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La città delle ribelli
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Wolitzer, Meg - Monti, Andrea

La città delle ribelli

Garzanti, 05/04/2012

Abstract: Smettere di fare l'amore con i propri uomini per ritrovare la felicità. La vera felicità. Questa è la strategia che le donne di Stellar Plains, nel New Jersey, adottano, più o meno consapevolmente, per ritrovare sé stesse e i loro desideri. Una dopo l'altra iniziano a rifiutare qualsiasi contatto con i loro compagni. Nessuna vuole essere sfiorata: ogni bacio, ogni carezza vengono accuratamente evitati. Un vento freddo inizia a soffiare tra le lenzuola di ogni camera da letto. L'ispirazione per la rappresaglia è data da Fran Heller, la nuova, anticonvenzionale professoressa di teatro del liceo, che ha deciso di mettere in scena Lisistrata, la commedia di Aristofane in cui le cittadine ateniesi si uniscono in uno sciopero del sesso per protestare contro i loro mariti e contro la guerra. Eppure Stellar Plains sembra un luogo felice. Niente turba la serenità delle coppie che vi abitano. O almeno così appare. D'altro canto Dory e Robby Lang, insieme dai tempi dell'università, dicono di amarsi come il primo giorno, ma stanno scivolando verso una stanca sopportazione; la moglie del preside è afflitta da una sindrome di stanchezza cronica, mentre il marito se la intende con la consulente scolastica; Ruth, la neosposa, ha sempre più evidenti problemi di peso. Un quadro allarmante, fatto di nevrosi quotidiane, piccoli screzi, rancori sopiti da anni. Gli uomini fingono di non vedere le crepe celate dietro le facciate linde e ordinate e le erbacce che infestano le aiuole immacolate. E allora è compito delle donne guardare la realtà in faccia, riprendere in mano il loro destino e combattere la battaglia per salvare le coppie, e la passione delle loro notti. Dopo La stagione delle cattive madri, per mesi nella lista dei bestseller del "New York Times", Meg Wolitzer ci regala un romanzo pungente che da subito è stato acclamato dalla critica e dal pubblico americani. La città delle ribelli usa l'ironia come un bisturi e penetra nelle camere da letto in punta di piedi, svelandoci i segreti e i desideri nascosti di ogni donna.

Il paese dei misteri buffi
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Fo, Dario - Manin, Giuseppina

Il paese dei misteri buffi

Guanda, 12/04/2012

Abstract: Era il 1969 quando Dario Fo e Franca Rame portarono in scena per la prima volta quel Mistero Buffo nato per irridere i santi e i fanti secondo lo stile delle rappresentazioni medievali, secondo lo sguardo dei diseredati e dei dimenticati. Fu una rivoluzione copernicana della storia e del linguaggio teatrale destinata a girare tutto il mondo e a conquistare le platee. Negli anni il Mistero è cresciuto e si è moltiplicato, si sono ­aggiunte molte storie, attinte dalle cronache "di giornata". Ma con il tempo gli eventi sono diventati sempre più vorticosi, i santi sempre più rari, mentre fanti e fantocci hanno prolificato come conigli. Così Giuseppina Manin ha proposto a Dario Fo di ripensare ai tanti ­altri "misteri", pochissimo buffi ma terribili e grotteschi, che in questo mezzo secolo hanno scosso, minato, devastato il nostro Paese. E insieme sono partiti per un viaggio nella memoria attraverso una serie di "giullarate" per narrare un'Italia di nuovo "in gran tempesta". Punto di partenza, l'improvvisa e inspiegabile scomparsa del cavaliere Silvio Berlusconi, che avviene qualche tempo dopo la giubilazione del suo governo. Sconcerto, sollievo, cordoglio, confusione, finché l'ex premier riappare e racconta di essere stato, novello Dante, niente meno che all'Inferno, tra i protagonisti dei grandi misteri d'Italia, dalla strage alla Banca dell'Agricoltura al DC9, dal rapimento Moro allo scandalo delle escort. Un percorso lietamente sgangherato, grottesco e paradossale, che improvvisa gli andamenti a seconda dello spasso che ogni storia riesce a procurare. Per scovare, alla maniera di Fo, fra tante menzogne, uno squarcio di verità.

Un estraneo sul divano
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Mendel-Enk, Stephan - Cangemi, Laura

Un estraneo sul divano

Bollati Boringhieri, 19/04/2012

Abstract: Göteborg, Svezia, anni Ottanta. Jacob ha tredici anni quando i genitori si separano: la madre ha da tempo una relazione con il capo, e il padre, medico, torna ad abitare dai suoi. Jacob e la sorellina Mirra restano a vivere con la madre, e presto anche con il nuovo compagno. Quello strano assetto famigliare, si ripercuote sull'intera comunità ebraica di Göteborg, della quale tutti i nonni sono membri molto attivi. I rapporti degenerano, i nonni smettono di parlarsi. E il peggio non è ancora arrivato. Jacob racconta la storia con la freschezza e l'ingenuità dei suoi anni, spettatore divertito delle idiosincrasie e dei pregiudizi dei parenti, ma anche testimone attonito dell'inatteso avvenimento che alla fine colpirà tutti loro. Con uno stile ironico e sdrammatizzante che ricorda il miglior Woody Allen, Un estraneo sul divano ha commosso i lettori e riscosso l'unanime plauso della critica.

L'impero e il vuoto. Conversazioni con David Barsamian
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Roy, Arundhati - Barsamian, David - Oddera, Federica

L'impero e il vuoto. Conversazioni con David Barsamian

Guanda, 14/06/2012

Abstract: "...l'autrice del Dio delle piccole cose persegue tenacemente la sua strada contro la globalizzazione imperiale. E la sua parola è più affilata che nel recente passato."Il Secolo XIX su L'impero e il vuoto"Nelle mani di Arundhati le parole diventano armi, le armi dei movimenti di massa."Naomi Klein"La polemica di Arundhati Roy è importante e necessaria... dobbiamo esserle grati per il suo coraggio e il suo talento." Salman Rushdie"In India e in tutto il mondo i nostri margini di libertà si stanno riducendo a una velocità spaventosa" denuncia Arundhati Roy. L'autrice del Dio delle piccole cose ha già messo le sue doti di narratrice al servizio della democrazia e dei diritti umani. Ora, nelle conversazioni con David Barsamian qui raccolte, smaschera gli schemi del potere globalizzato e ci obbliga a riflettere e a prendere una posizione. Perché Arundhati Roy non si accontenta di sventolare bandiere. La sua è una nuova forma di attivismo politico: quella di una cittadina indiana che non solo arriva al cuore dell'impero, ma parla "da schiava che pretende di criticare il suo sovrano". Che parli dell'asservimento al potere dei media occidentali, dl terrorismo internazionale o delle corrotte politiche di privatizzazione in India, Arundhati Roy dimostra tutta la sua capacità di "visualizzare la struttura invisibile dell'impero odierno", come scrive Naomi Klein nell'introduzione. Ma in queste pagine la narratrice indiana parla anche di sé, della sua vicenda umana e famigliare segnata dall'assenza della figura paterna, e poi degli studi, dei viaggi, del successo mondiale dei suoi libri. Ne esce così il fulmineo ritratto di una protagonista della letteratura contemporanea, diventata icona del movimento contro la guerra e per i diritti civili."Gli scrittori di successo si accontentano del successo e cercano casomai di ripeterlo. Arundhati Roy si è servita del successo per farsi avanti come attivista dentro tante battaglie politiche ed ecologiche che riguardano il suo Paese e non solo..." Goffredo Fofi, Il Sole 24 Ore"Arundhati Roy oppone al terrore, a ogni terrore, la forza del sogno." La Stampa"I suoi saggi sono la prova del suo talento come scrittrice e del suo coraggio di cittadina. Con la sua presenza e i suoi testi lotta contro un mondo che sceglie la guerra come strumento di governo e sceglie investimenti che in India come altrove distruggono l'ambiente e le economie locali." il Manifesto"L'autrice è una donna che mette tutta se stessa nei suoi ideali. Con passione e rabbia." Chicca Gagliardo, Glamour

L'acqua più dolce del mondo
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Ahmad, Jamil

L'acqua più dolce del mondo

Bollati Boringhieri, 11/10/2012

Abstract: Tra gli anni Cinquanta e Settanta, al confine tra Afghanistan e Pakistan, Ahmad conduce il lettore attraverso le incredibili vicissitudini delle tribù nomadi costrette dalle guerre e dall'avanzare della modernità a perire per mancanza di cibo e acqua. A raccontarci le loro storie, le loro affascinanti leggende e l'imperscrutabile saggezza di cui sono portatrici, è un bambino, Toz Baz, il Falco nero: nato sotto il più infausto degli auspici, da una donna colpevole di adulterio, vagherà fino all'età adulta da una tribù all'altra, da una figura paterna all'altra, nei recessi più oscuri del territorio e in quelli ancora più misteriosi delle anime che lo popolano.

Lei dunque capirà
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Magris, Claudio

Lei dunque capirà

Garzanti, 11/10/2012

Abstract: Lei dunque capirà è il racconto di un amore totale e fallito, di un'unione struggente e rifiutata; la donna che parla da un'oscurità misteriosa mostra una forza tenera e spietata nello svelare la grandezza e le meschinità della vita e della morte. Un'acre e dolorosa consapevolezza della passione, delle sue gioie e miserie, la porta - nel ricordo della felicità condivisa, che non vuol distruggere con l'angosciosa conoscenza acquisita - a non incrinare le imperiose sicurezze dell'uomo amato, a rinunciare a lui per proteggerlo, in una stanchezza che nessuno, tranne il nascosto interlocutore cui si rivolge, può capire. Claudio Magris si muove tra esperienza personale e mito, tra volontà di fuga e intensità della presenza, tra leggerezza e tragedia, tra volontà di sapere e interrogativi cui non si può rispondere. Con una scrittura sapiente e limpida, dall'impatto quasi musicale, Lei dunque capirà dà voce a una straordinaria figura di donna, vittima e prevaricatrice, in un disincantato e toccante omaggio alla femminilità.

Oltretorrente
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Cacucci, Pino

Oltretorrente

Feltrinelli Editore, 18/10/2010

Abstract: "Per la prima volta, il Fascismo si trova ad affrontare un nemico agguerrito e organizzato, armato e ben equipaggiato, nonché deciso a resistere a oltranza." Così scrive Italo Balbo. È il 4 agosto del 1922. Il popolo di Parma, la gente di Oltretorrente, si è preparata a resistere. Alla testa degli Arditi del Popolo c'è Guido Picelli, memorabile figura di militante e di melomane. Picelli e Balbo, il mito socialista e il camerata fascista, rivivono nei ricordi di un vecchio Ardito il giorno dei funerali di Mario Lupo nel 1972 quando, mezzo secolo dopo, lo scontro fra sinistra extraparlamentare e neofascisti riconduce quasi naturalmente agli avvenimenti di cinquant'anni prima. E così, ecco affiorare, fra leggenda e mito, l'"instancabile Picelli", eletto deputato socialista dai borghi dell'Oltretorrente per farlo uscire dalla galera, loggionista appassionato, impeccabile nel vestire. Lui sa bene che i raid fascisti, se hanno piegato la Romagna, potranno trovare una salda resistenza nella sua Parma. Italo Balbo, capo istintivo, trascinatore di masse (e perciò sempre più sospetto agli occhi di Benito Mussolini) succede a Roberto Farinacci nella conduzione delle operazioni, coinvolge l'esercito e vuole una battaglia definitiva, combattuta con ogni mezzo lecito e illecito. Picelli e Balbo emergono via via in tutto il loro spessore psicologico mentre la scena si apre, epicamente, sulle barricate, sul concorso attivo della popolazione, sulle donne che prendono parte alla lotta, su un popolo capace di essere un popolo..

Ultime notizie dal Sud
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Sepúlveda, Luis

Ultime notizie dal Sud

Guanda, 03/11/2011

Abstract: "Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare."La Stampa"Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell'evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati."Le MondeNel 1996, a Parigi, due amici seduti davanti a un mate progettano un libro sul Sud del mondo. Sono uno scrittore e un fotografo, girano per il pianeta e lo ritraggono per quello che è: uno strano miscuglio di crudeltà e tenerezza, di verità e leggenda. Muovendosi nella steppa patagonica, "dove si sta tra la terra e il cielo", armati di una Moleskine e di una Leica, i due amici vanno a caccia di storie da ultima frontiera. Forse le ultime storie di frontiera: Le ultime notizie dal Sud. Laggiù, lungo strade spazzate dal vento, capita di incontrare un virtuoso liutaio che si aggira in cerca del legno più adatto per costruire un violino. In un bar di San Carlos de Bariloche si può far amicizia con un ubriaco che afferma di essere il discendente di Davy Crockett. E nella pampa brulla, una vecchietta con il dono di rendere fertile tutto ciò che tocca diviene il simbolo del legame con una terra su cui troppi vorrebbero allungare le mani. Il tempo passa, alle storie si aggiungono altre storie, e il libro vede la luce anni dopo, quando le cose che voleva raccontare hanno acquisito "il sapore dell'inesorabilmente perduto". Questo perché il Sud del mondo è una regione minacciata dall'avidità di predatori potenti, ma anche un luogo popolato di fantasmi, dove ancora echeggiano le gesta di Butch Cassidy e gli spari dello sceriffo Martin Sheffields; magicamente abitato da sedicenti folletti con un passato misterioso, e attraversato da un treno mitico, il Patagonia Express, in un estremo viaggio d'addio.

Guida agli animali fantastici
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Cavazzoni, Ermanno

Guida agli animali fantastici

Guanda, 11/04/2011

Abstract: In questa Guida agli animali fantastici ci sono i prodigiosi esseri che circolavano liberamente nel mondo antico, ippocentauri, manticore, remore, sirene, ircocervi, e che oggi non circolano più, né lo potrebbero, con tutte le regole autostradali, la coltivazione industriale delle campagne, la deforestazione, gli antiparassitari, il traffico marittimo e altro ancora. Ma in mezzo a loro, altrettanto fantastici, ci sono gli animali che sono rimasti e si incontrano comunemente, il pollo, ad esempio, con il suo sguardo sospettoso e un po' sprezzante, o le formiche, sempre di corsa e preoccupate per la crisi economica, o le api, socialiste imperterrite fin dalla nascita, o la mucca che rumina e riflette. Che idee avranno su di noi? Sulla vita e sulla morte? Ne sapranno qualcosa o faranno finta di niente? Questi esseri molto prossimi, nostri parenti stretti, però anche distanti come gli extraterrestri, li si può stare a guardare per ore in un prato, o veder traversare come apparizioni una strada, o passare in cielo mentre migrano in Africa: esseri meravigliosi e misteriosi quanto le specie fantastiche e inesistenti. E da ultimo c'è l'animale forse più fantastico di tutti, senza piume, a due gambe, spettatore del grande spettacolo dell'universo. "Quell'animale che guarda in cielo e dice: cosa sono quei lumini sospesi? E risponde: le stelle. Perché nessun altro animale le ha mai notate, nel corso di tanti milioni di anni e di tante notti stellate che sono passate su questo pianeta." L'animale chiamato uomo.

Riflessi dell'anima
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Di Stefano, Salvina

Riflessi dell'anima

Youcanprint, 24/03/2014

Abstract: Riflessi dell'anima, prima raccolta poetica di Salvina Di Stefano, offre al lettore una sensibile sismografia emotiva, tracciata da un io lirico sempre in limine tra sconforto e rapide epifanie, incalzato dal dubbio esistenziale non meno che dalla certezza che la verità stia tutta nel sentimento e nel calore trasfuso da un multiforme tu.

La Madonna del Bellini
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Lowry, Elizabeth

La Madonna del Bellini

BUR, 11/10/2010

Abstract: Da quasi vent'anni Thomas Lynch, studioso di storia dell'arte, coltiva la sua ossessione: ritrovare la perduta Madonna del prato di Giovanni Bellini, l'ultima opera del grande maestro del Rinascimento italiano. Una Madonna diversa da tutte le altre del suo tempo: senza un bambino tra le braccia o un Cristo deposto dalla croce, ha nello sguardo un'inaudita durezza e un misterioso dolore. Nessuno l'ha mai vista dopo l'ultima descrizione che ne ha fatto Dürer nel 1506. Ma, grazie a lunghe ricerche in biblioteche, archivi e collezioni, Lynch è finalmente arrivato a un punto di svolta. Anna Roper, l'ultima discendente della famiglia di nobili inglesi che con ogni probabilità possiede la Madonna del prato, condurrà lo studioso nei labirinti dei suoi antenati e della contessa italiana, Giulia Buccari, la cui storia nasconde la chiave per svelare il mistero del dipinto scomparso. Un romanzo sull'arte e la bellezza, la storia di un'appassionata ricerca che è anche un viaggio dentro un passato destinato a ripetersi.

Il cromosoma Calcutta
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Ghosh, Amitav - Nadotti, Anna

Il cromosoma Calcutta

Neri Pozza, 28/02/2011

Abstract: A New York, in un futuro non molto lontano, Antar, un egiziano addetto alle ricerche telematiche per conto dell'" IWC", un'organizzazione internazionale che si occupa dell'esaurimento delle risorse idriche del pianeta, si imbatte in una vecchia tessera di riconoscimento, un id di una compagnia presso cui era impiegato nei primi anni Novanta del Ventesimo secolo. Antar è stufo dell'" IWC", non ne può più nemmeno dell'appartamento ammuffito in cui vive e lavora, vorrebbe lasciare New York e tornarsene al più presto in Egitto, ma la curiosità di sapere a chi possa essere appartenuto quell' id consunto è talmente grande da spingerlo immediatamente a interrogare Ava, il suo computer di ultima generazione. Lo schermo di Ava si sbianca per un lungo istante, poi sputa la sentenza. La tessera era di proprietà di un indiano dal viso pieno, a forma di luna, le gote gonfie come quelle di un trombettista, il mento aggressivo e prominente: L. Murugan, un "soggetto disperso dal 21 agosto 1995" e "visto l'ultima volta a Calcutta", dove si era recato per vedere il monumento, eretto all'interno del Presidency General Hospital, al maggiore medico Ronald Ross dell'Indian Medical Service. Quel Ronald Ross che, come indica un'iscrizione presente nell'ospedale, "nel 1898 scoprì in che modo la malaria viene trasmessa dalle zanzare". Così comincia questo straordinario romanzo in cui Ghosh attinge a generi diversi - la fantascienza, la narrativa filosofica, il thriller – per costruire un profondo apologo sulla vulnerabilità del genere umano. Tutto ha inizio nel lontano 1898, con la scoperta, appunto, del cromosoma Calcutta, una conquista scientifica apparentemente inspiegabile in base agli strumenti e alle conoscenze del tempo. In realtà, la scoperta contiene una "verità" che viene da lontano e si è tramandata attraverso le generazioni in maniera nascosta. Coloro che hanno provato a svelarla, o che si sono avvicinati senza permesso ai suoi segreti, sono morti o improvvisamente scomparsi. I personaggi eccentrici ancora in vita, che in qualche modo ne sono stati toccati, sembrano celare mille identità e segreti. Ma cosa nasconde il cromosoma Calcutta? È davvero la chiave di volta dell'intero DNA umano? La soluzione che libererebbe di colpo gli uomini dalle più terribili malattie? E che potrebbe renderli immortali come gli dèi?

Figlio della notte!
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Ozier-Lafontaine, Kenny

Figlio della notte!

Temperino Rosso Edizioni, 18/02/2017

Abstract: "Per Kenny Ozier-Lafontaine, la poesia è un sogno. È immaginazione. No: è ragione. Ha fatto il suo ingresso in poesia come un baco da seta nel suo bozzolo. Per uscirne crisalide. E farfalla. No: L'immaginazione satanica è il motore della sua attività… spirituale. Il suo modello: la principessa che, avvicinandosi troppo ad una candela, si accorge che la sua testa si è fusa. Il suo talento da diavolo… la sua ispirazione si eleva al ritmo della sua lievitazione."                      Fernando Arrabal

Satantango
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Krasznahorkai, Lázló

Satantango

Bompiani, 01/12/2016

Abstract: Il comunismo è ormai al tramonto e nella fangosa campagna ungherese quel che resta di una comunità di individui abbrutiti vive una vita senza speranza in una cooperativa agricola ormai in sfacelo. Tutti vogliono andarsene e sperano in un futuro migliore grazie al denaro che riceveranno dalla chiusura della loro fattoria collettiva. Quando all'improvviso si diffonde la notizia che il carismatico Irimiás, sparito due anni prima e dato ormai da tutti per morto, è stato visto sulla strada che porta al villaggio e sta per tornare pare un miracolo. È l'inizio dell'attesa, dell'avvento incombente di qualcosa che li può liberare ma che avrà pesanti conseguenze sulle loro vite disperate. Si troveranno infatti a far fronte non solo alle astuzie di Irimiás, ma anche ai conflitti che li dividono. Questo capolavoro dark, primo libro di Krasznahorkai pubblicato nel 1985 in Ungheria, è ormai considerato un vero e proprio classico contemporaneo.

Paolino e Polla
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Vaccaro, A. (a cura di)

Paolino e Polla

Osanna Edizioni, 22/05/2013

Abstract: Il recupero di uno dei testi più significativi – e meno noti – della letteratura del 1200, fiorita presso la corte di Federico II di Svevia. Una commedia, rivoluzionaria per più aspetti, che mette in scena le trattative di un contratto nuziale fra due vecchi, Paolino e Polla, affidate a un maldestro paraninfo. Una comicità, quella del giudice Riccardo, degna, come ha scritto Dario Del Corno, di un Woody Allen o di un Benigni, che è possibile oggi apprezzare in tutta la sua forza, grazie a una traduzione che conferisce alla vicenda una freschezza e una grazia straordinarie.

Il racconto del Vajont
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Paolini, Marco - Vacis, Gabriele

Il racconto del Vajont

Garzanti, 12/09/2013

Abstract: Il 9 ottobre 1963 dal monte Toc, dietro la diga del Vajont, si staccano tutti insieme 260 milioni di metri cubi di roccia che piombano nell'invaso sollevando un'onda che scavalca la diga e cancella letteralmente dalla faccia della terra cinque paesi (Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova, Faè) uccidendo 2000 persone. Non si trattò di un "disastro naturale", come scrissero i cronisti all'indomani della strage, ma di una tragedia provocata dall'uomo. Paolini e Vacis ricostruiscono questa drammatica vicenda tipicamente italiana, che passa per la distruzione della civiltà contadina in nome del progresso, per le grandi e le piccole arroganze dei potenti, per l'impotenza dei cittadini costretti ad affrontare uno "Stato nello Stato" (è il giudizio di un democristiano sulla società costruttrice della diga, nel 1961). Si illuminano così le trasformazioni che hanno attraversato il nostro paese dal dopoguerra a oggi. Questo libro è il frutto di un'esperienza che ha già coinvolto migliaia di persone in tutta Italia. Dal 1993 Marco Paolini racconta questa grande tragedia civile. Ha iniziato nelle case degli amici, e poi, centinaia e centinaia di volte, in un monologo che dura più di tre ore, di fronte a un pubblico attento e partecipe, nelle piazze, nelle scuole, nei circoli culturali, negli ospedali, nelle radio, nei teatri, nei festival di tutta Italia e in televisione, nella celebre trasmissione che la sera del 9 ottobre 1998 tenne incollati allo schermo milioni di telespettatori. Scoprire o rileggere Il racconto del Vajont oggi significa tenere viva una memoria che non può e non deve andare perduta. Questa nuova edizione è arricchita da due saggi inediti di Marco Paolini (Il Vajont e L'Aquila, due tragedie parallele) e di Gabriele Vacis (Il racconto e la consapevolezza del tempo).

Nostra signora dei Turchi
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Bene, Carmelo

Nostra signora dei Turchi

Bompiani, 26/09/2013

Abstract: Simulacro della voce narrante, Nostra Signora dei Turhi si ricongiunge all'orale come corpo minerale della lingua e come edificio vocale della scrittura. Le molte voci del romanzo sono, d'altro canto, le voci ritornanti di chi è in grado di ascoltare ancora sia il minerale sia i residui filamentosi dell'organico: voci di strie barbare e di sangue antico; voci della interiorità di un morto , sopravvissute nelle reliquie di "lettere non spedite", favoleggianti portentosi incontri di cavalieri bianco-piumati con ancelle, misericordiose "infermiere per amore dell'arte"...

Io non scrivo mai niente. Monologhi cosmici
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Mercadini, Roberto

Io non scrivo mai niente. Monologhi cosmici

Sagoma, 09/05/2016

Abstract: Roberto Mercadini è un monologhista. Crea narrazioni per il teatro. Le crea a mente, o meglio "a voce". Nel senso che sale sul palco senza avere ancora scritto una sola riga. Perciò non c'è verso di leggere i testi delle sue creazioni esilaranti, struggenti, lucide e visionarie. Non c'è verso di sfogliare le sue storie che spaziano spericolatamente dall'umorismo biblico alla comicità dei filosofi greci, dall'economia all'ecologia, da ichelangelo agli astronauti. O meglio, non c'era verso fino a oggi.

Il sesso nelle camere d'albergo. Saggi (1989-2010)
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Dyer, Geoff - Granato Giovanna

Il sesso nelle camere d'albergo. Saggi (1989-2010)

Einaudi, 26/08/2014

Abstract: Venticinque anni di vita, ovvero venticinque anni di letture, ricordi, viaggi, incontri e disavventure. L'amore per una cantante indiana, con la voce da eterna ragazza, e quello per una donna bellissima intravista in un negozio; le camere d'albergo con il letto immenso e lo specchio a figura intera, che subito suscitano pensieri erotici; l'Algeria di Camus, che ormai esiste solo nei suoi libri e nel cuore di chi li ha letti. E l'Africa, raccontata dal genio spericolato di Kapuscinski... Con l'intelligenza del critico e la passione del narratore, Dyer ci attrae nel suo mondo, e ci dice che l'unico modo per capire e apprezzare la vita è essere curiosi, entusiasti e folli quanto basta. Geoff Dyer si è conquistato la devozione di un gruppo di attenti lettori grazie ai suoi insoliti romanzi, ma anche a una serie di opere difficilmente etichettabili: prima fra tutte, Natura morta con custodia di sax, un libro a metà tra il racconto e la riscrittura della vita dei grandi del jazz. Nel corso della sua lunga carriera Dyer ha firmato saggi brevi dedicati ai temi piú diversi: fotografia, scultura, cinema, letteratura, ma anche scritti di natura vagamente autobiografica. Il sesso nelle camere d'albergo raccoglie una parte di questa sua sorprendente produzione. *** "Dyer scrive romanzi molto divertenti, saggi e anche reportage. Ma dà il meglio di sé quando mescola le tre cose insieme e ne trae una miscela tutta sua". "The New Yorker" "Scrive Dyer che il suo nuovo libro è una raccolta di "carabattole", ma poi prende quelle carabattole molto sul serio. E dovrebbe fare altrettanto chiunque abbia a cuore una lingua gioiosa e spumeggiante". "The New York Times"

Ce l'hanno tutti con me
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Bukowski, Charles - Viciani, Simona

Ce l'hanno tutti con me

Guanda, 14/11/2013

Abstract: Una raccolta inedita dell'indimenticabile cantore dell'altra America, quella dei disperati e degli emarginati, degli "ultimi", operai senza volto distrutti dalla fatica, artisti falliti che non hanno mai conosciuto gloria, prostitute e alcolizzati. E vecchi abbandonati sulle panchine dei parchi, storia ormai passata, mentre i giovani si affacciano alla vita pieni di energia e speranze. Proprio le cose che il vecchio e stanco poeta sente scivolare tra le dita: le ragazze, le feste, le macchine, le scommesse incominciano a diventare ricordi da affogare in una bella sbronza. Tra la schiuma dell'idromassaggio Bukowski si chiede se è ora di scegliere la lapide o se fare a tutti un bello scherzetto e rimanere in gioco per un'altra ventina d'anni, affilando ancora una volta la lama delle sue poesie, come "lampi di magia strappati dall'artiglio della morte".