Sant'Eufemia / Mimmo Franzinelli
Pubblicazione: Mondadori, 2026
Descrizione fisica: 298 p., [8] carte di tav. : fotografie b/n ; 25 cm
EAN: 9788804816218
Data:2026
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
Sono presenti 3 copie, di cui 1 in prestito.
| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
|---|---|---|---|---|---|
| Castel Goffredo | XX 945.091 FRA MIM | CG-50412 | Su scaffale | Prestabile | |
| Poggio Rusco | Y S 945 FRA SECONDA GUERRA MONDIALE | PR-66373 | In prestito | 25/06/2026 | |
| Borgo Virgilio - sede di Virgilio | XX 945.26 FRA RES | VG-38354 | Su scaffale | Prestabile |
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Quando finisce una guerra civile, che è sempre il più atroce dei conflitti, non è che tutto cessi, non è che l’odio che si è accumulato svanisca di colpo, perché sparisca quella carica di energia negativa che si è cementata è necessario che la giustizia prenda il sopravvento sugli istinti individuali, che punisca effettivamente chi si è reso colpevole di misfatti; in mancanza c’è il rischio concreto di una giustizia fai da te ed è di questo che parla Mimmo Franzinelli nel suo ultimo interessantissimo saggio La resa dei conti. In particolare esamina una strage compiuta nel maggio del 1945 a Sant’Eufemia, nei pressi di Brescia, da un gruppo di ex partigiani che imprigionò e soppresse una quarantina di persone fra ufficiali della famigerata X Mas, funzionari della Repubblica sociale italiana e civili di ispirazione politica fascista.
L’autore comincia giustamente dall’inizio del fenomeno resistenziale, cioè dalla formazione delle prime basi partigiane dopo l’8 settembre 1943 in quella che è la valle di primaria importanza per lo sforzo bellico, la Valtrompia dove ci sono diverse industrie di armi fra le quali primeggia la Beretta. Già qui il saggio si presenta di notevole interesse perché diventa la storia del partigianato nella provincia di Brescia, una storia fatta di entusiasmi, di delusioni, di fame, di paura, di rastrellamenti, di eccidi subiti, per non parlare delle torture a cui venivano sottoposti i cosiddetti ribelli presi prigionieri. E’ una storia certo di formazioni, ma soprattutto di uomini, capaci di attrarre a sé altri compagni di lotta e alcuni per far questo non esitano a sopprimere i possibili concorrenti. Fra i capi dei ribelli spicca un nome, tale Luigi Guitti, più conosciuto con il nome di battaglia di Tito Tobegia. Sarà lui con i suoi uomini a rendersi protagonista della strage di Sant’Eufemia, avvenuta in un periodo storico in cui la giustizia, ancora amministrata da magistrati del regime fascista, aveva più di un occhio di indulgenza nei confronti di quei fascisti che si erano macchiati di crimini orrendi, tenendo tuttavia una mano pesante nei confronti dei partigiani. Purtroppo, l’impunità per chi aveva commesso gravi crimini sotto il passato regime, unita alla constatazione dei favori a loro riservati, quando chi li aveva combattuti si sarebbe atteso un’esemplare punizione e un paese defascistizzato, fece credere a molti che la Resistenza fosse stata tradita. Questa tolleranza si manifestò non da subito, ma da quasi subito anche per il nascere di quel conflitto senza spari chiamato guerra fredda, ma molto probabilmente, come lascia intendere Franzinelli, è stato in larga parte dovuta al radicamento del fascismo avvenuto nel ventennio, il che ha impedito agli italiani di fare i conti con il passato, di modo che il pericolo di un ritorno di questa esecranda ideologia non è mai tramontato.
L’indagine di Franzinelli è meticolosa e asettica, lo storico bresciano vuole capire il come e il perché di questa violenza, senza sconti per nessuno, e vi riesce in modo esemplare. In questo modo La resa dei conti è un saggio di grande valore non solo storico, ma anche civile; nella narrazione non c’è assolutamente retorica, il fatto viene descritto così come è accaduto e non ci sono atteggiamenti moralistici, che avrebbero potuto essere motivo di accuse da una parte o dall’altra, non presenta vocazioni sensazionalistiche, né certe morbosità, riscontrabili in genere in testi che hanno praticato un’incompleta e inaffidabile revisione di quanto accaduto nel periodo immediatamente seguente la liberazione.
La resa dei conti è il libro che ci voleva per capire tante cose e proprio per questo ritengo che la sua lettura sia senz’altro raccomandabile.
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